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Bosnia / Serbia – Pale, non andate per funghi!

20/02/2009 - 9.21:   Quando andiamo a Pale, Rogatica e Lukavica (sobborgo di Sarajevo), in Bosnia, ovvero Republika Srpska, per consegnare le borse di studio degli amici italiani di ABC agli studenti bosniaci guardiamo le montagne intorno alle città e pensiamo a quanto sarebbe bello andare per funghi da quelle parti! Però, non appena entrati nella scuola "Pale" di Pale, parlando con il direttore incolpevole vittima di un battuta di pesca con una gamba in meno per averla persa su di una mina, ce ne passa la voglia. Anche i manifesti affisi nelle scuole che conosciamo di Pale, Rogatica e Lukavica ammoniscono i giovani a rimanere attenti e dimostrano quanto, a distanza di 14 anni, sia ancora attuale questo problema.

Infatti, nonostante il lavoro degli sminatori di questi anni, il territorio bosniaco continua ad essere pericolosissimo a causa della 200-300.000 mine disperse sul suo suolo. I numeri sono paurosi: dal 1995 ad oggi le vittime delle mine sono state più di 1.300.

L'ultima vittima si chiamava Vahid Zahirović e aveva 35 anni. Era uno sminatore morto il 23 ottobre scorso a mezzogiorno su di un campo minato di Zaloški Grabeš, vicino a Bihać. Vahid lavorava per una ditta locale, l'Associazione per l'eliminazione delle mine, e, forse, data l'età, non aveva partecipato al massacro finito nel 1995. La causa della sua morte? Probabilmente una mina Prom, di fabbricazione jugoslava, che, se innescata, esplode a mezzo metro dal suolo lanciando intorno centinaia di schegge. Vahid guadagnava circa 700 euro al mese e, in questi anni, il suo lavoro era diventato meno remunerato e più pericoloso: subito dopo la guerra un metro quadrato di suolo sminato veniva infatti pagato fino a 20 marchi convertibili (10 euro) mentre adesso si è scesi a 2 marchi a metro quadrato perché le gare di appalto costringono le ditte sminatrici a comprimere sempre di più i prezzi e sono arrivati persino i subappalti. Questo lo sanno bene al BH MAC, la struttura del ministero per gli Affari Civili della Bosnia Erzegovina, che si occupa delle licitazioni.

Ma meglio, per tutti, credere che l'incidente al povero Vahid sia stato causato da una sua disattenzione o da un'imprudenza suggerita dell'"abitudine", dall'adrenalina che, a volte, può spingere a fare cose che occorrerebbe evitare. Sembra il film della Katryn Bighelow nel quale la regista racconta la storia di un soldato americano in Iraq addestrato a rischiare la vita per disnnescare ordigni che fa del proprio mestiere la principale ragione di vita. Ma è tutto un altro "film"!


   
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