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Guinea Bissau – La stagione delle piogge non è finita!

05/09/2010 - 18.40:   In Guinea Bissau la stagione delle piogge non è finita. Non è finita meteorologicamente, ma anche politicamente. Questi i fatti “politici” degli ultimi mesi: il gen. Antonio Indjai, autore del tentato golpe del primo aprile scorso (arrestò il primo ministro per liberarlo dopo poche ore e minacciò di prendere a fucilate la popolazione scesa in strada per protestare), è stato nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito al posto del gen. Induta che, imprigionato a suo tempo, sta ancora in galera; i “vecchi” militari, per bocca del loro nuovo “chef”, Indjai, hanno detto che per andarsene a casa senza alcun problema vogliono, semplicemente, una casa e del denaro necessari per affrontare la vecchiaia; il governo, da parte sua, comincia ad aprirsi alla possibilità dell’arrivo di una forza di stabilizzazione, ma soltanto con il mandato dell’ONU; l’ammiraglio Bubo Na Tchuto, altro protagonista del golpe di aprile, è stato assolto a maggio da un tribunale militare guineense dall’accusa di essere il maggiore trafficante di droga della Guinea Bissau. Lui si dichiara innocente, mentre europei e americani continuano ad accusarlo e a chiamarlo l’”ammiraglio della coca”.

Insomma, i problemi non mancano a questo disperato Paese africano che sta per morire! Ricorrendo ancora alla metafora della pioggia, aggiungiamo che piove sul bagnato perché, in questi ultimi mesi, i prezzi di molti prodotti di prima necessità sono aumentati o non si trovano al mercato: un sacco di riso di 50 kg è passato da 12.000 cfa (18 euro) a 14.000 cfa (21 euro), lo zucchero (sempre 50 kg) da 15.000 cfa (23 euro) a 27.000 (41 euro), l’aglio in un mese è salito da 2.000 cfa/chilo a 4.500 cfa/chilo (da 3 a 7 euro), stessa cosa le cipolle e anche il pane è aumentato, mentre carne e pesce sono quasi introvabili.

Per far capire meglio la dinamica dei prezzi e delle retribuzioni diciamo che un insegnante statale guadagna circa 30-35.000 cfa al mese (quelli delle scuole in autogestione un po’ di più), mentre gli amici di ABC hanno un rimborso spese che va dai 75.000 cfa dell’ultimo arrivato ai 150.000 del responsabile, Armando.

E noi che facciamo? Quello che possiamo: aiutiamo l’autosviluppo dell’agricoltura locale, scaviamo pozzi (abbiamo superato i 60), sosteniamo le scuole autogestite (4) e qualche altra cosa. Per dare l’idea del lavoro fatto in questi anni e anche, perché no, dei risultati raggiunti, riportiamo due documenti significativi arrivati entrambi via e-mail da Mansoa:

1) Il verbale dell’ultimo Consiglio direttivo di “A, B, C, solidariedade e paz – Guiné Bissau”;
2) la relazione sul lavoro di sperimentazione dell’orticoltura nella stagione delle piogge (serre).


Agosto 2010, verbale del Consiglio direttivo di “A, B, C, solidariedade e paz – Guiné Bissau”


Il 30 di agosto di quest’anno in corso i membri dell’associazione “A,B,C, solidariedade e paz Guiné Bissau” si sono riuniti nella loro sede per valutare l’andamento delle attività. Alla riunione erano presenti: Justino, Quintino, Augusto e Armando (Durate e Mario erano in ferie, ndr.).

L’ordine del giorno della riunione era:

- Agricoltura
- Formazione
- Manutenzione
- Varie.

Agricoltura: riferendoci alle serre diciamo che il lavoro dell’agricoltura sta andando molto bene, ma con molte difficoltà per attingere l’acqua (dai pozzi, ndr.) Infatti, quando non piove è una grande fatica irrigare quattro serre (circa 190 mq coltivati ciascuna). Comunque abbiamo già cominciato la raccolta del pomodoro (in questo periodo dell’anno non si trovano pomodori se non quelli che si possono acquistare a Bissau e che vengono dal Senegal, ndr.) della prima serra e tra pochi giorni cominceremo la raccolta dei peperoni. Come sempre la partecipazione delle donne è debole e noi prendiamo nota delle presenze al lavoro per evitare reclami successivi. A Infandre, veramente, c’è un signore, Augusto, che sta partecipando attivamente al lavoro nelle serre.
Quanto alla vendita del pomodoro: abbiamo cominciato con un prezzo di 1.000 cfa (al chilo) a Mansoa, ma abbiamo avuto difficoltà a piazzare la merce e così abbiamo abbassato il prezzo e ora vendiamo la produzione a 800 cfa a Mansoa e 1.000 a Bissau (un euro è pari a 650 cfa, ndr.). Per agevolare la vendita a Bissau prenderemo contatto con qualche venditore della città. I primi incassi della vendita li consegneremo alle donne di Infandre il 15 di settembre.

Formazione: la formazione (in questi mesi tutti stanno seguendo un corso di portoghese al quale ne seguirà uno di informatica e altri su come si gestisce una ONG, anche se molte cose le hanno già acquisite, ndr.) sta andando molto bene. Tuttavia, Duarte e Mario sono in ferie e le lezioni sono state sospese e riprenderanno dopo il 23 settembre quando saranno rientrati dalle ferie Augusto e Justino. Per questo il nel mese di settembre non ci sarà la formazione.

Manutenzione: durante il mese di agosto abbiamo soltanto dipinto l’edificio del generatore e della guardia nottura, ma in settembre dobbiamo fare la manutenzione di tutti i generatori (cambio dell’olio), dell’auto Toyota (il fuoristrada, ndr.), cambio dell’olio, i freni e sostituire alcune lampade.

Varie: organizzeremo il lavoro per cominciare a raccogliere sabbia e ghiaia necessari per la costruzione dell’officina.

La riunione è finita alle 19.24.

Mansoa, 31/08/2010
Per il Conselho directivo
Armando Siá


Relazione sull’orticoltura durante la stagione delle piogge – 3 settembre 2010


Il lavoro dell’orticoltura in serra durante la stagione delle piogge è cominciato nel mese di maggio con la preparazione del semenzaio. Subito dopo abbiamo definito e costruito le aiuole nel mese di giugno. Il semenzaio preparato nei “copinhos” (vasetti singoli di plastica) ha germinato con difficoltà, probabilmente perché l’umidità non ha raggiunto in maniera adeguata le sementi. Le sementi, invece, che abbiamo seminato nelle aiuole sono germinate per bene. Tuttavia i semi di peperone avevano perduto il potere germinativo e così ne abbiamo presi altri e li abbiamo seminati di nuovo.

Quando abbiamo tentato di mettere la copertura di plastica della prima serra si alzò un vento molto forte che strappo la copertura plastica sul lato dove sono gli anelli e questo ha fatto sì che per un certo periodo le piante sono state esposte alla pioggia, ma quando siamo riusciti a mettere la plastica di copertura le piante di pomodoro piantate hanno cominciato a recuperare. Infatti, stiamo facendo la raccolta proprio di questa prima serra.

Nell’orto di sperimentazione dell’orticoltura durante la stagione delle piogge abbiamo già quattro serre, tre con coltivazione di pomodori e una con i peperoni. L’ultimo semenzaio che abbiamo preparato è stato trapiantato e nella prossima settimana collocheremo la quinta serra perché sta ancora piovendo molto forte in Guinea Bissau.

Rispetto a quello che abbiamo detto sulla partecipazione delle donne confermiamo che all’inizio della coltivazione non partecipavano in alcun modo. Soltanto quanto i pomodori sono cominciati a nascere qualcuna è cominciata ad apparire: a volte due o una persona ogni giorno, mentre in altri giorni non veniva nessuna. Tuttavia c’è un signore, che si chiama Augusto, che lavora con noi quasi tutti i giorni.

Abbiamo trapiantato 109 piante da sementi ibride di nove varietà, soprattutto di pomodoro. Queste piante, dopo il trattamento con il fungicida, stanno crescendo molto bene e ora stiamo aspettando del risultato finale. Probabilmente sarà un buon risultato.

La parte dell’orto che era restata non lavorata ora è stata pulita e abbiamo anche arato con il trattore e finalmente il terreno è risultato molto pulito.

Cari amici di ABC Italia, il lavoro di sperimentazione delle serre è di grande importanza, tuttavia la difficoltà più grande che abbiamo è quella dell’irrigazione. Il pozzo del campo della sperimentazione è molto profondo (quasi 30 metri, ndr.) e le difficoltà per attingere l’acqua (con il secchio, ndr.) sono molto grandi e grande è la fatica per riuscire a irrigare quattro serre (usate anche durante la stagione secca collocando un telo d’ombra al posto di quello di plastica, ndr.). Per questo vorremmo pregarvi di fare un grande sforzo per trovare un’elettropompa appropriata. E’ tutto. Ciao.

Mansoa, 03/09/2010
A,B,C, Guiné Bissau
Firmato Armando Siá

Per ora aggiungiamo soltanto che i dati sulla coltivazione, dal numero delle piante dei semenzai a quello di quelle trapiantate, dalle quantità dei raccolti (divise per tipo di pianta) alle entrate relative alle vendite, sono registrati tutti nella contabilità locale e che quest’anno speriamo di risolvere il problema dell’irrigazione con delle pompe, della Flight e della ABS, adatte ad acque sporche. Infatti, il problema delle elettropompe è che l’acqua dei pozzi, verso la fine della stagione secca, quando cioè serve di più, è sporca e le elettropompe acquistate lo scorso anno, delle Grundfos, ottime per acque pulite, si intasano con le acque sporche e si bloccano.

Se teniamo conto che tutto ciò si sta facendo nel Paese più povero e disperato del mondo, possiamo dichiararci abbastanza soddisfatti del lavoro che i nostri amici stanno facendo, anche grazie a voi e a noi.


   
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