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Haiti – La situazione attuale!

13/07/2010 - 5.37:   Prima stavano male, adesso, dopo il terremoto, terribilmente peggio, soprattutto quelli che non potranno ricostruire un bel nulla perché non ne hanno la possibilità. Peggio di tutti è però andata ai 300.000 poveracci morti sotto le macerie, più o meno quelli della guerra 1992-95 in Bosnia.

A cinque mesi dalla violenta scossa sismica c’è ancora tanto smarrimento ed incertezza fra la gente di Haiti. Il sisma del 12 gennaio oltre ai morti ha fatto danni materiali enormi. A Port au Prince, dove si concentrano la maggior parte delle attività produttive del Paese, sono andate distrutte 100 mila abitazioni (il doppio hanno subito dei danni), 1.300 scuole e 50, tra cliniche e ospedali. Il terremoto non ha risparmiato neanche gli edifici pubblici: palazzo presidenziale, parlamento, palazzo di giustizia e la maggior parte dei ministeri. Haiti è in ginocchio! "La situazione - racconta Maurizio Barcaro – è ancora molto confusa e non c'é certezza sugli aiuti, sulle risorse, sul percorso della ricostruzione. E il governo dice che non ha nulla". Infatti, è lo stesso presidente René Preval a dire che “il destino del Paese è nelle mani della comunità internazionale”.

Allora non c’è altra cosa da fare che aspettare i 5,3 miliardi di dollari promessi per la ricostruzione dagli stati membri delle Nazioni Unite riunitisi a New York il 31 marzo scorso. Questa prima tranche dovrebbe arrivare nel giro di 18 mesi, che, data la situazione, sono troppi! E così in molti denunciano il divario tra le promesse di aiuto dei primi giorni e la realtà attuale, sei mesi dopo la catastrofe. Peraltro ormai di Haiti parlano in pochi: i mass-media hanno altro a cui pensare e le persone sono investite dalle crisi nazionali ed estere, dalle catastrofi naturali interne e mondiali, dai legittimi problemi personali. Il fusibile dell’oblio, che ci dà la possibilità di continuare ad andare avanti, ha ormai interrotto il contatto tra memoria e dolore ed evitato il cortocircuito. Ma per noi è diverso, non possiamo dimenticare e dobbiamo continuare, se possibile, ad aiutare più di prima . Ad Haiti c’è da ricostruire tutto, soprattutto la coscienza civile, la classe dirigente, politica e no, l’economia nazionale, la giustizia sociale. Insomma, il terremoto ha fornito ai grandi della Terra una tragica opportunità: cambiare in meglio Haiti. Noi siamo convinti che questo non accadrà!

Intanto continua la paura! Le scuole pubbliche hanno riaperto utilizzando come aule ripari di fortuna, ma i bambini temono che arrivi un altro terremoto. Come dargli torto? La morte, a Port-au-Prince, è ancora presente. Se ti avvicini alle macerie, ancora tutte lì, avverti ancora il suo odore nell’aria. Anche nella scuola “Sibert” si ha paura, ma ha ripreso a funzionare ed anche i lavori di ricostruzione e sistemazione procedono celermente: sono state riedificate le casette degli anziani, la recinzione, l’aula di informatica e l’ambulatorio ottico, consolidati gli edifici scolastici lesionati, ricostruita la cucina e manca soltanto la copertura delle nuove aule destinate alla “scuola di accoglienza” dove potranno studiare gli alunni che dopo il sisma non possono più pagare le rette delle altre scuole. Intanto continua la distribuzione di aiuti alimentari alle famiglie della zona.

Forza Maurizio!


   
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