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Brasile – Parintins, con il CENSG sono diminuiti i "meninos na rua" nei bairros di Itauana e di Paulo Correa

18/09/2008 - 16.40:   Spesso si sente parlare dei bambini del Brasile, in particolare dei "meninos de rua", il più delle volte con una generalizzazione impropria. Infatti, "menino DE rua" é il bambino che vive giorno e notte per strada, perché é ormai senza nessun legame con la famiglia d’origine. E' una realtà diffusa, ma soprattutto nelle grandi metropoli. Nelle città minori, invece, come Parintins, si può parlare di "meninos NA rua", ovvero bambini che trascorrono la giornata in strada, ma che hanno una casa e una famiglia, foss'anche costituita soltanto da uno dei genitori, o dai fratelli, o daltre persone. Nella cittadina amazzonica sono presenti soprattutto i "meninos NA rua" e, a Itauana e Paulo Correa, due "bairros" che accolgono decina di migliaia di persone, i bambini che vivono soli in mezzo alla strada sono diminuiti da quando è stato fondato il Centro di accoglienza.

Parintins é una città posta sull’isola di Tupinambarana, proprio in mezzo al fiume più grande del mondo, il Rio delle Amazzoni. Per arrivare alla capitale, Manaus, occorre risalirlo per 400 chilometri, ma se vuoi uscire dall'Amazzonia ti conviene prendere l'aeroplano. Nel 1997-1998 molte famiglie arrivarono a Parintins dall'interno, dalla foresta, alla ricerca di una vita migliore. La cittadina crebbe rapidamente divenendo una delle mete turistiche più importanti di tutta l'Amazzonia, con molti alberghi e anche un breakfast, "Dimora di Charme"! Ma Parintins è famosa soprattutto per il suo "Festival Folclorico", quello che culmina nelle tre notti di fine giugno nell'arena del bumbodromo, una specie di stadio. Si tratta di una festa che dura praticamente tutto l'anno e che è incentrata sulla rivalità tra "Garantido" e "Caprichoso", due buoi con in fronte una stella rossa o blu. Ma i transatlantici che arrivano davanti a Parintins e che sbarcano molti turisti portano spesso anche tristi personaggi che arrivano lì per trovare a buon prezzo cose che in altre parti del mondo sono carissime.

Adesso Parintins supera i 130.000 abitanti e i bairros di Itauana e Paulo Correa, risultato dell'urbanizzazione e dell'occupazione delle terre con il conseguente disboscamento, continuano a crescere. Crescono però in maniera disordinata e i circa 20.000 abitanti che vi risiedono (la popolazione di una piccola città della provincia italiana) non hanno acqua e gas. Vivono tutti in misere baracche fatte con i legni di scarto o, i più fortunati e abili, in miniscuole case in muratura nelle quali si resta chiusi soltanto quando piove forte, ossia tutti i pomeriggi perché questo è il tempo locale: quando il sole sorge la temperatura sale e la foschia mattutina svanisce rapidamente, presto, però, si formano nubi che in breve si caricano di pioggia e il pomeriggio arrriva il temporale, le strade si inondano e le strade sterrate si riempiono di pozzanghere profonde con le zanzare che la fanno da padrone mentre le galline gli corrono dietro.

Il Centro Educativo Nossa Senhora das Graças nasce nel marzo del 2000, su iniziativa della Diocesi di Parintins, per rispondere al bisogno emergente del territorio di accogliere, durante il giorno, bambini del quartiere che si trovano in particolare situazione di disagio, non soltanto per la povertà materiale, ma soprattutto per l'assoluta mancanza di relazioni affettive e sociali. Il Centro, dunque, si offre come opportunità di valorizzazione di potenzialità, risorse, desideri, ed aspettative. Nell'ottobre 2002 arriva anche "ABC", che risponde alla richiesta di aiuto del Centro che stava per chiudere per mancanza di fondi. Sono così sei anni che i soci di "ABC" sostengono la struttura e danno la possibilità a circa 500 bambini e giovani di vivere insieme, di giocare, di socializzare, di studiare, di mangiare, almeno una volta giorno, tutti i giorni dell'anno, comprese le domeniche e le feste (scusate se ripetiamo sempre questa cosa che ci sembra molto bella e importante!).

Il Centro é costituito da una costruzione in muratura ad un piano e comprende un ufficio-segreteria, in cui è custodito il materiale didattico e tutta la documentazione amministrativa. E' un luogo importante, anche per i bambini, perché é lì che si svolgono i colloqui che precedono la loro accoglienza al Centro. C'è poi una grande cucina dove una cuoca con le sue aiutanti si occupa della preparazione dei pasti, mentre i bambini, a turno, sono coinvolti nell’apparecchiare e sparecchiare le tavolate del refettorio. Una grande dispensa si affaccia sulla cucina, mentre il refettorio, che è stato ingradito due anni fa per accogliere un maggior numero di bambini, è situato in una parte della veranda esterna, molto grande, che corre intorno al centro. Cinque sale accolgono le varie attività del Centro: cucito, disegno, intaglio del legno, pittura su stoffa, sala "cinema" (vdt), una piccola biblioteca. Undici bagni, cinque per le bambine e cinque per i maschietti e uno per gli educatori. Sei di questi bagni sono i bambini più piccoli e con i servizi adeguati alle loro mini-dimensioni evitandogli così spiacevoli "cadute". A turno, tutti, soprattutto i bambini più piccoli, aiutati dalle assistenti, finiscono sotto le docce, mentre i più grandi la doccia se la fanno fuori, giacché a Parintins non fa mai freddo. Infine, all’esterno del Centro, oltre all’ampio spazio di gioco per i bambini, c'è, adiacente all'edificio del Centro, una piccola falegnameria. All'esterno c'è un grande spazio attrezzato con un campo di basket, un campo di calcetto in terra battuta con due piccole porte, un riquadro con la sabbia dove si gioca a pallavolo (volleybeach), qualche altalena e un paio di scivoli. In una sala, concessa dalla vicina parrocchia, sono cominciate, ad agosto, anche le lezioni di judo. Insomma, pur nella sua semplicità, la struttura é accogliente, con i muri dipinti e le cancellate colorate, fornita delle attrezzature adatte ai bambini, mentre le pareti interne sono, in alcune parti, affrescate con bei disegni fatti dai più grandi sotto la guida di un abile e simpaticissimo insegnante che è stato anche in Italia per studiare storia dell'arte.

Le persone che lavorano nel Centro di accoglienza sono in tutto 17, undici di loro retribuite con l'aiuto di "ABC". Cominciamo con le due Maria, la direttrice della scuola e la cuoca. La cuoca ha due aiutanti (sono le uniche a non avere il diploma di scuola media superiore). Ci sono poi undici educatori una delle quali si occupa degli aspetti sanitari e sei insegnanti della scuola elementare interna del Centro.

Maria, la direttrice del Centro, coordina e organizza tutto il lavoro coinvolgendo gli altri. All'inizio della settimana, prima di riprendere le attività, tutti insieme, fanno il punto sul lavoro svolto la settimana precedente. Vengono valutate le difficoltà incontrate da ciascuno e il rapporto con bambini e famiglie, sostenuti anche da Giuliano, il vescovo di Parintins, che guida queste riunioni e, come scrive Maria, "è lui che ci aiuta a capire meglio e a dare un giudizio su quello che proponiamo ai piccoli e, soprattutto, come tutto questo ci coinvolge e si riflette nella nostra vita". Si affrontano, in questa riunione, anche le cose più difficili per trovare, insieme, una risposta. Poco tempo fa, ad esempio, è emerso un grosso problema con Marcilio, uno dei bambini del Centro. I suoi genitori lo trascurano completamente perché il papà se ne è andato di casa e la mamma, di nuovo incinta dell'undicesimo figlio, se ne è andata a vivere con un uomo lasciando soli in casa i suoi bambini seguiti dai fratelli più grandi. Nonostante le numerose visite fatte e i colloqui con i fratelli, Marcilio è spesso dimenticato al Centro. Nell'impossibilità di dare delle risposte risolutive a questa storia drammatica gli educatori hanno deciso, insieme alla cuoca, di far mangiare Marcilio al Centro, pranzo e cena, garantendogli perlomeno l'alimentazione. Per lui, poi, c'è sempre una carezza e un'attenzione particolare da parte degli educatori.

Nell'ultima riunione con i genitori sono stati presentati tutti i volontari che in questo periodo stanno affiancando gli educatori. Si è trattato di un primo contatto con le famiglie. All'ordine del giorno dell'incontro le attività di quest'anno, delle vacanze fatte a gennaio. Tutti gli educatori, divisi in gruppi, hanno avuto il compito di far capire alle famiglie che è possibile lavorare insieme per il bene dei bambini. E, proprio per far percepire meglio tutto ciò, è stata organizzata una mostra fotografica delle attività del Centro con una "tavola quadrata" alla quale hanno partecipato un po' tutti e dove tutti hanno parlato. Dona Maria, la cuoca più brava di Parintins, ha raccontato il lavoro fatto nel Centro fin da quando è nato e le difficoltà incontrate. "Infelizmente", come dicono i brasiliani, c'è un problema: Maria, la direttrice, tra pochi mesi lascerà Parintins per raggiungere suo marito, William, che conosciamo bene e che attualmente insegna chimica alla scuola agricola di Manaus, nella capitale dello stato Amazzonia. In questi anni è stata bravissima ed ha collaborato splendidamente con "ABC". In questo periodo, accanto a lei, c'è una ex insegnante in pensione che si sta inserendo in tutto il lavoro del Centro di accoglienza, compreso, ovviamente e soprattutto, in quello di collegamento con "ABC". Che dire? Intanto un grande grazie a Maria dos Remédios Gomes da Silva e, speriamo, un di rivederci. Lei e William sono giovani e le circostanze ci faranno sicuramente incontrare di nuovo.

In qualche modo è necessario chiudere questo racconto sul CENSG e lo facciamo ripescando il cuore del problema, ovvero il lavoro educativo e sociale con li bambini e le loro famiglie. Come è possibile aiutarli a crescere meglio senza la collaborazione dei loro genitori? Questo è un compito difficilissimo che Maria e gli educatori svolgono andando nelle case dei bambini, parlando con i genitori, portando, quando necessario, aiuti alimentari, assistenza medica, farmaci… Ma, purtroppo, questo non basta perché i cambiamenti di questo tipo richiedono pazienza e, soprattutto, tempo che soli possono dare risposte positive, insieme però all'intelligenza e al cuore di questi amici di Parintins.


   
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