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Abc Solidarietà e Pace

 
Guinea Bissau – W il 1° maggio, festa delle lavoratrici e dei lavoratori, e l’autosviluppo (1)

01/05/2010 - 5.58:   Ad Amilcare Cabral, artefice dell’indipendenza della Guinea Bissau, tra i pochi a conoscere il suo popolo e a saper lavorare con lui, capitava di dire: “Proprio perché ho fretta vado piano”. Un paradosso, ma anche l’intelligente sintetica analisi di quel che si dovrebbe fare per aiutare questo popolo ad uscire dalle secche della miseria e della depressione socio-politica-istituzionale.

Anche noi di ABC abbiamo un ruolo modesto nel processo di crescita di una parte piccolissima dei circa 1.200.000 cittadini del Paese dell’Africa Occidentale. Questa responsabilità ci induce a fare un consuntivo per capire se in questi dieci anni di lavoro siamo riusciti in qualcosa!

Con un poco di autoironia, utilissima per non prendersi troppo sul serio, ricorriamo ad un artificio “giornalistico”, ovvero alle prammatiche cinque “W”, WHO (chi), WHAT (che cosa), WHEN (quando), WHERE (dove), WHY (perché), che coincidono peraltro con il nostro augurio “W (viva) il 1° maggio”.

WHO - I soggetti, in questo caso, sono due: gli altri e ABC. Gli altri sono gli amici guineani che lavorano con noi nel Paese africano e la gente che è sostenuta dal loro e dal nostro lavoro.

Attualmente sono sei le persone che fanno parte di “A, B, C, solidariedade e paz – Guiné Bissau”: Armando, il “capo”, Quintino, Mario, Justino, Duarte e Augusto. Cinque - quasi tutti diplomati alla scuola di agraria di Bula, soltanto Armando si è diplomato in Brasile - lavorano a tempo pieno mentre uno, Mario, che per mestiere insegna e fa il direttore della scuola nel villaggio di Infandre, più che lavorare collabora con noi. In questi anni, è dal 2000 che li conosciamo, le esperienze di lavoro comuni hanno dato possibilità nuove a tutti. Infatti, loro, hanno acquisito, strada facendo, non soltanto competenze, ma soprattutto capacità organizzativa, metodologia di lavoro, sicurezza e fiducia in noi. Avendo in mente una sola priorità: “sviluppare” l’autosviluppo, noi, dopo anni, siamo finalmente riusciti a definire modalità ed equilibri necessari per poter andare avanti nelle attività sul territorio di Mansoa e dintorni. Si è trattato di un compromesso politico-sociale-umano e ciascuna parte ha rinunciato a qualcosa. Ora possiamo dire che il lavoro va “abbastanza” avanti (trasposizione volgarizzata del paradosso iniziale di Amilcare Cabral) senza la nostra ingombrante presenza. Siam, forse dei “cooperanti da lontano”, come ci chiamava l’amico Mario che con la moglie Morena restò con ABC in Guinea Bissau per tre anni. Noi preferiamo però autodefinirci cooperanti part-time, nel senso che andiamo per un paio di mesi l’anno a più riprese per collaborare e impostare insieme il lavoro che loro, i guineani, svolgeranno poi da soli. Da quelle parti tutto ciò non è poca cosa.

Gli altri, o meglio soprattutto le altre, oltre alunni e insegnanti delle scuole la cui autogestione sosteniamo e che abbiamo anche costruito o ristrutturato, sono anche le donne che lavorano negli orti. Apprezzano molto quello che facciamo, ma loro sono poco obiettive perché si giovano dei prezzi bassi per l’acquisto dei mezzi produttivi necessari al lavoro negli orti e della nostra assistenza tecnica continua. Ci sono poi i pareri entusiasti delle comunità locali dei villaggi della zona di Mansoa, ma anch’essi condizionati dai quasi 60 pozzi scavati da ABC e dai circa 30 orti avviati a produzione in molti villaggi. Un aspetto non trascurabile che vorremmo sottolineare è che, a proposito dell’équipe di lavoro di ABC in Guinea Bissau, sono dieci anni che questi amici (e le loro famiglie) ricevono regolarmente (mai un ritardo), grazie ai soci di ABC, il loro salario (onesto) tutti i mesi, hanno le loro ferie (tre settimane) e la possibilità di assentarsi per malattia senza perdere il denaro. Per un triennio eravamo anche riusciti, e ne eravamo orgogliosi, a dare una copertura sanitaria (cure e farmaci per loro e i familiari più stretti), ma poi preferirono monetizzare questo aspetto. Noi non disperiamo e li “aspettiamo al varco”. Non appena possibile, tenteremo di ristabilire e completare questo “welfare” locale che non ha precedenti a Mansoa e dintorni. Il “varco“ sarà il 2011 quando dovremo “ricontrattare” il salario e sottoscrivere e confermare accordi e regole che legano ABC Italia e ABC Guinea Bissau. Le regole che sovrintendono i rapporti tra loro e noi sono molte: rinnovo “contrattuale” ogni tre anni, accordo di “parceria” (collaborazione) e comodato d’uso di tutti i mezzi produttivi, compresi hangar, trattore e fuoristrada, che appartengono ad ABC Italia, firmati tutti gli anni. Si tratta di una serie di impegni che siamo tenuti a rispettare. Aggiungiamo la riunione mensile del Consiglio direttivo di ABC GB della quale deve essere redatto verbale, rendiconto contabile mensile inviato in Italia, ecc… Tutto ciò serve, ed è servito, a crescere insieme, creare collegamenti seri, accrescere i contenuti di un lavoro ed anche, se non soprattutto, a far prendere loro “confidenza” con metodologie, mezzi tecnici, competenze che, ora, gli appartengono e non sono più di esclusiva pertinenza del “branco” (bianco).


   
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