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Brasile - Parintins, la difficoltà d’essere bambine!

29/10/2010 - 5.44:   Quest’anno in 19 municipi su 62 dello stato dell’Amazzonia, secondo dati della Segreteria di stato per l’azione sociale (Seas) si sono verificati casi di sfruttamento sessuale infantile. La maggior parte d’essi sono stati accertati nella capitale Manaus e poi a Mancapuru, Parintins, Maués e in pochi altri centri. L’esperienza fatta con il Sostegno a Distanza in questi anni di lavoro ci dice, intuizione confermata dalla relazione del Seas, che la maggior parte dei casi avvengono laddove ci sono famiglie con un basso livello di reddito, limitata istruzione scolastica e con casi di abuso sessuale al loro interno. Oltretutto, spesso, la vita sentimentale di molte signore e signori, sulle orme delle telenovelas brasiliane, è difficile e fatta di abbandoni e nuovi rapporti che si intrecciano, che scaricano sui figli tensioni interne e, soprattutto, esempi negativi. Sono così proprio i bambini che ne pagano le conseguenza trasformandosi, spesso da adolescenti, in soggetti aggressivi e ostili verso i genitori e la società.

Anche tra le “nostre” bambine, sostenute a distanza, ce ne sono state alcune che sono passate attraverso l’esperienza drammatica dello sfruttamento sessuale e la prostituzione in una realtà difficile, povera, nella quale vengono sollecitate le passioni prima che i sentimenti, che le fa diventare, in alcuni casi, precoci mamme. Sempre nella relazione del Seas si rileva che i casi di sfruttamento sessuale infantile aumentano in coincidenza con i periodi festivi, soprattutto per l’afflusso dei turisti. Infatti, non a caso, la città di Parintins, al centro del fiume Amazonas, è diventata una delle mete turistiche preferite dalle grandi nave piene di ricchi turisti che risalgono il fiume più grande del mondo e non soltanto nel mese di giugno, quando c’è un grande festival folcloristico. Si tratta di persone in molti casi abbastanza avanti con gli anni che arrivano da quelle parti non per fare qualche trekking nella foresta, né per studiare gli Indios, né per camminare nelle giovani strade della cittadina. Solo loro sanno perché sono lì.

Ci viene in mente il testo della scheda di una delle bambine affidate stilata qualche anno fa da suor Marcella, che allora era nel CENSG e ora in Haiti: “Scheda di D.: La mamma lavora come aiuto-cuoca nel Centro e il papà se ne è andato. Ora la mamma ha trovato un altro uomo con cui ha avuto due figli e un terzo è in arrivo. L’uomo ha violentato la prima figlia della donna ed ha provato a fare altrettanto con D. La mamma non vuole affrontare la situazione e di fronte alla proposta di denunciare l’uomo ha risposto: è il prezzo che D. deve pagare per mantenere i fratellini”. Pochi mesi dopo D. sparì. Era la quarta bambina inghiottita dalla foresta in pochi mesi e, coincidenza, come scrisse allora sempre suor Marcella, “il giorno della sua sparizione coincise con l’attracco di una nave da crociera con centinaia di turisti americani”. La cronaca della nostra amica suora prosegue crudamente: “già da tempo avevamo scoperto che Parintins era stata inserita nei circuiti del turismo sessuale ed avevamo cominciato a lavorare per arginare questo terribile fenomeno. Dopo diversi ‘appostamenti’ scoprimmo che alcuni locali, dopo le 3 di notte, ‘trattavano’ solo minori. Le denunce non valsero a nulla e la sparizione di queste bambine, tra le quali D., fa pensare ad un vero e proprio traffico di minori per la prostituzione gestito chissà da chi e chissà dove”. D. non è più tornata a casa e i genitori si sono ben presto dati pace!

Da allora, nel CENSG, se possibile, è aumentata l’attenzione verso le bambine e non a caso sono numerose sono le ragazze che frequentano il corso di cucito e gli altri laboratori. In quello di “costura” le bambini si alternano mattina e pomeriggio e si danno da fare per preparare le devise degli alunni della scuola, calzoncini e gonnelline per i bambini che ne hanno bisogno. Responsabile del progetto è la signora Valdenora che insegna non soltanto a tagliare, ricamare e usare la macchina per cucire, ma anche come vivere l’adolescenza con il minor disagio possibile.


   
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