Contattaci
"A, B, C, solidarietà e pace"
ONLUS
Via Padre G. Petrilli 30
00132 Roma
info@abconlus.it www.abconlus.it
Tel. 0622152249
3461048370

Contattaci con SkypeSkype

Newsletter
Iscriviti per avere informazioni
sulle iniziative di
"A, B, C, solidarietà e pace"



Inserisci la tua e-mail
 




Abc Solidarietà e Pace

 
Brasile – Jardim, c'è chi sta peggio!

15/03/2009 - 17.50:   Nell'ultima relazione ricevuta da Jardim i nostri amici hanno raccontato l'emozione suscitata tra genitori e bambini dalla proiezione di un documentario su di un Paese africano duante uno degli ultimi incontri con affidati e familiari. Non abbiamo avuto il coraggio di chiedere se si trattasse della Guinea Bissau, ma la cosa ci ha colpito favorevolemente e che abbiamo apprezzato è stata la capacità di contestualizzare gli eventi, nonostante le difficoltà obiettive vissute anche a Jardim, della nostra amica Joana (la giovane che coordina il lavoro di ABC a Jardim). "Qui in Brasile – scrive Joana - abbiamo l'acqua potabile, abbiamo alberi da frutta. Insomma, bene o male, abbiamo la possibilità di mangiare, mentre in altre parti del mondo devono trovare qualcosa da mettere in pancia tra la sporcizia". Noi, vorremmo evitare, per quanto possibile, di fare una graduatoria della disperazione ed è per questo che preferiamo parlare di quello che stiamo facendo a Jardim partendo proprio da questi incontri con le famiglie. Negli ultimi due, ad esempio, un'infermiera, Paschoalina, ha parlato sull'"Igiene: un modo di vivere meglio!", mentre la psicopedagogista Kátia Farias ha affrontato un argomento difficile dappertutto: "Educazione dei figli, rendersi utili ogni giorno". In realtà è molto che si parla di queste cose, ma, come avviene anche dalle nostre parti, i problemi, sanitari e familiari, continuano ed è necessario ripetere e ancora ripetere, senza stancarsi.

E' giusto riconoscere che in questi ultimi anni c'è stato un netto miglioramento nell'assistenza sociale del Municipio della cittadina matogrossense e se ne sono giovati anche molti bambini affidati dagli amici di ABC. Alcuni di loro, ad esempio, sono tra i 350 che il Municipio ha deciso di aiutare con il trasporto per consentire, a quelli residenti nella zona rurale, di andare a scuola. Inoltre, le autorità, preoccupate della qualità dell'insegnamento e della gestione delle scuole nella cittadina, hanno deciso di avviare alcuni corsi di aggiornamento professionale per dare ai "direttori didattici" le competenze necessarie presentare dei bilanci attendibili al ministero, ad organizzare e a migliorare la qualità dell'educazione di base. Ci sono problemi, però, che richiederanno un bel po' di tempo per essere risolti: l'elevata percentuale di mortalità scolastica, la scarsa preparazione degli alunni che si riflette sulla durata dei corsi di studio. Capita così che alcuni nostri affidati per completare i primi cinque anni di studio, impieghino dieci anni. Quando poi arrivano ai 14-15 anni, molti di loro, anche se non hanno completato il ciclo di studi obbligatorio per legge (8 anni) abbandonano la scuola per andare a lavorare o per bighellonare per strada.

Ma, nonostante i progressi, Jardim continua ad essere una cittadina a scarsa propensione produttiva. Nella zona risiedono molte fattorie perlopiù destinate all'allevamento o con piantagioni enormi di soia, un modello produttivo con pochi lavoratori agricoli, praticamente ad occupazione zero. Sono le macchine a farla da padrone e questo modello è stato esteso, anche nel confinante Paraguay in alcune zone "brasilizzato" o "imperializzato". Se percorri la strada che da Jardim porta a Campo Grande oppure verso Bonito e Porto Murtinho, che praticamente è a ridosso del fiume Paraguay, a destra e sinistra puoi "ammirare" estese enormi di terra coltivata da piantine alte tutte circa 40 centimetri di un verde intenso che per la maggior parte finiranno nei motori delle automobili come biocombustibile! Se attraversi il fiume Paraguay ne trovi altre e per molti chilometri. Qualche anno fa Óscar Nicanor Duarte Frutos, presidente paraguayano dal 2003 al 2008 disse, rivolgendosi a Lula e «agli imprenditori amici del Brasile» al seguito: «il Paraguay offre condizioni straordinarie nel campo della produzione di etanolo e biodiesel: terre, mano d'opera, grandi spazi pronti per l'immaginazione e il talento degli imprenditori, e probabilmente le imposte più attrattive per i capitali. Se il Brasile, nel secolo XXI, può diventare l'Arabia saudita del biocombustibile, il Paraguay potrebbe diventare il Kuwait». Ma questa è storia del futuro, sebbene non proprio lontanissimo!

Torniamo a parlare dei nostri, anzi vostri, bambini che anche quest'anno sono stati sottoposti a controlli medici e, nonostante le difficoltà finanziarie "mondiali", hanno continuato a ricevere la "cesta basica" degli alimenti e, quando necessari, farmaci e cure. Joana è preoccupata e ce lo ha detto. Scrive: "esistono famiglie che ringraziano e riconoscono l'aiuto che ricevono e tentano, con questo, di migliorare la propria situazione ogni giorno, ma altre vorrebbero ogni volta qualcosa in più e pensano che tutto ciò sia un obbligo senza fare niente per meritarselo e senza tentare di migliorare la propria condizione". Questa è un'osservazione che ricorre fin dall'inizio del progetto. L'esperienza ci dice che il confronto è con realtà difficili, con situazioni familiari precarie, con genitori perlopiù analfabeti, spesso rozzi e dediti all'alcol e, dunque, non ci si può certo meravigliare se in alcuni di loro c'è l'arroganza di chi, perseguitato dalle avversità della vita e arrabbiato con il mondo, pensa di meritare più di quello che già riceve. Il confronto con la povertà sfida la ragione. Nel 2000, tanto per raccontarne una, quando ancora c'era Bruno Brugnolaro nella parrocchia Santo Antonio, decidemmo di pagare il salario al padrone della casa che lavorava alla costruzione della sua abitazione. Ma come? Lo stiamo aiutando, con materiali e attrezzi, a costruire la sua casa e dobbiamo anche pagargli il salario? Ma la sua famiglia senza il suo salario non avrebbe mangiato niente!


   
© 2006 Associazione A,B,C, solidarietà e pace - Onlus