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Abc Solidarietà e Pace

 
Brasile - Pensando “in semplice”

06/07/2010 - 8.00:   Maggio-giugno, quando prepariamo il materiale da spedire a tutti gli affidatari sono i mesi più faticosi del nostro lavoro. Infatti, occorre verificare che tutte le foto siano arrivate, ci sono da tradurre tutte le schede di aggiornamento e poi il confronto con i responsabili a Jardim e Parintins per avere subito quello che manca... Ma questo lavoro, anche se duro, ti dà moltissimo: la possibilità, che a volte manca durante l’anno, di recuperare il contatto con i progetti. Troppo spesso sei preso dalle cose amministrative, dai conti, dall’organizzazione, dalle leggi, da un mare di cose che ti distolgono.... e allora, mentre leggi le schede e guardi le foto, grazie alle scarne notizie che traduci, riprendi contatto con l’aspetto umano del lavoro, con gli affetti, le preoccupazioni, i dolori e le gioie di queste famiglie. Recuperi per forza quella convinzione e quell’umanità senza le quali non si può andare avanti in questa forma di solidarietà.

Ti capita così, dopo aver tradotto le schede, di recriminare nell’essere stato poco preciso nella trasposizione delle classi frequentate dai bambini affidati che, semplificando al massimo, hai arbitrariamente abbinato al nostro ciclo delle elementari e delle medie, mentre, tanto per essere precisi, occorre tener conto che in Brasile la scuola è divisa in materna, 3 anni, dai 4 ai 7 anni di età; elementari, otto anni (scuola dell’obbligo), dai 7 ai 15 anni, e superiori, quattro anni, dai 15 ai 19 anni. Aggiungiamo che la nuova Costituzione Federale del Brasile, del 1987, sancisce il diritto del cittadino a essere educato in uguaglianza di condizioni, senza discriminazioni razziali o di altro tipo e gratuitamente dallo Stato o dalle amministrazioni locali. Nel sistema scolastico pubblico brasiliano l’insegnamento di qualsiasi religione regolarmente riconosciuta nel Paese è facoltativo e viene deciso da ogni singolo istituto, previo parere delle famiglie. La scuola privata, per lo più cattolica, contrariamente a quanto succede nel resto dell’America latina, ha un peso sempre minore in Brasile. Per tutte le elementari, l’anno scolastico brasiliano è di 200 giorni, per 800 ore di insegnamento, divisi in due semestri di 100 giorni ciascuno. Le lezioni si svolgono dal mese di marzo fino al mese di novembre compresi, con un periodo di vacanze invernali dal 15 luglio al 1° agosto. I bambini vengono raggruppati in classi secondo l’età e, talvolta, secondo il livello di apprendimento. Nei primi quattro anni è previsto un solo responsabile dell’insegnamento di tutte le materie, nei quattro anni successivi è previsto invece un professore per ogni disciplina o gruppo di discipline affini. Alla fine del ciclo dell’obbligo, viene rilasciato un certificato di studi che consente il passaggio automatico alla scuola superiore. L’allievo che non ha concluso la scuola dell’obbligo e ha superato i 18 anni viene indirizzato verso i corsi di recupero, che lo preparano ad affrontare un esame finale da privatista. I criteri di verifica del profitto scolastico dell’allievo vengono definiti dal regolamento interno di ogni singola scuola. Nella scuola dell’obbligo è prevista in teoria la “promozione” per tutti, in realtà i tassi di abbandono e ripetenza sono molto alti. Secondo fonti governative più del 63% dei bambini è di età superiore a quella prevista dalla classe frequentata, i tassi di ripetenza in prima raggiungono il 44% e superano il 70% nelle regioni del nord e nord - est. Per terminare gli otto anni di scolarizzazione obbligatoria, gli studenti brasiliani impiegano, in media, 11,2 anni. Almeno quelli che aiutiamo tutti noi!


   
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