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Haiti – Port-au-Prince, continua l'emergenza cicloni e il Paese è in ginocchio, anzi… quasi morto!

05/09/2008 - 15.42:   Soltanto tre giorni avevamo pubblicato una notizia sulla difficile situazione di Haiti, l'aggiorniamo con questa comunicazione che ci ha spedito Maurizio Barcaro, con il quale collaboriamo nella gestione della scuola " "Institution Mixte la Providence de Sibert" di Port-au-Prince:

"Cari amici,

si stavano ancora facendo i bilanci di morte (75) e distruzione di raccolti e bestiame causati dal ciclone Gustav ed ecco arrivare Hanna, ancor piu potente e devastante di Gustav. Hanna ha cominciato a sfogare la sua rabbia nella notte fra Lunedi e Martedi sopratutto al Nord di Haiti e in una citta costiera del Sud, Les Cayes. La citta di Gonaive (quasi distrutta solo 2-3 anni fa da un ciclone) sembra essere la piu colpita ma si teme il peggio anche per tanti centri cittadini della zona dell'Artibonite dei quali non si hanno assolutamente notizie. Gonaive e letteralmente irraggiungibile via terra, un corteo di soccorso delle UN non e riuscito a raggiungere la citta ieri e oggi ci proveranno con elicotteri. Dalle poche notizie trapelate si sa che la citta e quasi completamente inondata da 3-4 metri d'acqua, tutte le strade di accesso sono impraticabili, sicuramente ci saranno numerosi morti, raccolti e bestiame sono andati persi ma di bilanci certi non ce ne sono ancora. Probabilmente oggi avremo le prime immagini della citta, ieri anche gli elicotteri non potevano sorvolarla e la pioggia ha cessato di cadere solo questa mattina presto.

Nel pomeriggio di ieri Hanna ha sfogato molta della sua rabbia anche sulla capitale con venti fortissimi che hanno divelto alberi e pali della luce e distrutto molte baracche delle bidonville. Poi la pioggia ha cominciato a venire molto forte e non ha smesso fino a stamani. Molte zone povere e vicino al mare sono inondate ma non cosi tragicamente come a Gonaive. Non ci sono dati ufficiali dei danni ma siamo solo al 'day after', al giorno dopo e i bilanci verranno lentamente.

Comunque i danni piu gravi sono in provincia ma anche in questo caso, solo oggi si sapra qualcosa di piu preciso. Purtroppo i 'flagelli' su Haiti non sembrano ancora finiti, altri due cicloni sono previsti entro breve, IKE e JOSEPHINE, la speranza ovviamente e che non portino ulteriori devastazioni ma ovviamente tutti vivono nel timore che lo siano.

Io non ho parole per descrivere la frustrazione che sento. Sembra che non ci sia pace o respiro per questo paese, ogni anno accadono cose che non fanno altro che peggiorare la situazione e quando si pensa che peggio di cosi non potrebbe andare, che ormai si tocca il fondo.....ecco che succede di peggio che allunga, per cosi dire, il parametro del 'fondo'.

La crisi mondiale aveva ulteriormente sprofondato la gia moribonda economia del paese, aveva causato una crisi politica nel mese di Aprile e solo da qualche giorno le camere avevano retificato e approvato l'installazione del nuovo Primo Ministro che ora avra il compito sovrumano di accompagnare il paese in questa nuova situazione di emergenza causata dai cicloni, senza contare ovviamente i problemi di 'ordinaria amministrazione' : disoccupazione, sanita, economia, infrastrutture, l'apertura delle scuole ecc....

Nel frattempo i prezzi non smettono di salire e la popolazione continua a soffrire ancora di piu e in futuro sara ancora piu dura. I cicloni hanno distrutto raccolti di riso, banane, patate, yam e altro e migliaia di capi di bestiame allevati da famiglie di provincia sono andati persi, il che vuol dire che la poverta in provincia sara ancora piu estrema e la gente continuera ancor di piu a riversarsi nella citta.

Naturalmente la situazione avra dei risvolti negativi per tutti, il malcontento della popolazione era gia arrivato ad un livello estremo. L'installazione del nuovo Primo Ministro aveva in parte soddisfatto l'opinione pubblica ma io mi chiedo quanto riuscira a fare questa nuova amministrazione con le poche risorse a disposizione tenendo conto anche degli enormi problemi causati ora dai cicloni.

C'e un canto che si sente spesso qui nella radio, una canzoncina soffusa e melanconica il cui ritornello dice "......chiediamo solo un po di respiro, perche Haiti possa continuare a vivere.....chiediamo solo un po di respiro.....".


   
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