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Brasile - Jardim, la povertà disgrega la famiglia, tradizionale e no

07/05/2008 - 15.01:   A Jardim la povertà disgrega la famiglia, tradizionale e no, la frantuma: i genitori spingono spesso i figli a lavori precari per integrare un'economia ai limiti della sopravvivenza. Questa condizione umana favorisce anche rapporti di coppia provvisori, promiscuità, miseria morale. Sovente il marito, amante o padre si allontana dalla famiglia per cercare lavoro e non fa più ritorno. In questi luoghi le condizioni di vita continuano, nonostante i risultati positivi di questi anni, ad essere dure: scarse possibilità di lavoro, condizioni igienico-sanitarie pessime, elevatissima†mortalità scolastic⁡, diffusissimi handicap fisici e mentali. Le cause? Le cause sono promiscuità e sottoalimentazione, soprattutto dei bambini; abitazioni fatiscenti e piccole dove si vive in 10-15 persone, senza adeguati servizi igienici, con scarsa areazione. Si dorme dove si cucina, tutti insieme, con il fuoco di carbone o legna, in mezzo al fumo, al suo odore acre. Le case dei più poveri sono senza gabinetto e senza acqua. Sono fatte con tavole residui di lavorazione, rami lunghi che vanno da parete a parete o bambù spaccati a metà ed usati come assi (taquara). La copertura è di paglia (sapé) o altro vegetale con sopra un telo di plastica nera. Altre case hanno il tetto con tegole raccolte qua e là o eternit. Il pavimento, invece, è sempre in terra battuta e, quando piove, le ""case"", che sorgono quasi tutte nei terreni più bassi, vengono invase dall'acqua. Questa situazione abitativa ha richiesto da parte nostra la realizzazione di un intervento pianificato di risanamento delle abitazioni più fatiscenti e di adeguamento delle infrastrutture che è stato attuato in questi anni con continuità. Così, in questi ultimi cinque anni, una ventina di abitazioni sono state costruite, o dotate di gabinetti, o ampliate.

Quando, più di dieci anni fa, cominciammo il progetto, l'esigenza di avere dati anagrafici precisi per realizzare gli affidi ci consentì di scoprire che molti dei bambini “non esistevano”. Infatti, circa il 25% di loro non era stato neanche registrato all'anagrafe locale. Tanti erano anche quelli che, pur in età scolare (in Brasile la scuola ha inizio a 7 anni), non frequentavano o avevano abbandonato gli studi dopo la prima serie (l'equivalente della nostra prima elementare). Adesso le cose sono cambiate, grazie al lavoro del governo centrale e locale, ma anche grazie all'attività perseverante che abbiamo fatta intervenendo sui genitori per convincerli a sottrarre i loro figlioli ad un lavoro precoce e poco remunerativo agevolando, nel contempo, l'ingresso o il ritorno a scuola dei bambini acquistando anche loro i libri e quant'altro necessario.

Abbiamo anche puntato molto, oltre che sulla scolarizzazione, sulla medicina preventiva, sull'igiene di base e su un'alimentazione corretta. Infatti, da quelle aprti, tra i pericoli più frequenti per la salute dell'infanzia ci sono il rachitismo, l'anemia, la parassitosi, patologie che possono causare serie conseguenze ai bambini nell'immediato ed anche minacciare la loro aspettativa di vita adulta. A sostegno di questa impostazione di intervento, indispensabile per dare un futuro a questi piccoli, ci sono molti studi che correlano il miglioramento della salute e delle condizioni di vita ad un aumento della frequenza e del rendimento scolastico, collegato anche con un programma di alfabetizzazione dei genitori. Infatti, un miglior livello culturale degli adulti li rende più capaci di curare l’igiene, seguire una più corretta alimentazione della famiglia, nonché accudire con maggiore attenzione i figli. Tutto ciò comporta un continuo lavoro di sensibilizzazione rivolto particolarmente alle mamme affinché collaborino per far sottoporre i loro bambini a visite mediche periodiche e, con una certa regolarità, anche alle analisi di routine di sangue, urine e feci e agli indispensabili controlli di peso, altezza e attività motorie."


   
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