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Guinea Bissau – "I figli del villaggio", giustificazione del progetto - 2

27/05/2008 - 18.37:   L'agricoltura è la base dell'economia del Paese e costituisce circa il 50% del PIL (PIB, Produto Interno Bruto), mentre l'80% della popolazione lavora in questo settore. Ma l'agricoltura continua ad essere tradizionale e di sussistenza, poco mirata al mercato e i contadini, anche se numerosi, sono nella maggior parte vecchi e analfabeti. Inoltre, il rendimenti sono bassi e debole la produttività, mentre le strutture agricole sono arcaiche e le tecniche agricole rudimentali. Anche gli equipaggiamenti sono scarsi e gli investimenti di capitale limitati. Un'ultima considerazione: nella regione Oio, dove è presente "ABC", l'impatto della povertà è maggiore che nelle altre regioni della Guinea Bissau, il 79% (nelle altre regioni della Guinea Bissau: Bafata 72%, Gabu 66, Cacheu 64 e 63 Biombo).

Ma le potenzialità dell'agricoltura del Paese sono enormi perché soltanto il 18% della superficie coltivabile è sfruttata e in modo poco produttivo.

Il progetto di "ABC" mira a sostenere lo sviluppo dell’orticoltura nei villaggi e il recupero delle risaie dismesse favorendo l'autoapprovvigionamento, l'integrazione alimentare, la riduzione della dipendenza dai mercati cittadini, la commercializzazione delle eccedenze, il miglioramento delle pratiche alimentari tradizionali, la distribuzione dei benefici economici all’interno della famiglia e del villaggio, il progressivo riconoscimento del ruolo produttivo e sociale delle donne. Grazie anche all'orticoltura praticata durante la stagione secca (alla quale "ABC" sta affiancando la sperimentazione di quella durante la stagione delle piogge dal 2007 e a quella di realizzare, sempre in via sperimentale, campi di moltiplicazione di sementi selezionate), avviata e assistita tecnicamente (concimazione, disinfestazione, analisi del suolo, ecc.) da "ABC" in più di 20 villaggi della zona di Mansoa, e, alcuni nuovi prodotti alimentari sono entrati nella dieta alimentare della gente (pomodoro, melanzana, peperone), garantendo apporti nutritivi indispensabili, soprattutto per i bambini e molte donne. La piccola commercializzazione praticata dalle donne, inoltre, consente loro una disponibilità finanziaria che le ha valorizzate facendo aumentare l'autostima e la considerazione sociale all'interno della famiglia e delle comunità locali dei villaggi.

La sfida che abbiamo davanti (parliamo di Mansoa e dintorni, tanto per non fare le mosche cocchiere) è quella di trasformare un'agricoltura di sussistenza in una più moderna con elementi di mercato che si basa sulle cose avviate. Per la precisione: cooperazione, promuovendo la nascita di associazioni e cooperative locali, sostenendo il loro lavoro e le iniziative che realizzano sul territorio con mezzi, finanziamenti e prestiti; programmazione, vale a dire adeguare la nostra organizzazione del lavoro alla realtà produttiva locale in continua evoluzione prevedendone, per quello che è possibile, i risultati finali; insegnamento, ovvero corsi, seminari e attività promozionali sul territorio; ricerca, cioè sperimentazione agricola, analisi del suolo e valutazione delle possibilità di sbocco sui mercati; promozione commerciale, definendo il collegamento con i mercati di Mansoa e Bissau per vendere proficuamente i prodotti. Se riuscissimo in tutto ciò molte migliaia di persone, soprattutto donne e bambini, vivrebbero meglio!


   
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