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Bosnia / Serbia - Cipolle fatte in casa!

04/07/2010 - 19.07:   In Serbia 670 mila persone, cioè il 9,2% della popolazione, vive in grandi difficoltà, al di sotto della soglia di povertà con un salario mensile inferiore agli 8.300 dinari (circa 83 euro). Non si tratta di una notizia di parte, peraltro confermata da molte famiglie dei giovani affidati, piuttosto di un’informativa del ministro del Lavoro e della Politica Sociale, Rasim Ljajic. La Rasim ha anche detto che il governo, come prima misura, ha stanziato 880 milioni di dinari (8,8 milioni di euro) a favore delle fasce sociali più povere e disagiate e che lei vuole, sarebbe meglio dire, vorrebbe, proporre all’esecutivo un decreto che consenta l'utilizzo delle riserve interne per scopo sociale. In Serbia, dove la disoccupazione era lo scorso gennaio al 16,6%, il salario medio mensile è di circa 30 mila dinari, pari a quasi 300 euro. A peggiorare la situazione anche il dinaro che è salito: cambio con l’euro da 84 a 1 (del 2008) a 97 a 1 (marzo 2010). E così migliaia di famiglie, praticamente tutte quelle aiutate dagli affidatari di ABC, si ritrovano a competere ogni giorno di più con i conti della spesa alimentare. Per sopravvivere devono fare i salti mortali perché la carne è ormai diventata un lusso giacché per comprare un chilo di manzo ci vogliono 1.000-1.100 dinari e per un coscio di maiale circa 350-400. Anche il pane costa 25-40 dinari per ogni pezzo da 600 grammi. A seguire il formaggio 200-250 dinari, l’olio di semi 85, le cipolle 75, patate 25, cavolo (che si mangia sempre e comunque) 50, zucchero 60, mele 25-40, ecc.

Il quotidiano “Novisti” ha recentemente pubblicato alcuni dati sulle percentuali di aumento dei vari prodotti precisando che il comparto alimentare ha avuto un +6,5% (zucchero 11%, succhi di frutta 6,15%, pesce 15,6%, verdura 10,2%). Il costo dell’elettricità è aumentato dell’11,5%. E così con i livelli salariali attuali e questi prezzi la gente non ha molte possibilità di campare decentemente e compra esclusivamente quel che è indispensabile. Conclusione amara, sempre di “Novisti”: “una famiglia di tre persone avrebbe bisogno di circa 100.000 dinari per vivere dignitosamente, cioè tre volte lo stipendio medio”.

Attualmente, sempre secondo “Novisti”, la struttura della spesa media di una famiglia è la seguente: alimentazione 42%, spese per bollette 4.5%, trasporti 10%, sanità 3.5%, comunicazioni 3.5%, cultura 4.5%, il resto 22%.

Le famiglie che hanno la possibilità di coltivare un qualche piccolo orto di sopravvivenza riescono a far quadrare un poco meglio il bilancio familiare, mentre le altre, quelle “cittadine”, sono alla fame. Qualche anno fa parlavamo degli “orti pensili”, ovvero degli ortaggi piantati sui balconi per mangiare qualcosa in più. Stanno tornando e non è raro scorgere piante “utili” coltivate nei vasi delle terrazze condominiali.


   
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