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Haiti – Gli aiuti umanitari Maurizio Barcaro e ABC

19/01/2010 - 16.53:   Cari amici, pubblichiamo, a seguire, due lettere, una di Maurizio Barcaro da Port-au-Prince e l’altra di “ABC”, scritte per spiegare quello che tenteremo di fare nei prossimi mesi, o anni, ed anche per far percepire a tutti gli amici cosa voglia dire affrontare le emergenze senza dire mezze verità e senza ingannare chi vuole aiutare.

Lettera di Maurizio Barcaro:

HAITI 18 Gennaio 2010

« A, B, C, solidarietà e pace » sostiene da anni parte dei nostri progetti scolastici. « A, B, C » pensa che sia importante cercare fondi per affrontare il difficile momento della ricostruzione dopo aver fronteggiato l’emergenza, cosa che già abbiamo cominciato a fare insieme.

E’ vero e ci terrei a precisare alcuni punti.

Siamo al sesto giorno dopo il terremoto e in una fase ancora di sopravvivenza, Intendo dire che e gia difficile di trovare cibo per sfamare le circa 80 persone accampate con me e presto non avremo piu gasolio che ci permette di avere un po di luce e possibilita di comunicare. In citta e ancora l’apocalisse, tutte le strutture di base sono state colpite e per il commercio nessuno sa quando comincera a riprendere una sembianza di normalita. Il porto (dove arrivava il grosso dei beni di consumo) e distrutto, ci sono ancora macerie e cadaveri dappertutto e gli aiuti umanitari di prima necessita, benche siano arrivati in gran quantita e sono stoccati all’aeroporto, non hanno ancora raggiunto la popolazione bisognosa.

Tre quarti della citta e distrutta, la gente e accampata sulle strade e anche se si ha dei soldi e estremamente difficile trovare persino uova, riso, fagioli, olio ecc…..

Dunque, sono sicuro che avendo presente questa situazione, si immaginera benissimo che e arduo parlare di « ricostruzione » e ancora piu arduo e parlare di un progetto con costi ben definiti. Sarebbe come imbrogliare se oserei presentare un progetto in questo momento. Percio, io proporrei, ad ABC e a quanti sono disposti ad aiutarci, di cominciare a raccogliere fondi per dei progetti di ricostruzione necessari (progetti che elenchero poi sotto) e al momento opportuno, quando ci sara la realistica possibilita di farlo, presentiamo dei progetti ben articolati con costi, quantita ecc…..

Progetti di ricostruzione :

1) Ricostruzione completa di casa di accoglienza per circa 30 anziani e acquisto di letti, materassi, comodini, tavoli, sedie ecc….

2) Ricostruzione completa di cucina e depositi per materiali vari

3) Ricostruzione completa di struttura leggera per corsi professionali (falegnameria, cucito, saldatura)

4) Ristrutturazione abitazioni

5) Ricostruzione muri di cinta di scuole e casa anziani e abitazione

6) Ristrutturazione parziale della scuola di due piani

7) Ristrutturazione sala del corso di informatica che era allestito con 40 computers e acquisto di una decina di computers danneggiati.

Lettera di ABC

Roma, 18 gennaio 2010

Cari amiche e amici,

“Quant’è difficile aiutare”, c’è capitato di raccontare nel passato. Oggi, in Haiti, lo è ancor di più. Come non mai. Il terremoto ha ucciso non soltanto tanta povera gente, distrutto abitazioni, infrastrutture, scuole, ospedali, posti di polizia, carceri, ecc., ha anche disintegrato tutte le attività produttive, dalle più piccole, quelle che costituivano l’economia informale del Paese, a quelle commerciali, alle pochissime industriali. Stanno finendo le scorte alimentari, quelle di benzina e gasolio. I morti sono ancora per la strada o sepolti dalle macerie, insieme ai vivi. Non si trova più niente e, se gli organismi internazionali, non sapranno organizzare al più presto un’equa distribuzione degli aiuti alimentari, la gente comincerà a morire di fame e i più aggressivi e cattivi vinceranno facilmente sugli altri.

Allora, in questa situazione, noi cosa possiamo fare?

Noi rispondiamo semplicemente, aspettare e dare una speranza! I soldi, in questa fase, quando non si trova niente, servono, ma non a tutto. Paradossalmente occorre accumulare denaro per quando, passato lo choc interno e internazionale, sarà possibile cominciare la ricostruzione. Quando servirà comprare il cemento, il ferro, pagare i salari, insomma, quando ricomincerà la vita, non quella normale che ad Haiti non c’è mai stata.

Intanto le scuole sono crollate o inagibili e l’anno scolastico chiuso anticipatamente. Se andrà molto bene, soltanto nel prossimo mese di settembre sarà possibile per gli alunni riprendere le attività scolastiche. E noi?

Noi che aiutavamo la scuola “Sibert” con gli affidi a distanza dei suoi alunni cosa faremo fino a settembre? Noi che pagavamo il salario degli insegnanti? Dovremmo fermare il progetto in attesa che riapra la scuola? No, non è possibile. Noi dobbiamo lavorare, per trovare nuovi soci e finanziamenti, per consentire alla scuola di rifunzionare non appena sarà possibile, per dare di nuovo agli anziani le piccole case che gli sono crollate sulla testa, ad un poco di famiglie che vivono nelle baraccopoli a ridosso della scuola dignità insieme a qualche sostegno alimentare e sanitario: fare il possibile per aiutare questa gente. Per far questo è necessario trovare soldi. Ora se è facile capire le priorità di oggi, molto più difficile è capire quali potranno essere da qui a qualche mese. Oltretutto, quando sarà possibile riavere un mercato e trovare merci, i costi saranno sicuramente molto più alti di quanto non lo fossero prima del terremoto.

E allora? Non chiedeteci progetti o informative dettagliati e, se volete, aiutate e confidate nella sicura informazione che verrà data da noi e da Maurizio Barcaro non appena il denaro raccolto sarà impiegato.

Ci sono realtà dove non è possibile definire con precisione quello che è necessario fare, come e quando farlo. Realtà dove devi stare sulle cose, adattando l’intervento all’ineluttabile esigenza del momento. Haiti, ancor di più oggi, è una di queste!

Grazie. ABC


   
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