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Brasile – Parintins, la "novela" dei bambini che giocano a fare i grandi

27/08/2009 - 8.10:   Undici anni lei, la mamma, tredici lui, il papà, e zero anni il piccolo di tre chili nato pochi giorni fa con parto cesareo nell'ospedale di Parintins. Ora i tre bambini si ritroveranno sperduti nel tempo mentre la nonna, che ha avuto il suo primo figlio quando aveva 13 anni, non appare particolarmente sconvolta. E adesso? Difficile dire cosa sarà di questi piccoli e neanche coloro che sanno sempre cosa fare saprebbero dare una risposta. Marcileia, chiamiamola così, frequenta il Centro di accoglienza insieme ad altri 599 bambini e, come la maggior parte di loro, vive soltanto poche ore al giorno al riparo dalla disperazione delle strade di Parintins. Si cercherà di aiutare lei, il "papà" e il piccolo che crescerà giocando con i genitori.

Recentemente anche la natura, non proprio benigna di quelle parti, si è accanita contro la gente e la piena del Rio ha costretto molte famiglie ad emigrare sui pochi rilievi non raggiunti dalle acque o a ricorrere alle "marombas" (i ponteggi costruiti dentro le case per "vivere" al di sopra del livello dell'acqua). Difficoltà su difficoltà che spiegano perché, come ci scrive Naldilene, direttrice del Centro di accoglienza, molte famiglie sono frantumate da eventi più grandi di loro e gli uomini, deboli più delle donne, affogano nell'alcol e nella droga, la disperazione.

Non sappiamo se la recente iniziativa del governo Lula di vendere ad un "prezzo politico" i preservativi abbia un senso, né, tantomeno quanto le campagne di sensibilizzazione sulle maternità precoci abbiano inciso sui numeri in un Paese di 190 milioni di abitanti e con estese sacche di povertà ancora diffuse. Sappiamo soltanto che la società brasiliana, ma anche quella italiana, sono società schizofreniche: predicano bene e fanno il possibile perché la popolazione razzoli male. Un esempio per tutti: in Brasile le "telenovelas" o le "novela", come le chiamano da quelle parti, sono una passione del popolo brasiliano, senza differenze di età e di sesso, e i modelli che propongono con le loro storie confondono spesso le idee dei più semplici e deboli inducendoli a non saper più distinguere tra realtà e fantasia. Sarà forse per questo che Marcileia si è ritrovata a vivere il "suo grande amore" in modo diverso da quello che aveva sognato?


   
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