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Italia – 5 per mille e altro: anche noi aspettiamo con pazienza e speranza…!

13/10/2009 - 17.48:   Se qualche volta si lasciasse stare la retorica dei troppo buoni e si dicessero le cose come stanno sarebbe forse meglio! E' inutile parlare di bambini che muoiono - ma muoiono anche gli adulti e i vecchi, non dimentichiamolo - e che devono essere salvati, di sviluppo economico dell'Africa, di solidarietà internazionale, "emergenziale" e "non emergenziale", se poi si tagliano quasi tutti i fondi necessari e non si aiuta chi deve aiutare.

L'impressione è che si stiano rimescolando le carte, ma il mazziere è sempre lo stesso… e bara! La tecnica è uguale: si spoglia un altare per vestirne un altro. Cosa vuol dire? Semplicemente che le emergenze si riconcorrono e, visto che i soldi a disposizione sono sempre di meno, per riuscire a fare le stesse cose devi mentire e togliere ad uno per dare all'altro! Capita, ad esempio, con la Cooperazione allo sviluppo che quest'anno vedrà ridotti i finanziamenti della Farnesina a poco più di 400 milioni complessivi (nel 2008 erano stati 826), mentre le spese per le missioni militari all'estero sono schizzate a 1.400 milioni di euro (nel 2008 erano 1.030 milioni).

E così, mentre aspettiamo una boccata d'ossigeno dal 5 per mille, l'Agenzia delle Entrate (notizia del "Sole 24 ore") comunica che "sono disponibili i fondi per liquidare i contributi 2007 (405 milioni di euro) e che è previsto, a breve, il completamento delle erogazioni per il 2006. Quanto al 2007, entro l'anno dovrebbe avvenire almeno la pubblicazione delle quote spettanti ai singoli enti". Insomma, il 5 per mille del 2007, se va bene, lo vedremo nel 2010. E meno male che tutti, compresa il sottosegretario Eugenia Roccella, avevano dichiarato che sarebbe stato liquidato ad ottobre.

E il Terzo Settore che fa? Aspetta, anzi sospende la manifestazione nazionale che doveva esserci il primo ottobre scorso. La sospende perché l'Agenzia delle entrate esprime un'apertura al dialogo sul modello EAS, con il quale le associazioni devono indicare i dati rilevanti ai fini fiscali. Volete sapere quali fossero le aperture? Possibile, forse, il rinvio della data di presentazione del modello EAS e una generica promessa a sedere intorno ad un tavolo a fine settembre (rinviato dopo due giorni) per discutere della cosa.

Da ignoranti chiediamo: ma, in fin dei conti, questo modello EAS non sarebbe opportuno? Non è utile per fare emergere l'associazionismo "mascherato" di migliaia di attività commerciali camuffate da ONLUS? Per ridimensionare i bilanci delle "multinazionali" della solidarietà? Per regolare le sponsorizzazioni selvagge ed equivoche? Peraltro, anche se le normative di riferimento sono vecchie, il Decreto Ministeriale 25/5/95 e la legge 266 dell'11/8/91, indicavano con precisione quali fossero le attività marginali e, sotto certi aspetti, anche le possibilità di sponsorizzazione. Il problema è forse che queste normative erano per il vero volontariato, mentre oggi il "volontariato" è pieno di "piccoli" o "grandi" imprenditori che hanno mutuato gli atteggiamenti e le metodiche delle aziende commerciali? Insomma, usando un vecchio proverbio, non si può avere il barile pieno (le agevolazioni alle ONLUS) e la moglie ubriaca (bilanci ricchissimi creati con metodologie commerciali che la legge non vuole)! A questo punto, secondo noi, si potrebbe fare, nel Terzo Settore, una diversificazione: un "campionato" per le "Associazioni professioniste" superpagate, che sono formate da degli "involontari volontari", e un altro per le "Associazioni non-professionisti" che sono invece dei "volontari professionisti involontari". Scusate, ma ci siamo legati con le parole!

Tanto per essere precisi siamo andati a verificare le leggi di riferimento e abbiamo capito, consultando anche il parere degli esperti (non certo a pagamento ma su internet), che il legislatore "non lascia libertà di svolgimento di attività commerciale da parte della Organizzazioni di volontariato, ma fissa esplicitamente che tra le varie fonti di entrata per il versante commerciale possa esservi solo quella di natura 'produttiva e commerciale marginale' determinando altresì esplicitamente con un apposito decreto le condizioni per lo svolgimento di tali attività marginali esplicitando dei paletti precisi in merito alle attività effettuabili e che comunque le stesse non possano mai assumere natura commerciale di natura continuativa, organizzata e strutturata" ("Terzo settore" rivista del Volontariato edita dal "Sole 24 ore"). Nel decreto, appunto, del 1995, per chi volesse consultarlo, è riportato l'elenco preciso di quelle che si considerano attività commerciali e produttive marginali!

Forse abbiamo le idee un poco confuse e ci mancano le mediazioni culturali necessarie per avere la visione d'insieme, sempre necessaria per inquadrare i grandi problemi. Non siamo colti, anzi piuttosto ignoranti, ma se i risultati delle grandi competenze e delle vaste visioni globali sono questi, forse non siamo i soli a capire poco!

Nel frattempo, nel documento di programmazione economico-finanziaria non è previsto alcun finanziamento al 5 per mille che viene "affidato", invece, alle entrate derivanti dallo "scudo fiscale". Giusto? Sbagliato? Sospendiamo il giudizio, che è meglio, e aspettiamo con pazienza e speranza come fanno tutti. Pazienza e speranza sono necessarie perché, se saremo buoni, il potere politico farà sedere anche noi (sic!), intorno ad un tavolo, di fronte a qualche ministro, a qualche sottosegretario, o a qualche dirigente e così ci sentiremo importanti e protagonisti. Potrebbe anche arrivare, nel futuro prossimo, la possibilità di andare a sedere nel Parlamento europeo, se non in quello italiano! E' già capitato un sacco di volte.

Non sono necessari altri commenti. Chiudiamo come abbiamo aperto: è inutile parlare di bambini che muoiono di fame e che devono essere salvati, di sviluppo economico dell'Africa, di solidarietà internazionale, "emergenziale" e "non emergenziale"! I guineani dicono "falar muito para nao fazer nada"!


   
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