Contattaci
"A, B, C, solidarietà e pace"
ONLUS
Via Padre G. Petrilli 30
00132 Roma
info@abconlus.it www.abconlus.it
Tel. 0622152249
3461048370

Contattaci con SkypeSkype

Newsletter
Iscriviti per avere informazioni
sulle iniziative di
"A, B, C, solidarietà e pace"



Inserisci la tua e-mail
 




Abc Solidarietà e Pace

 
Haiti – Port-au-Prince, "… chiediamo solo un po' di respiro…"

22/09/2008 - 5.02:   Nella Repubblica di Haiti dove, in collaborazione con la fondazione "Lakay Mwen", affidiamo gli alunni della scuola "Institution Mixte la Providence de Sibert" che si trova a Port au Prince.

Riceviamo dall'amico Maurizio, fondatore della "Lakay Mwen":

"Cari amici,

Fay, Gustav, Hanna e Ike. Sembrano i nomi di 4 simpatici personaggi dei cartoni animati e invece si tratta di 4 cicloni che si sono abbattuti su Haiti ogni weekend per un mese portando morte, distruzione e disperazione. Fay aveva portato solo tanta acqua, Gustav tanta pioggia e vento, raccolti e bestiame perduti. Hanna ha fatto la parte del leone con 700 morti, dispersi, migliaia di sfollati un po' in tutta Haiti, raccolti e bestiame perduti e una citta di 300.000 abitanti, Gonaive, sommersa da 3-4 metri d'acqua. Infine, arriva Ike che con la sola sua coda (la coda del ciclone) e venti fortissimi ha causato la morte di piu di 100 persone e gravi danni nella capitale e, ovviamente, ancora raccolti e bestiame perduti. Gonaive, che già fu sommersa 4 anni fa dal ciclone Jeanne, e in quell'occasione morirono 3000 persone, è ancora una volta la città che ha pagato di più. Dopo il passaggio di Hanna è rimasta per circa 4 giorni isolata, per via delle strade impraticabili, e poi fu stabilito un ponte aereo e gli aiuti cominciarono ad arrivare. Ora, dopo più di 10 giorni di sole e bel tempo, la vita sta riprendendo una sembianza di normalità. Gli aiuti umanitari sono costanti, la acque si sono ritirate lasciando dietro fango e carcasse di ogni tipo, la gente ritorna sapendo di aver perso tutto e il governo parla già di ricostruzione, ma come e quando è tutto da vedere. Non mancheranno gli avvoltoi, già appostati per approfittare della situazione. Enti pubblici, privati, governativi e anche caritativi riceveranno fondi per lo scopo e come al solito una buona fetta sarà utilizzata per ben altri fini. Sarò anche un po' cinico ma è la realtà. Per un paese che gia era in ginocchio sotto tutti i punti di vista e si pensava di aver toccato il fondo, questi uragani hanno rimodellato i parametri di ciò che significa la parola 'fondo'.

La crisi mondiale aveva ulteriormente sprofondato la già moribonda economia del Paese, aveva causato una crisi politica nel mese di Aprile e solo da qualche giorno le camere avevano ratificato e approvato l'insediamento del nuovo Primo Ministro che ora avrà il compito sovrumano di accompagnare il Paese in questa nuova situazione di emergenza causata dai cicloni, senza contare ovviamente i problemi di 'ordinaria amministrazione': disoccupazione, sanità, economia, infrastrutture, l'apertura delle scuole, ecc. Nel frattempo i prezzi non smettono di salire e la popolazione continua a soffrire ancora di più e in futuro sarà ancora più dura. I cicloni hanno distrutto raccolti di riso, banane, patate, yam e altro e migliaia di capi di bestiame allevati da famiglie di provincia sono andati persi, il che vuol dire che la povertà in provincia sarà ancora più estrema e la gente continuerà ancor di più a riversarsi nella città e, naturalmente, questa cosa avrà dei risvolti negativi per tutti. Il malcontento della popolazione era già arrivato ad un livello estremo. L'installazione del nuovo Primo Ministro aveva in parte calmato l'opinione pubblica ma io mi chiedo quanto riuscirà a fare questa nuova amministrazione con le poche risorse a disposizione tenendo conto anche degli enormi problemi causati ora dai cicloni.

C'e un canto che si sente spesso qui nella radio, una canzoncina soffusa e melanconica il cui ritornello dice "......chiediamo solo un po' di respiro, perche Haiti possa continuare a vivere.....chiediamo solo un po' di respiro.....".

Noi siamo pronti per cominciare un nuovo anno scolare: abbiamo aggiunto 15 banchi, preparato le liste delle nuove classi, iscritto 100 bambini in più, riparato banchi, rifatto cortile e cucina, ripitturato le scuole, distribuito stoffa per le uniformi, acquistato libri per tutti i bambini, riparato impianto elettrico e idraulico nella scuola e tante altre cose. Le scuole dovevano cominciare il primo Settembre, la data è stata spostata in un primo tempo all'8 Settembre, ma dopo il passaggio di Hanna e Ike, è slittata ulteriormente al 6 ottobre. Nel frattempo so per certo che tante famiglie dei nostri bambini soffrono. Anche loro, specialmente quelle che vivono in zone costiere e lungo canali di scarico, hanno dovuto lasciare le loro catapecchie per ritrovarle poi piene di fango. Non c'e lavoro, molti figli, vivono in baracche fatiscenti e soffrono la fame vera e propria.

Noi abbiamo deciso di aprire le scuole il 15. Abbiamo ottenuto una certa quantità di riso, fagioli e olio e così possiamo già assicurare un pasto al giorno ai bambini. Nel frattempo avremo informazioni su come vanno le cose nelle loro famiglie ed eventualmente potremo aiutare in casi di bisogno più estremo. Il cibo ci è stato assicurato, e già consegnato, grazie all'intercessione dell'ex console Olandese, Mr.Rob J.Padberg, che è a capo di BND, una organizzazione legata alla Caritas Olandese. Mr. Padberg è sempre il primo a farsi vivo in caso di bisogno 'straordinario', mi chiama semplicemente al telefono e mi chiede cosa può fare. Sa che i bambini che aiutiamo sono proprio i più poveri.

Purtroppo per la scuola Secondaria (liceo) siamo obbligati a rispettare la data decisa dal Ministero ma nel frattempo molti studenti partecipano sia ai corsi professionali che a quello di informatica ed è già qualcosa. Mi è impossibile per il momento darvi informazioni aggiornate sui bambini individualmente, anche perché la scuola non è ancora cominciata. Presumo che non sia successo nulla di tragico altrimenti lo avremo saputo, le voci si spargono presto qui intorno.

Spero di sbagliarmi ma probabilmente diversi bambini non torneranno a scuola. Alcune delle famiglie sfollate delle zone a rischio, probabilmente, per ragioni differenti, non torneranno più e perderemo i contatti. Dispiace ma questo dimostra quanto sia precaria la vita qui. Alla scuola non abbiamo subito alcun danno. Le stradine d'accesso erano tutte inondate ma non così seriamente da impedire gli approvisionamenti o le varie commissioni. Ovviamente le attività sono state frenate, i giovani vengono a sighiozzo ai corsi e le scuole funzioneranno, ma non a tempo pieno, e per le prime due settimane sarà una sorta di campo estivo con poca attività didattica.

Spero la prossima volta di farvi avere delle informazioni dettagliate individuali sui bambini e sulla situazione delle famiglie dopo quanto è successo e vi ringrazio di far parte della nostra ‘famiglia’ e di seguire i nostri bambini con tanta generosità e fedeltà. Attraverso "A, B, C, solidarietà e pace" continuiamo a ricevere il sostegno necessario per il funzionamento parziale della scuola secondaria. Molti dei nostri ‘bambini’ sono ormai dei giovani che hanno intrapreso il cammino del liceo o dei corsi professionali. E' stato ed è un privilegio per me vederli crescere e sono convinto che in questi anni, con noi, sono stati protetti da tanti pericoli che avrebbero incontrato nella strada, hanno trovato un pasto quotidiano e sono stati accompagnati verso l'adolescenza e ora speriamo di riuscire a far di loro degli adulti responsabili. Il tutto in mezzo a mille difficoltà perche la situazione sociale e familiare, la miseria e la povertà che i bambini sono costretti a vivere sono ostacoli non indifferenti.

Ora più che mai hanno bisogno di voi. Haiti e un paese flagellato non solo da una situazione sociale a dir poco penosa ma anche da disastri naturali. Si tocca un ‘fondo’ dopo l’altro continuamente e io credo sia importante che in momenti come questo la nostra presenza si faccia sentire, non tanto sotto forma di beni materiali, ma di presenza vera e propria. Siamo qui, continuiamo a fare la nostra piccola parte e anche qualcosa di più. Forse non è molto, non risolviamo grandi problemi, ma continuiamo ad offrire qualcosa di cui tutti hanno bisogno per vivere: la speranza. A mantenere viva questa speranza contribuisce anche la vostra presenza silenziosa, discreta e tangibile. Grazie per tutto anche a nome dei miei bambini.

Un caro saluto Maurizio".


   
© 2006 Associazione A,B,C, solidarietà e pace - Onlus