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Brasile – Undici anni di scuola per farne otto

21/05/2008 - 5.31:   "Dando un'occhiata ai risultati scolastici degli affidati in Brasile abbiamo conferma di una statistica ufficiale che dice come, per terminare gli otto anni di scolarizzazione obbligatoria, gli studenti brasiliani spendano in media 11 anni. Molti di loro, invece, si fermano prima. A Jardim, almeno il 50% non va oltre la quarta-quinta serie, per quello che ne sappiamo noi e la Dando un'occhiata ai risultati scolastici degli affidati in Brasile abbiamo conferma di una statistica ufficiale che dice come, per terminare gli otto anni di scolarizzazione obbligatoria, gli studenti brasiliani spendano in media 11 anni. Molti di loro, invece, si fermano prima. A Jardim, almeno il 50% non va oltre la quarta-quinta serie, per quello che ne sappiamo noi e la stessa cosa capita a Parintins.

Il sistema scolastico brasiliano, assai simile a quello del nostro Paese, è diviso in tre gradi: elementare, secondario e universitario con un’educazione prescolastica (asilo nido e scuola materna) gratuita e non obbligatoria. L’istruzione di primo grado (ensino fundamental) ha una durata complessiva di nove anni (accoglie alunni dai 6 ai 14 anni) e distinto in due cicli. Nel primo è prevista l’alfabetizzazione di base, mentre nel secondo il portoghese, una lingua straniera (inglese), matematica, fisica, chimica, storia del Brasile, geografia generale, scienze naturali, educazione fisica. Per il passaggio di classe gli esami sono annuali, ad eccezione per le prime due classi. L’istruzione di secondo grado (ensino médio), non obbligatoria, ha la durata di quattro anni e si divide in “ginnasial” (i nostri licei classici e scientifici) e “normal” (magistrali, tecnici, tecnici-commerciali). Il secondo grado non prevede esami, neanche finali, ma per accedervi è necessario aver portato a termine l’intero ciclo della scolarizzazione obbligatoria (1^ grado) e aver superato un esame di selezione indetto ogni anno dalle autorità locali. .

L’istruzione è uno dei problemi più importanti e delicati che affliggono il Brasile e, secondo statistiche ufficiali, il 23% della popolazione è analfabeta, ma in realtà il dato effettivo è assai più alto. Infatti, l’organizzazione della scuola in Brasile, di per sé valida, inserita in una società e in un’economia che soltanto in questi anni sta decollando, non funziona. Non funziona perché i poveri, che sono la maggior parte della popolazione, non possono, non sanno, non vogliono studiare e far studiare i loro figlioli. Troppi e di difficile soluzione sono i problemi che devono affrontare. La percentuale più elevata di mortalità scolastica (40) si registra nel passaggio dalla 1^ alla 2^ classe. Per rimediare a questo decremento della frequenza il governo ha introdotto, in via sperimentale, misure didattiche innovative: “ciclo basico” di alfabetizzazione senza esami nelle prime classi; prolungamento dell’orario da quattro a sei ore giornaliere; refezione gratuita per combattere la sottoalimentazione endemica; inserimento nei programmi di nuove materie (disegno, musica, sport); decentramento, attraverso la municipalizzazione, dell’insegnamento.

Infine, la valutazione: i criteri di verifica del profitto scolastico dell'allievo vengono definiti dal regolamento interno di ogni singola scuola. Tali criteri comprendono la valutazione continua e cumulativa del profitto, con precedenza agli aspetti qualitativi rispetto a quelli quantitativi (espressi in numeri da 1 a 100 giudizi), e la verifica della frequenza scolastica (minimo: 75% del monte ore complessivo). Nella scuola dell'obbligo, è prevista in teoria la ""promozione"" per tutti, in realtà molto alti sono tassi di abbandono e ripetenza. Secondo fonti governative più del 63% dei bambini è di età superiore a quella prevista dalla classe frequentata, i tassi di ripetenza in prima raggiungono il 44% e superano il 70% nelle regioni del nord e nord - est. Per terminare gli otto anni di scolarizzazione obbligatoria, gli studenti brasiliani spendono in media 11 anni."


   
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