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Haiti – Terremoto, domenica 24 Gennaio

26/01/2010 - 5.20:   Maurizio Barcaro, da Port-au-Prince, ci scrive : « Da oggi sono sospese le ricerche per eventuali sopravvissuti sotto le macerie. Circa 130 persone sono state tratte in salvo, l’ultima ieri, un giovane di una 20ina d’anni. Da qualche giorno gli aiuti umanitari stanno raggiungendo anche la popolazione. Cibo, acqua, tende, latte, biscotti, medicinali vengono distribuiti con piu efficienza di giorno in giorno. La priorita ora sono le migliaia di persone ferite. Molti di loro sono feriti gravemente, richiedono amputazioni o hanno gravi septicemie e le attrezzature ospedaliere non sono ancora adeguate ai casi. Si parla gia di sgombro delle macerie ma non ancora di ricostruzione.

C’e una equipe di Americani che sta gia riparando il porto di Port-au-Prince, cuore del commercio del paese, con la speranza che lo possano aprire al piu presto. L’esodo verso le Provincie continua e lo stato appoggia e sostiene la cosa, provvedendo al trasporto gratuito di chi vuole partire.

Si calcola che 500.000 mila persone vivono in tendopoli in diversi spazi aperti della capitale, senza contare chi dorme per le strade. Le condizioni igienico sanitarie non sono certo buone ma danno basse le probabilite di epidemie diffuse anche perche non e mai piovuto dal giorno del terremoto.

Da un paio di giorni si puo trovare gasolio senza difficolta nelle pompe de benzina mentre resta difficile trovare benzina. Le banche, quelle che sono agibili ovviamente, riapriranno domani e la speranza e che con dei soldi liquidi che torna in possesso della gente, anche il commercio potra riprendere il suo corso. Certo, con dei gravi handicap ma almeno e un’avvio.

La situazione e tutt’altro che normale ma la vita va avanti e gli Haitiani hanno una grande capacita di trovare modi di sopravvivere. Lo fanno da decenni. Noi stiamo tutti bene. Sempre accampati fuori, utilizzando le scorte con parsimonia ma va bene, ci sono segni che le cose miglioreranno nei prossimi giorni. Abbiamo cominciato a fare un po di lavoro per fare il quadro della situazione. Stiamo togliendo le macerie delle casette degli anziani, pulendo e sistemando i mattoni caduti ma ancora intatti, facendo ordine nel magazzino che e tutto per terra e sto cercando anche di trovare al piu presto tende e possibilmente lettini da campeggio almeno per gli anziani. Se piove sono guai per tutti e per i nostri anziani in particolare.

Mentre scrivo ci sono urla di dolore di donne fuori nella stradina, urla che di solito annunciano un caro defunto, probabilmente qualcuno ferito che non e sopravvissuto, e un poco piu lontano si sente un gruppo pregare che chiede perdono per i peccati commessi, in tanti credono che il terremoto sia una punizione di Dio, e allora chiedono perdono e la Sua protezione. Sotto la tettoia dove mi trovo fa un caldo infernale, e quasi la una del pomeriggio ed e tempo ora di andare a mangiare qualcosa. Il pomeriggio sara breve, verso le 17.30 comincia gia a far buio, aerei ed elicotteri passano in cielo ogni 5-10 minuti, la mobilizzazione e veramente massiccia. Penso alla gente nelle tendopoli a quest’ora del pomeriggio. Tende fatte di fortuna con vecchie lenzuola…..uno dei mille disagi che devono sopportare, l’importante e essere ancora in vita dicono ».


   
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