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Haiti – Elezioni ad Haiti, da Maurizio Barcaro

29/11/2010 - 17.31:   Maurizio Barcaro, della Fondazione “Lakay Mwen” di Port-au-Prince, con il quale collaboriamo nella gestione della scuola “Sibert”, ci invia queste informazioni sulle elezioni di domenica 28 novembre.

Domenica 28 Novembre 2010, giorno di elezioni Presidenziali, ore 2 pm. 13 dei 18 candidati alla Presidenza per cui si votava oggi si riuniscono in una conferenza stampa e chiedono semplicemente che le elezioni siano annullate,cancellate , non validate, da rifare.......... Dicono che ci sono state delle massive e grottesche irregolarità tutte, o quasi, fine a favorire uno dei candidati che è considerato il ‘delfino’ del Presidente attuale, un certo Jude Celestin, giovane ex ministro dei lavori pubblici. Malgrado tutto si continua a votare fino alle 4-5 del pomeriggio, ora in cui i seggi chiudono e si comincia a raccogliere e riunire le urne o i risultati delle urne.

A differenza delle scorse elezioni, dove solo la televisione di Stato e un paio di televisioni private con mezzi limitati riuscirono a diffondere immagini ‘sul campo’ di come si svolgevano le elezioni in vari quartieri di Port-au-Prince e città del paese, questa volta la presenza di televisioni private era nettamente più massiccia ed effettivamente, tante di queste ‘irregolarita’’ si potevano vedere in diretta ed io ho passato la giornata a cambiare canale e vedere cosa stesse succedendo effettivamente un po’ ovunque sopratutto nella capitale, ma anche in alcune città di provincia. Queste elezioni a cavallo fra terremoto, tendopoli, colera e miseria non si dovevano fare. Non era il momento giusto ma non si poteva più aspettare. Dovevano essere fatte a Febbraio ma poi furono rimandate a Novembre a causa del caos causato dal sisma. Il problema è che fra Gennaio e oggi nulla o quasi è stato fatto dallo Stato in termini di ricostruzione e meno ancora in altri settori sociali come l’educazione o la sanità. Tanti miliardi di dollari sono stati promessi dalla comunità internazionale per la ricostruzione ma solo delle briciole sono entrate nelle casse dello stato. In effetti, come dare fiducia a un governo in procinto di essere cambiato? Non si è mai detto nulla pubblicamente su questo ma è mia convinzione che anche la comunità internazionale ha sempre trovato un qualcosa per ritardare di volta in volta questo prestito di miliardi di dollari, proprio perché non avrebbe avuto senso mettere in mano così tanti soldi a una banda di ministri, senatori, deputati e presidente in procinto di uscire dalla scena. E il problema ora è che poco importa come andranno queste elezioni, che purtroppo si preannunciano come un disastro, la situazione non cambierà di una briciola fino a dopo Febbraio, mese in cui i nuovi eletti prenderanno il loro posto.

Torniamo a oggi, giorno di elezioni. Ufficialmente i seggi avrebbero dovuto aprire alle 6 am e chiudere alle 4 pm. Ben pochi sono stati aperti alle sei, i più fra le 8 e le 10, molti addirittura alle 11. A quali irregolarità fanno riferimento questi candidati che hanno chiesto di annullare la giornata di elezioni? In alcuni seggi le urne sono state portate già piene, in altri mancava il presidente del seggio e quindi niente voto per la gente assegnata a votare in quei seggi, in altri ancora i seggi furono aperti più o meno in orario ma le urne furono portate molto tardi, anche verso mezzogiorno, e la gente era in attesa da ore. In alcuni seggi in quartieri popolari come Cité Soleil la gente ha atteso invano l’apertura dei seggi. Le scuse furono che ci sono state delle confusioni per l’assegnazione dei presidenti di seggio e coloro che monitorano le elezioni e che alla fine nessuno è venuto. Immaginate la rabbia di migliaia di persone che non hanno potuto votare. La cosa per me più grottesca e inimmaginabile è questa: per votare gli elettori hanno una carta elettorale che fu fatta in occasione delle scorse elezioni e migliaia di persone l’hanno persa dopo il sisma, ma in questi ultimi mesi ne hanno fatto un’altra. Secondo la logica con cui hanno organizzato le elezioni, a tizio che abita una tal zona corrisponde un tal seggio e perciò è solo in quel seggio che può votare e in nessun altro. Infatti, ogni seggio elettorale aveva anche una lista scritta di persone ‘abilitate’ a votare in quel seggio. Quindi, migliaia di persone hanno dovuto camminare di seggio in seggio per trovare il loro nome nella lista del seggio e quindi votare . No, dico: immaginate voi di andare al mattino a votare, fra la folla che spinge, il sole cocente e il baccano tremendo e questo seggio che non apre mai... fare tutta una fila in quelle condizioni e poi sentirsi dire “scusate ma il suo nome non e nella lista’... al che bisogna chiedere dove andare e i più fortunati trovano alla fine il seggio non troppo lontano ma in molti devono farsi chilometri a piedi per andare in qualche altro seggio. Ovviamente i più se ne sono tornati a casa senza votare. Ecco, sembra proprio che ci sia stata una macchinazione per scoraggiare la gente e impedire loro di votare in qualche modo.

Infatti, al termine delle elezioni (verso le 16.30) poco importa chi aveva votato o meno, i seggi furono chiusi e subito diverse manifestazione di protesta sono scoppiate in diversi punti focali della città. Manifestazioni a sostegno della decisione dei 13 candidati di chiedere l’annullamento delle votazioni di oggi, manifestazioni che nell’insieme sono state pacifiche, al più hanno bruciato dei copertoni. Il tutto anche in altre città del Paese. Ora vedremo cosa succederà e questa volta ci sono le immagini televisive un po’ ovunque. Evidentemente dove c’erano i monitori internazionali tutto è filato liscio. Buffa è stata l’intervista a un monitore francese con tanto di barbetta e baffettini alla Provenzale e vestito bene che stava elogiando la buona riuscita e la perfetta organizzazione delle elezioni, mentre bastava cambiare canale per vedere i tafferugli e gli spintoni in un altro seggio per votare, o le urne svuotate per terra e calpestate in un altro. A complicare il tutto, i candidati (quasi tutti anche capi dei loro rispettivi partiti) avevano la possibilità di mandare i loro propri monitori, chiamati mandatari, in ogni seggio, a controllare il buon svolgimento delle elezioni. Beh....al contrario in molti casi sono stati loro a causare tafferugli e brogli. Anche la TV Nazionale (sempre filo-governativa) ha elogiato alla sera la ‘buona’ riuscita delle elezioni che si erano svolte nella calma e senza troppi problemi facendo una specie di ‘zoom’ su ogni dipartimento del paese, ma giusto un contatto telefonico, dove sembrava che tutti vivevano ‘felici e contenti’ mentre bastava girare canale e rendersi conto di quanto stava succedendo.

Alla sera alle sei c’e stata una dichiarazione del CEP, comitato elettorale provvisorio, coloro che furono designati dal governo uscente a organizzare le elezioni. Dicono che nel complesso le elezioni sono andate bene e che i casi di frode provati saranno esaminati. Dicono che per loro è fuori discussione parlare di annullamento e che si procederà probabilmente al secondo ballottaggio che dovrebbe aver luogo in Gennaio. E da qui a Gennaio la strada è lunga. Quale sarà la reazione delle masse? Port-au-Prince è abitata da quasi un terzo della popolazione di Haiti e la città è una tendopoli a cielo aperto. Decine di organizzazioni umanitarie sono entrate nel paese dopo il terremoto e ognuna va per la propria strada e fa quello che ritiene piu opportuno per aiutare la gente. Non c’e coordinazione. Migliaia sono anche le forze internazionali dell’ONU, la Minustha, che è nell’occhio del ciclone perché accusata dalla popolazione di aver portato il colera (malattia totalmente sconosciuta prima) nel paese ed infatti nelle ultime 2 settimane sono scoppiati diversi tafferugli e manifestazioni contro i soldati dell’ONU proprio per questa ragione.

Insomma, fra terremoto, cicloni, colera, tendopoli, miseria, classe politica di transizione, invasione di ‘filantropi e ciarlatani’ di ogni tipo e militari da tutti i paesi con potenziale optional di malattie infettive e altro, anche la realtà ha del surreale, di qualcosa che mentre si vive ci si chiede “ma e vero?”. Aspettiamo il nuovo giorno e vediamo come va........ciao. Maurizio


   
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