Contattaci
"A, B, C, solidarietà e pace"
ONLUS
Via Padre G. Petrilli 30
00132 Roma
info@abconlus.it www.abconlus.it
Tel. 0622152249
3461048370

Contattaci con SkypeSkype

Newsletter
Iscriviti per avere informazioni
sulle iniziative di
"A, B, C, solidarietà e pace"



Inserisci la tua e-mail
 




Abc Solidarietà e Pace

 
Haiti – Port-au-Prince, dignità, rispetto e sciacallaggio

29/01/2010 - 15.09:   Riceviamo da Port-au-Prince questa testimonianza scritta da Maurizio Barcaro:

« Una sembianza di ‘normalita’ si sta facendo strada poco a poco nella capitale. Negozietti, banche, pompe di benzina piccoli mercatini rionali, donne che vendono della mercanzia e attivita varie hanno ripreso a funzionare. C’e perfino della gente che ritorna a dormire nelle case e il flusso di chi cerca di lasciare la capitale sta scemando con il passare dei giorni. Ma la psicosi resta. Ieri per esempio sono andato in banca, c’era molta gente e a un certo punto qualcuno dalla fila ha gridato qualcosa e si e messo a correre verso l’uscita. In un lampo tutti si sono messi a correre in panico verso l’uscita calpestando e spingendo chi stava davanti, un paio di persone sono rimaste ferite. La causa di questo fuggi fuggi ? Il tipo che e corso per primo ha detto di aver sentito la terra tremare, cosa che solo lui ha sentito. L’orrore di quei 42 secondi del 12 Gennaio pulsa ancora negli animi della gente, l’angoscia che qualcosa possa succedere in ogni momento. Nemmeno al gabinetto si va tranquillamente.

L’aeroporto e ancora chiuso al traffico civile ed e tuttora diretto dagli Americani, cosa non proprio gradita dal governo Haitiano. Gli aiuti umanitari d’urgenza continuano ad arrivare e giorno dopo giorno sono piu ben distribuiti alla popolazione. Immagino che presto debbano pensare a cosa fare con le migliaia di persone senza tetto che ora dormono in tendopoli di fortuna un po ovunque nella capitale. La distribuzione di viveri ha degli alti e bassi. A volte e ben organizzata con la gente in fila ordinatamente e con dei soldati che aiutano a mantenere l’ordine. A volte camion pieni di viveri sono presi d’assalto disordinatamente. Degli argentini sono dovuti fuggire a tutto gas ieri dopo aver cercato di ordinare invano la folla. E poi a volte, in certi punti di distribuzione organizzati da Haitiani o Americani, sacchetti preparati di viveri sono letteralmente gettati dai camion in mezzo alla folla……come gettare un pezzo di carne a un gruppo di cani rabbiosi, senza nessun rispetto per la dignita umana e vi lascio immaginare che scene che ne seguono.

In catastrofi come quella che si e abbattuta su questo paese, avvengono cose eroiche, piccole storie a lieto fine, tanta tragedia e anche l’incredibile e pietosa bassezza umana. Da qualche giorno stanno sgombrando le macerie in diversi punti della citta, e il governo Haitiano ha messo a disposizione camion e ruspe. L’orrore e che macerie e cadaveri sono gettati insieme in zone periferiche in cumuli grotteschi ricoperti alla bella e buona da un po di terra. Non ci si cura che so, di almeno avere la decenza di togliere i cadaveri e darne una sepoltura. Comprendendo l’emergenza del momento anche fosse comuni sarebbero state dignitose e cosi e stato fatto per le migliaia di cadaveri per le strade dei primi giorni. Ora no, ora si getta tutto insieme e questi cumuli alla periferia sono diventati punti di ristoro per cani, porci e topi. Nel frattempo il Governo Haitiano, o diciamo quello che ne e rimasto, rappresentato dal Presidente e qualche ministro usa l’Aeroporto come base in quanto Palazzo Presidenziale e tutti i ministeri sono andati distrutti. In un certo senso il Governo e in balia dell’invasione straniera e ha poca voce in capitolo per ora. Capisco il loro imbarazzo nel sentirsi ‘nudi’ di fronte al mondo, di essere incapaci di fare qualcosa di organizzato ma una catastrofe come questa avrebbe causato gravi problemi a qualsiasi paese’ricco’ (per cosi dire) figuriamoci in Haiti che era gia il paese piu povero dell’emisfero Americano.

Anche al governo ora cominciano a parlare di soldi stanziati e raccolti in tutto il mondo e dicono che per ora non hanno ancora ricevuto un centesimo. Sono sicuro che c’e gia chi si sfrega le mani al pensiero di quello che dovrebbe arrivare, Haiti e un paese dove nepotismo e corruzione sono piaghe sociali da sempre. Ma non sono i soli……anche grandi e piccole ONG e gruppi Religiosi fanno a gomitate per spartirsi la torta. Ho sentito con le mie orecchie le bugie che dicono alcuni per rendere piu drammatica la loro situazione mentre con i miei occhi ho constatato la veridicita di queste bugie belle e buone. Purtroppo l’essere umano e capace di atti nobili e eroici cosi come di ignobili bassezze senza morale o dignita condite da bei discorsi intelligenti per giustificare il tutto.

Nel frattempo i media parlano meno e meno di Haiti e spero proprio che tutto non finisca nel dimenticatoio in qualche settimana. A causa del terremoto ci saranno sicuramente dei problemi sociali in piu e sarebbe veramente tragico se il mondo si ‘dimenticasse’ completamente di questa tragedia che ha lasciato una profonda ferita aperta in questo paese. Ci sono anche scene surreali in questi giorni. Ieri sera facevano vedere in televisione una folla enorme di gente che spontaneamente ballava e cantava nella piazza principale, volevano far sapere che sono ancora vivi malgrado tutto. Poi, sempre in televisione, su un canale che hanno riaperto, c’era un prete Voodoo, un Hougan, che pregava e invocava gli spiriti per il perdono e la protezione con tanto di tamburi, abiti e gesti di rito.

E una notte di luna piena e il silenzio e rotto solo dai rombi degli aerei che passano ogni 15-20 minuti. Siamo sempre accampati fuori. I bambini dormono da tempo, alcuni giovani giocano a domino in silenzio, il mio amico Juan siede non lontano e Williene malata da tempo, intona una specie di nenia soffusa e triste che l’aiuta a dimenticarsi del dolore che la perseguita sopratutto di notte. Una nenia che vale per tutto il paese sofferente. Il dolore e ben presente, la ferita profonda ma niente per ora potra guarire Haiti e allora si canta una nenia per dimenticarlo (il dolore) anche se solo per pochi istanti.


   
© 2006 Associazione A,B,C, solidarietà e pace - Onlus