Contattaci
"A, B, C, solidarietà e pace"
ONLUS
Via Padre G. Petrilli 30
00132 Roma
info@abconlus.it www.abconlus.it
Tel. 0622152249
3461048370

Contattaci con SkypeSkype

Newsletter
Iscriviti per avere informazioni
sulle iniziative di
"A, B, C, solidarietà e pace"



Inserisci la tua e-mail
 




Abc Solidarietà e Pace

 
Bosnia / Serbia – 24 marzo 1999, le prime bombe dopo la II Guerra Mondiale su un Paese europeo

24/03/2009 - 7.23:   Oggi in Serbia sono previste molte manifestazioni e le sirene suoneranno a mezzogiorno. Il governo serbo ha invitato i cittadini a sospendere le proprie attività nei luoghi pubblici, nelle aziende, nelle istituzioni e nelle scuole e di osservare un minuto di silenzio per le vittime dei bombardamenti, mentre il parlamento terrà una sessione speciale aperta al pubblico dedicata alle vittime.

Non sappiamo se oggi, 24 marzo 2009, in occasione dei dieci anni dalle prime bombe sganciate sulla Serbia, un Paese europeo, i giornali pubblicheranno qualcosa. Noi sentiamo il dovere di farlo e ci ripetiamo proponendo questa testimonianza di allora.

Era un venerdì dell’aprile 1999. Gli aerei della Nato sganciavano le loro bombe sugli obiettivi militari e, spesso, “sbagliavano”. Così alcune “cluster bomb” (le famigerate “bombe a grappolo” che esplodono prima di toccare terra lanciando a raggiera numerose bombe più piccole destinate ad esplodere a livello del terreno o a conficcarvisi trasformandosi in mine anti-uomo), finirono sull’ospedale di Nis e sul vicino mercato. Olga M., una dottoressa di quell’ospedale con la quale eravamo in contatto e che aiutavamo sostenendo il Centro di assistenza profughi che aveva allestito, ci inviò, a caldo, una “testimonianza” di una disgraziata giornata, una delle 78 di bombardamento:

“venerdì scorso alle 11,24, mentre la gente andava in fretta a comprare qualcosa al mercato o a cercare aiuto in ospedale, tutti a Nis abbiamo cominciato a sentire gli aeroplani. Il rumore si faceva sempre più forte, molte esplosioni, era terribile. Dopo non abbiamo più visto niente, eravamo immersi in un fumo denso e nero. Sentivamo i vetri delle finestre cadere da ogni parte. Nell’ospedale i bambini e le loro madri hanno cominciato a gridare e a piangere. Anche i medici dell’ospedale erano in stato di choc. Dopo abbiamo sentito le esplosioni di migliaia di bombe più piccole, a frammentazione, che cadevano ovunque. La gente cadeva per terra. Hanno cominciato ad esplodere le auto, compresa la nostra autoambulanza. Le persone che erano lì vicino sono state ferite od uccise. Grappoli di bombe cadevano dappertutto centrando vari padiglioni dell’ospedale, compresi la clinica pediatrica e la maternità. Le bombe hanno abbattuto persone, mura, finestre. Nelle strade si vedevano persone morte ed anche animali morti, cani, gatti, e persino uccellini. Intorno all’ospedale ci sono soltanto abitazioni civili. Un uomo ha visto ferito il suo cane ed ha cercato di soccorrerlo, ma una bomba ha colpito pure lui. Le madri stringevano al seno i loro bambini. Dappertutto arrivavano le schegge delle bombe a frammentazione. Nell’ospedale e nelle zone limitrofe ci sono stati quattro morti e più di venti feriti. Contemporaneamente è stato bombardato il mercato ortofrutticolo e undici persone sono morte, mentre altre 40 sono restate ferite. Anche molte donne sono morte e tra di loro ce n’era una che aspettava un bambino. La successiva notte di sabato sono morte all’ospedale altre sette persone rimaste ferite sotto il bombardamento… Abbiamo dovuto fare più di venti operazioni. Chissà dove avverranno le prossime distruzioni?”.


   
© 2006 Associazione A,B,C, solidarietà e pace - Onlus