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Bosnia / Serbia - FAS, si legge: Fiat Auto Serbia

23/06/2010 - 8.46:   La FIAT è entrata in possesso degli stabilimenti auto della Zastava di Kragujevac il 1° febbraio 2010 e la nuova impresa industriale ha preso il nome di FAS (FIAT Auto Serbia). Nell’aprile del 2008 FIAT e governo serbo avevano firmato un’intesa per la cessione del 66% della Zastava Auto alla FIAT con la previsione di un investimento di 700 milioni da parte della Fiat e di 300 da parte del governo serbo. L’accordo prevedeva anche l’esonero per la Fiat delle tasse locali e nazionali per dieci anni e la cessione gratuita dei terreni eventualmente necessari per sviluppi futuri. La città di Kragujevac diventava per la Fiat zona franca.

I lavoratori della Zastava che, nell’ottobre 2008, erano 3.900 a febbraio di quest’anno erano ridotti a 2.700 (1.200 usciti con il programma sociale presentato dal governo serbo). Di questi 2.700 la FIAT, o FAS, ne ha assunti mille per montare la vecchia Punto che prima era “lavorata” da 1.400 operai. Il loro salario è di circa 280 euro mensili. Dunque, diminuzione del salario e contestuale all’aumento della produttività e dei ritmi, tanto da provocare le dimissioni di 58 lavoratori incapaci, per età e condizioni di salute, di reggere questa nuova realtà produttiva. Della situazione hanno risentito, inevitabilmente, anche i rapporti interni alla fabbrica che sono sempre più difficili anche perché ai lavoratori sono stati imposti modelli di comportamento assolutamente diversi da quelli esistiti per decenni. Ma i problemi più pesanti gli operai li hanno avuti dai capi intermedi nominati dalla FIAT, anche loro vecchi lavoratori Zastava, che, per ingraziarsi i nuovi padroni, si sono trasformati in veri e proprio kapò. E' la guerra tra poveri!

Intanto i 1.700 lavoratori rimasti fuori dalla fabbrica sono a carico del Governo serbo, che continua a pagare gli stipendi. Questi operai sono stati collocati nella parte di società ancora di proprietà pubblica che continua a mantenere il nome di Zastava Auto ed è ormai un contenitore vuoto perchè senza alcun impianto industriale. Circa 330 di questi operai, pagati dalla Stato, continuano i lavori di sgombero dei capannoni dalle obsolete installazioni per far posto alle nuove linee di montaggio. Altri 120 lavorano in FAS, ma pagati dal Governo, mentre altri 150 lavorano in modo saltuario. Dal punto di vista sindacale, Samostalni, il vecchio sindacato di maggioranza, iscrittosi, secondo le regole della legislazione locale, al ministero del Lavoro, si è proposto come legittimo rappresentante dei lavoratori della FAS, nuova impresa subentrata alla Zastava e i nuovi operai FAS, nonostante le intimidazioni, hanno voluto ricompattarsi in questo sindacato che ora ha circa 700 tesserati e che presto inizierà le trattative per il Contratto di Lavoro. Da parte sua, la Fiat sta cercando di fare entrare in fabbrica anche altri sindacati. Si tratta di ASNS e Nezavisnost, due sindacati, nati dopo il 5 ottobre 2000, che non sono mai riusciti a sviluppare la loro presenza in Zastava ora Fiat.


   
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