Contattaci
"A, B, C, solidarietà e pace"
ONLUS
Via Padre G. Petrilli 30
00132 Roma
info@abconlus.it www.abconlus.it
Tel. 0622152249
3461048370

Contattaci con SkypeSkype

Newsletter
Iscriviti per avere informazioni
sulle iniziative di
"A, B, C, solidarietà e pace"



Inserisci la tua e-mail
 




Abc Solidarietà e Pace

 
Haiti - Una notte lunga otto giorni

21/01/2010 - 5.28:   EXODUS La missione dista 4-5 Km dall’Aeroporto e da 4 giorni aerei cargo, sopratutto americani, arrivano e partono dalla Capitale in continuazione. L’aeroporto, che non e poi cosi grande e ha una sola pista, e congestionato da aerei che scaricano materiale e personale in continuazione. Siamo al sesto giorno dal sisma e ancora la popolazione……..o i sopravvissuti come e il caso di dire, e allo sbando. Aiuti materiali immediati (cibo e acqua) sono stati sporadici. I problemi logistici sono molti primo fra tutti la sicurezza nel distribuire i beni e stanno aspettando che entrino in azione i soldati Americani in appoggio per garantire ordine e sicurezza. Non c’e dubbio che la mobilitazione del mondo intero e massiccia e generosa ma le dimensioni di questa catastrofe sono cosi enormi che immagino che anche gli operatori umanitari non sanno proprio come coordinare gli aiuti. Ne frattempo da tre giorni e cominciato un vero e proprio esodo di gente che lascia la citta per paesi di provincia. Con le poche possessioni che hanno e con qualsiasi mezzo possibile, ; bus, macchina, camion, nave e anche a cavallo o con degli asini , questa gente abbandona la citta con la speranza che almeno in provincia possano trovare cibo e acqua per poter vivere. Parallelamente, anche sciacalli e approfittatori approfittano della situazione per derubare e saccheggiare di giorno e di notte. Sanno bene che la presenza della polizia e inesistente e quindi sono loro i padroni della citta per ora.

Finora le emergenze sono state : salvare i sopravvissuti sotto le macerie, raccogliere e seppellire i cadaveri, medicare le migliaia di persone ferite e ora speriamo che cominceranno a portare cibo e acqua alla popolazione e poi si vedra immagino. Siamo ancora allo stadio della « sopravvivenza », parlare di ricostruzione ora e irrisorio a questo stadio. In citta e ancora l’apocalisse, tutte le strutture di base sono state colpite e per il commercio nessuno sa quando comincera a riprendere una sembianza di normalita. Il porto (dove arrivava il grosso dei beni di consumo) e distrutto, ci sono ancora macerie e cadaveri dappertutto e gli aiuti umanitari di prima necessita, benche siano arrivati in gran quantita e sono stoccati all’aeroporto, non hanno ancora raggiunto la popolazione bisognosa. Tre quarti della citta e distrutta, la gente e accampata sulle strade e anche se si ha dei soldi e estremamente difficile trovare persino uova, riso, fagioli, olio ecc…..

E mezzogiorno ora, il sole impietoso e torrido, incurante di quanto e successo continua a infierire sulla gente, degli elicotteri militari passano in continuazione nel cielo, i mei ragazzi e alcuni professori parlano nel cortile animosamente, i bambini giocano in una parte all’ombra del cortile, le donne lavano i panni sporchi e in cucina si prepara qualcosa da mangiare. La vita in Haiti non sara piu la stessa per nessuno, la speranza e che da una tale tragedia nasca qualcosa di positivo. Sono in Haiti dal 1994 e ho vissuto tante tragedie : colpi di stato, cicloni, incendi, sequestri, manifestazioni violente, miseria e poverta ma qualcosa come questo terremoto e inimmaginabile. La devastazione e assoluta. Questo piccolo paese ha poco piu di 200 anni di storia, e forse il 2010 sara il giorno ricordato come la data della morte e rinascita di Haiti in futuro.

Mercoledi 20 Gennaio 2010

Risvegliarsi con la terra che trema a una magnitude, 6.1 della scala Richter, inferiore solamente alla scossa catastrofica del 12 Gennaio, che fu di 7.0 non e certo il ‘buongiorno’ migliore……..e in un’attimo torna l’ansia, il panico e la paura negli occhi di tutti. Non si sa ancora che cosa abbia causato questa scossa ma sicuramente, molte case ed edifici che erano in bilico saranno caduti. Per fortuna nessuno dorme in casa, neppure coloro che sono stati miracolati e la loro casa e ancora piu o meno intatta. La panoramica della citta presenta una catastrofe di dimensione epica, sembra che per settimane ci siano stati massicci bombardamenti. Veri e propri campi profughi con tende di fortuna fatte di coperte, lenzuala, tende, occupano tutti i possibili spazi aperti o verdi della capitale e i ‘sopravvissuti’ vivono ammassati con tutte le problematiche che questo comporta in termine di igiene, sicurezza ecc……

C’e smarrimento negli occhi delle genti. La domanda e : come si potra mai ricostruire una citta quasi rasa al suolo ?? Certo, probabilmente io riusciro poco a poco a ricostruire o riparare i danni e a comprare il materiale andato perduto grazie all’aiuto di tante persone generose che si sono gia mobilizzate fin dal primo giorno. E come me anche le numerose attivita caritative presenti nella citta e dirette da organizzazioni internazionali riusciranno nell’intento………ma la Madame Sara…..e il signor ‘nessuno-sa-chi-e’ come potra ricostruirsi la sua piccola casetta, frutto di una vita di lavoro, o il piccolo negozietto aperto con molto sudore che permetteva di avere una vita appena decente ? La donna di 70 anni e i bimbi tratti in salvo ieri dalle macerie dopo 7 giorni hanno del miracoloso e testimoniano la caparbiete di questa gente di fronte alle avversita. Gli Haitiani sanno come soffrire. Nascono e vivono in sofferenza, direi quasi che sono cosi per dire ‘immuni’ alla sofferenza. Si ricostruira la citta, ne sono sicuro, e la mia speranza e che forse questa volta, visto che si partira da zero, forse e la volta buona che ci sara perfino un po di equo benessere per tutti, almeno lo spero proprio.

Purtroppo a distanza di 8 giorni, gli aiuti umanitari essenziali : cibo, acqua, medicine non hanno ancora raggiunto la popolazione. I perche sono tanti ma e inutile criticare questa o quella nazione o cercarne la causa. Io penso semplicemente che il disastro sia stato cosi totale e cosi esteso che sarebbe comunque difficile raggiungere fisicamente tutti i bisognosi e dare le cure appropriate in tutte le aree colpite allo stesso tempo.

Nel frattempo tanta gente continua ad abbandonare la citta per paesi di Provincia. Non so come, ma lo stato Haitiano ha messo a disposizione degli autobus gratis con diverse destinazioni di provincia e anche via mare, i pochi traghetti a disposizione, offrono un passaggio gratis a quanti vogliono andarsene e ovviamente e gia caos. Per le strade si vede gente che cammina dappertutto con valigie o cartoni o sacchi in mano. Anche chi non ha parenti in campagna e pronto a fuggire dalla citta. Molti dicono che un giorno torneranno e tanti altri cercheranno di rifarsi una vita nella loro nuova destinazione.

Da domani i miei insegnanti andranno alla ricerca di notizie dai nostri bambini e al piu presto faro sapere a tutti i nostri benefattori –tramite ovviamente le organizzazioni che coordinano le adozioni a distanza- qual’e la situazione. Non vi nascondo che un moi grande desiderio sarebbe quello di cercare di trovare dei fondi anche per le famiglie dei nostri bambini. Non dico per ricostruire le case di quanti le hanno perdute, forse quello e un po troppo, ma almeno un fondo che possa aiutarli in qualche modo. Come dicevo io riusciro poco a poco a ricostruire cio che e andato perduto ma queste famiglie saranno presto dimenticate. Il mondo risponde con generosita ora a questa emergenza sotto la spinta dell’emozione del momento ma fra 2-3 mesi cosa succedera ?

Una volta donato cibo, acqua, curato i feriti e realizzato qualche progetto a corto termine, il grosso di questo ‘esercito’ di volontari e soccorristi di tutto il mondo se ne andra e lasceranno le solite grandi organizzazioni a sbrigare tutto cio che riguarda progetti a lungo termine. Queste organizzazioni stanno nel frattempo raccogliendo milioni di dollari, probabilmente sosterranno dei progetti da pubblicizzare in pompa ma la mia indole un po realistica e forse un po cinica,mi dice che per queste povere famiglie cambiera ben poco.

Noi abbiamo circa 1500 bambini e studenti fra scuole primarie, secondaria, professionali e di informatica, e in piu abbiamo anche i nostri 30 anziani. Ci siamo presi l’impegno di essere vicini a loro e di accompagnarli possibilmente fino all’eta adulta e quindi mi sembra normale che non possiamo abbandonarli in un tale momento.

La quiete della notte avvolge la citta ora e il suo silenzio e rotto dai canti e cori delle genti che prima di dormire pregano affinche Dio li protegga fino al mattino e dagli aerei che incessantemente atterrano e decollano da Port-au-Prince. Non posso evitare di pensare ai tanti che dormono ora non certo per la fatica ma spossati dal dolore e dalla pena. E come se avessi davanti la Pieta di Michelangelo, Maria che tiene fra le braccia il corpo senza vita di Gesu. Non c’e anima che non abbia perso qualcosa o qualcuno nella capitale, non c’e ninna-nanna che li possa far dormire con un sorriso, non c’e lieto fine a questa lunga notte cominciata 8 giorni fa.


   
© 2006 Associazione A,B,C, solidarietà e pace - Onlus