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Haiti – Port-au-Prince, scrive Maurizio Barcaro

15/11/2010 - 16.28:   “Come se non bastasse il terremoto di 10 mesi fa con le incredibili sofferenze che ha portato per tutti, ecco che da più di un mese è esplosa un’epidemia di colera che ha fatto già 900 morti e qualche migliaio di casi di contagio, tutti concentrati verso il centro-nord del paese in una zona chiamata Artibonite, anche se l’epidemia sta raggiungendo la capitale. Non si sa ancora con esattezza come sia scoppiata l’epidemia, ma ,dalle prime investigazioni, sembra che la causa dell’epidemia potrebbe essere attribuita alle latrine della base dei militari nepalesi delle Nazioni Unite Nepalese, un grosso contingente, dislocata proprio vicino al fiume Artibonite, con lo stesso nome dell’area geografica, che attraversa tutto il territorio. Il colera, da quel che si legge sul web, era assente da Haiti da più di un secolo, ma evidentemente l’acqua del fiume, inquinata dagli escrementi, usata per tutti i bisogni della popolazione ha causato questa malattia che proprio non ci voleva!

Comunque sembra che ora l’epidemia sia sotto controllo. A Port-au-Prince e nella periferia si sono registrati dei casi ma si trattava di persone di ritorno da quella zona dove è scoppiata la pandemia. Ovviamente, la gente ha molta paura, e immaginate cosa accadrebbe se il colera si propagasse fra le tendopoli, le baraccopoli e gli slums della capitale. Sarebbe la peggiore visione di flagelli biblici....... Ma passerà anche questa.

A novembre ci saranno le elezioni presidenziali con 19 candidati ufficiali e come al solito la gente comincia a sentire un po’ di paura in quanto la parola ‘elezioni’ è sempre (o quasi) sinonimo di violenza e soprusi. Nel periodo del dopo-terremoto si è parlato molto di ricostruzione, decentralizzazione, aiuto alle famiglie povere, incremento di aiuti per l’educazione, ecc. , ma in realtà molto poco è stato fatto finora. Perfino le macerie sono rimaste dov’erano e soltanto da poco un primo lavoro di rimozione è cominciato con l’aiuto delle Nazioni Unite. Migliaia di famiglie sono senza tetto e vivono in tendopoli di fortuna e molti di loro hanno semplicemente paura di rientrare nelle proprie case, oppure preferiscono restare in tendopoli dove almeno trovano cibo e cure mediche. Altri restano lì perché sperano che il governo, un giorno, donerà loro il terreno sul quale sono accampati e, quindi, anche se hanno casa mezza diroccata da qualche parte, continuano a restare in tenda. Il problema è che ora ci sono dei cicloni in vista, siamo nel periodo, e se un ciclone colpisse la capitale, anche con il solo 50% della sua forza, farebbe strage di questa gente.

Insomma, nonostante il terremoto, senzatetto, colera, cicloni imminenti, ricostruzione, elezioni e le immani miserie che questa gente incontra giorno dopo giorno, la vita va avanti. Deve andare avanti e il sole del nuovo giorno che nasce porta con sé anche un barlume di speranza che oggi qualcosa di buono possa succedere.

Nella nostra missione le cose vanno abbastanza bene. Ricordo che la sera del terremoto, guardandomi intorno e constatando i danni, pensai che forse sarei stato obbligato a chiudere. Dove avrei trovato i fondi per ricostruire il tutto? E invece, ecco che ora la missione è rifiorita, in 9 mesi, con più vigore e bellezza. Devo dire grazie alla generosità di tante persone e organizzazioni che mi appoggiano da anni. Una delle nostre scuole si chiama ‘La Providence’ e non c’e nome più azzeccato!

Gli anziani hanno preso possesso delle loro nuove casette già da giugno e le scuole sono state riparate fra marzo e settembre, cucina e depositi fra maggio e luglio, le costruzione per i corsi professionali a maggio, ma le stiamo ultimando in questo periodo. Inoltre, in agosto e settembre sono state costruite anche la nuova sala informatica e una bella biblioteca nuova. Proprio davanti all’ingresso, dall’altro lato della strada, una ‘nuova scuola’, con cinque aule, capace di ospitare 300 alunni. In ultimo, abbiamo anche costruito un locale per l’ambulatorio di prevenzione medica e un laboratorio oftalmico per gli alunni e per chi ne ha bisogno.

Mentre era in corso tutti questi lavori siamo riusciti a riaprire le scuole spartanamente sotto delle tettoie che sono rimaste in funzione da aprile e fine luglio e siamo riusciti anche ad iscrivere 475 bambini in più. Ad ottobre, abbiamo riaperto la scuola in tempo per il nuovo anno scolastico per la gioia di bambini, parenti, vicinato, muratori che vi hanno lavorato e anche la mia, ovviamente.

Le scuole sono belle, ristrutturate perfettamente con accorgimenti antisismici, dipinte a nuovo e accoglienti. Ora abbiamo in tutto 1.130 bambini delle scuole elementari-medie (école Primaire) e 458 studenti del liceo (école Secondaire). Le sale per i corsi professionali non sono ancora ultimate e non so quanti giovani potremo accogliere, ma avremo corsi di: falegnameria, cucito, saldatura e, auspico, musica. Spero che potremo riattivare questi corsi nel mese di gennaio, mentre la sala di informatica è ultimata anche se deve essere completato l’impianto elettrico. C’è poi la biblioteca da allestire: abbiamo un po’ di scaffalature, ma mancano ancora tavoli, sedie, panche. Ma la scuola funziona bene e anche gli anziani sono al riparo! Inoltre, gli alunni frequentano regolarmente e siamo quasi al 90% delle presenze, mentre la mensa funziona a pieno regime e garantisce un pasto giornaliero a tutti. Se si considera il numero delle presenze, più di mille ogni giorno, si comprende l’importanza e la difficoltà della cosa.

Anche la scuola secondaria marcia a pieno ritmo con una presenza media molto elevata: 435 alunni al giorno su un totale di 458. I giovani della secondaria sono molto contenti perché, oltre ad avere a disposizione una sala informatica molto bella, hanno anche una spaziosa biblioteca che, per ora, non ha molti libri a disposizione ma che poco a poco riempiremo. In questa sala si svolgeranno anche gli incontri con i professori, i parenti e i giovani della scuola. Nella scuola secondaria lavorano 21 insegnanti, il Direttore Pedagogico, quello Didattico, la segretaria, 2 donne delle pulizie e un giovane al portone di entrata.

Quest’anno abbiamo ammesso agli esami di stato molti alunni, piccoli e grandi, e, malgrado tutto, abbiamo avuto dei risultati inaspettati: su 87 bambini della scuola primaria che hanno affrontato l’esame, solo due sono stati ‘bocciati’, una percentuale di riuscita impressionante, molto positiva devo dire! Per la scuola secondaria, invece, 15 su 95 non sono stati promossi, ma non è male neanche questo risultato perché i bocciati erano giovani provenienti da altre scuole. Infatti, tutti i ragazzi che hanno studiato nelle nostre scuole primarie hanno ottenuto risultati lusinghieri. L’esito di questi esami fa piacere perché vuol dire che, anno dopo anno, con l’esperienza acquisita e gli sforzi di noi tutti, otteniamo dei risultati sempre migliori e diamo qualche possibilità di vita in più a questi giovani.

Insomma, grazie alla generosità di molti, siamo riusciti in 9 mesi a ricostruire quasi tutto ciò che era andato distrutto. Devo ripetere: grazie! Ma il tempo passa in fretta e dietro l’angolo ci sono già Natale e il 2011 e spero che per questo povero Paese sia un anno meno sfortunato del 2010. Un abbraccio a voi tutti. Ciao”.


   
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