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Haiti – Dimenticando Haiti! Com’è finito il dopo-terremoto a Port-au-Prince?

15/05/2010 - 9.30:   Riceviamo da Maurizio Barcaro e pubblichiamo. Maurizio è il fondatore della Lakay Mwen e gestisce la scuola “Sibert” di Port-au-Prince. Voi e noi lo aiutiamo a far funzionare la scuola e, in questa fase, a sostenere le persone che, nel dopo-terremoto, hanno trovato riparo e aiuto all’interno della struttura.

“A 4 mesi dalla catastrofe, I problemi da affrontare restano immani. Ovviamente non c’è modo di provvedere a una sistemazione definitiva nell’immediato futuro per le centinaia di migliaia di senzatetto e quindi le tendopoli rappresentano l’unica vera alternativa provvisoria, con tutti i disagi e le difficoltà che vivere in tenda comporta per queste famiglie che sono costrette a vivere a stretto contatto fra di loro. L’impressione è che, per ora, sono le grandi ONG e organizzazioni internazionali che provvedono a costruire e sostenere queste tendopoli in accordo con il governo locale che dà il beneplacido per i siti dove costruire queste tendopoli. Cibo, cure mediche e acqua sono accessibili per tutti; certo, non in quantit, con facilità o in modo variato ma comunque nessuno muore di fame o trova dove andare per curarsi se necessario. Le piogge notturne non troppo frequenti, fortunatamente, causano ulteriori disagi e le condizioni igieniche sono spesso precarie, ma la vita va avanti e gli haitiani hanno grandi capacita di adattamento e sopportazione.

Le scuole invece faticano a riaprire. Un mese dopo il terremoto il governo ha fatto tante promesse per la riapertura delle scuole ma purtroppo ha potuto fare ben poco finora. Con il 75% delle scuole crollate o rese inagibili dal sisma, era comunque inimmaginabile che si potesse tornare alla normalità entro breve. A Port-au-Prince la maggior parte delle scuole sono private e quindi, per funzionare, fanno pagare una retta alle famiglie dei bambini per poter pagare gli insegnanti e provvedere alle altre spese. Ma non c’è famiglia che non sia stata colpita dal sisma e, quindi, anche se queste scuole potrebbero riaprire, come potrebbero pagare gli insegnanti? Le scuole statali invece sono gratuite, ma sono poche e anche queste danneggiate o crollate. Insomma, scuole distrutte e inagibili, impossibilità di pagare gli insegnanti, penuria di materiale scolastico, paura di tornare sotto delle strutture di cemento anche agibili, assenza di tende o tettoie per tutte le scuole. L’impressione è che il problema della scuola sarà rimandato a settembre e chi già ha riaperto o potrà riaprire si arrangerà come potrà. Nel frattempo, nelle scorse settimane, ci sono state manifestazioni di studenti, delusi dalle promesse non mantenute dallo stato ma che comunque non hanno causato scompigli nel paese.

Dal punto di vista della sicurezza va abbastanza bene considerando la situazione in generale. Militari americani e delle Nazioni Unite fiancheggiano la polizia nazionale in tutto e non sembra ci sia un aumento della criminalità o altro. Si sente parlare però di bambini e adolescenti che, avendo perso famiglia, si aggregano a delle bande di Cité Soleil e questo fa nascere il timore del ritorno del fenomeno delle bande organizzate che fra il 2004 e il 2006 portarono scompiglio e sofferenze nella capitale con sequestri, furti, omicidi e tanta violenza.

Grande confusione nella politica: nel febbraio 2010 le elezioni presidenziali previste sono state rinviate a settembre, ma, anche se necessario, questo slittamento non è piaciuto a diversi politici dell’opposizione che interpretano tutto ciò come un piano del Presidente per restare in carica anche per gli anni a venire. Perciò hanno fatto un po’ di ostruzione nei mesi scorsi ma senato e parlamento hanno accettato lo ‘slittamento’ delle elezioni e speriamo che questi politici non si attivino per seminare il caos.

Per quel che riguarda la nostra scuola, continuiamo a darci da fare per ricostruire e riparare il tutto. In un clima molto spartano le scuole sono state riaperte verso la met di marzo e per un paio di settimane la presenza era molto scarsa ma i miei insegnanti hanno radunato quanti venivano di giorno in giorno e hanno improvvisato una specie di campo estivo. In pratica si trattava di occupare un po’ i bambini per poche ore con canti, giochi, disegni e altro e in più si dava un pasto a mezzogiorno. Con il passare dei giorni abbiamo ricevuto dei tendoni e costruito delle tettoie di lamiera e ora, dal 6 Aprile, la scuola ha ricominciato a funzionare pienamente con tanto di programma scolastico sia per la scuole primaria che secondaria, e ovviamente diamo da mangiare a tutti I bambini della primaria ogni giorno.

Gli anziani sono sistemati sotto un grande tendone dove si sono adattati bene, ma speriamo di riuscire a terminare al più presto la costruzione delle nuove case degli anziani perchè il caldo in questo tendone e veramente notevole.

Allo stesso tempo abbiamo in cantiere la ricostruzione degli ‘atelier’ dei corsi professionali, la cucina, i depositi, i muri di cinta della scuola e la riparazione della scuola stessa. La demolizione della sala informatica è cominciata e in pochi giorni sarà terminata. La nuova ala che comprenderà: sala informatica con ambulatorio ottico e medico e deposito per la scuola, sarà costruita su un terreno adiacente alla scuola che abbiamo appena comprato. Così facendo, la scuola La Providence de Sibert, avrà un bel cortile spazioso.

Prima della fine di Maggio invierò foto e un po’ di informazioni dei bambini che sono tornati a scuola e sono felice di comunicarvi che la presenza e massiccia. Abbiamo già ricevuto numerose richieste da famiglie di accettare dei bambini nella scuola e ci stiamo preparando per fare delle nuove iscrizioni. Alcuni dei miei insegnanti mi stanno aiutando per organizzare la cosa e devo dire che è un aiuto prezioso. A dire il vero anche I miei ragazzi sono estremamente preziosi in questo periodo. In particolare due di loro che seguono I lavori giorno dopo giorno, sotto la mia supervisione ovviamente, e provvedono all’acquisto del materiale di costruzione e a fornire I muratori di tutto ciò di cui hanno bisogno. Si chiamano Djojia e Claudy e sono con me fin dall’inizio, a dire il vero li conosco da quando sono arrivato in Haiti 16 anni fa, due ragazzi veramente bravi e fidati. Insomma, senza questi ragazzi e I Direttori delle scuole, sarebbe impossibile per me pensare a tutto”.


   
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