<?xml version="1.0" encoding="windows-1252"?><rss version="0.91"><channel><title>A, B, C, Solidarieta' e pace</title><description>Notizie dai progetti in Brasile, Guinea Bissau, Serbia, Bosnia e Haiti</description><link>http://www.abconlus.it</link><language>it</language><item><title><![CDATA[Haiti – La ricostruzione, l’arte di arrangiarsi, il futuro              ]]></title><description><![CDATA[Da Port-au-Prince riceviamo questa testimonianza dall’amico Maurizio Barcaro con il quale collaboriamo: « Ho viaggiato in diversi Paesi nella mia vita  e, fra le genti e culture con le quali sono entrato in contatto, quella haitiana e senza dubbio la più abile nell’arte di arrangiarsi. Sara perche nella sua ‘giovane’ storia ha dovuto sempre lottare per adattarsi e convivere con schiavitù, dittature, colpi di stato, cicloni e miserie varie che è una cosa incredibile come trova il modo di lasciarsi alle spalle l’ultima miseria recente per cercare di sopravvivere.<br><br>

Le tendopoli, che continuano a fiorire un po’ ovunque nella capitale e nella periferia di Port-au-Prince, sono forse l’unica misura di emergenza possibile in questa prima fase per riuscire a dare un riparo immediato alle migliaia di sopravissuti del terribile sisma del 12 gennaio scorso, ma ora stanno diventando una sistemazione anche per migliaia di persone che prima del sisma vivevano in baracche fatiscenti.  Mi spiego : di solito una tendopoli prende forma con della gente che monta dei ripari di fortuna in qualche spazio aperto. Si tratta di rifugi provvisori fatti con lenzuola, cartoni, legni incrociati e roba del genere. Non appena diventa evidente l’esistenza di questa nuova tendopoli, qualche Organizzazione internazionale, come la Croce Rossa, l’Unicef o altre, intervengono e installano delle belle tende familiari e assistono gli « abitanti » con acqua, cibo, servizi igienici mobili e cure mediche dando alle alle famiglie che vivono in questa nuova tendopoli una vita piu ‘agiata’ di prima. Infatti, trovare il cibo quotidiano è da anni un dilemma per migliaia di famiglie, ma ora le tendopoli offrono non solo una sussistenza quotidiana garantita, ma anche la speranza che le autorità, prima o poi, trovino il modo di dare a tutti delle « vere e proprie » casette. <br><br>

A 40 giorni dal sisma ormai si può dire che la vita ha ripreso una sembianza di normalità. Per ora le grandi organizzazioni umanitarie sono ancora presenti e continuano ad assicurare assistenza con programmi di emergenza (tende, cibo, acqua e cure mediche) e a organizzarsi per dar via ai progetti per il futuro. Inoltre, tra poco, comincerà il ritorno graduale delle decine di migliaia di persone che hanno lasciato la capitale subito dopo il sisma e il compito più arduo del governo sarà quello di pensare a come far sopravvivere e dare un riparo a questa massa di gente.
<br><br>
La città non può certo essere ricostruita come lo era prima. Infatti, la maggior parte della popolazione viveva ammassata in baraccopoli o in agglojmerati urbani costruiti disordinatamente : chiunque costruiva dove voleva e come voleva, non c’erano controlli, nessuna logica urbanistica.  Adesso, in teoria, al governo di Haiti compete il compito ciclopico di dare una risposta a questa emergenza. Sarebbe un compito difficile per qualsiasi nazione sviluppata figuriamoci per Haiti che gia prima del sisma era il Paese piu povero dell’emisfero Americano.
<br><br>
Un altro grosso problema per il governo sono le scuole. C’e la voglia e la volontà di riaprire o trovare un modo perche i tanti bambini e giovani possano continuare in qualche modo l’anno scolastico. Ma, con il 75% delle scuole della capitale distrutte o inagibili, il compito è impossibile. C’è anche da dire che la maggior parte delle scuole della capitale erano private e, anche se il governo riuscirà a fornire teloni o grandi tende per sistemare le classi, chi paghera i professori ? Chi ha perso tutto non può permettersi di pagare la scuola per i figli e il governo non sa ancora se troverà le risorse finanziarie per poter sostenere l’istruzione. Insomma, la vita continua, ma i problemi sono tanti e aumenteranno nei prossimi mesi anche perchè una risposta veloce a tutto è impossibile.
<br><br>
Qui, alla missione, le cose procedono abbastanza bene. Dopo le prime due settimane dove la priorita era ‘sopravvivere’ ora siamo impegnati con pulizie, ricostruzione, ristrutturazione, abbiamo già fatto una distribuzione di cibo per circa 2.000 famiglie e ne avremo un’altra agli inizi di marzo. Nel frattempo ci stiamo anche organizzando per riaprire le scuole al più presto. Alcune tende e dei grandi teloni li abbiamo già ottenuti e altri sono in arrivo. Praticamente stiamo montando delle tende e delle tettoie nel cortile delle scuole (la « San Camillo » e la « Sibert ») e le adatteremo a sale di classe. La psicosi del terremoto è ancora forte e nessuno vuole entrare in strutture di cemento, anche se le strutture sono agevoli e riparate. E così, per qualche mese, credo che dovremo adattarci a vivere e lavorare così. Se tutto va bene le nostre attività didattiche riprenderanno l’8 marzo e così i bambini avranno almeno la possibilità di avere il cibo garantito e un luogo dove passare un poco di tempo al sicuro e in modo costruttivo.
<br><br>
Gli anziani (uno di loro purtroppo è morto sotto le macerie) hanno trovato rifugio sotto una tettoia di emergenza e stiamo montando due grosse tende per loro, comode e accoglienti.  Intanto i lavori di ricostruzione delle loro piccole case sono già cominciati contemporaneamente a quelli della scuola. Si sta provvedendo pure all’acquisto del materiale didattico andato distrutto e delle cucine, mentre abbiamo anche preparato il progetto di ricostruzione della sala di informatica, dell’ambulatorio medico e di quello ottico che dovrebbe essere approvato dall’istituzione locale nei prossimi giorni. Il problema sarà quello di abbattere quel che resta della vecchia struttura che ospitava la sala di informatica e di liberare il suolo dalle macerie. Ma ci riusciremo!
<br><br>
Con gli aiuti arrivati e che stanno arrivando stiamo facendo fronte alle spese e riusciremo anche nella ricostruzione. Stiamo costituendo anche un fondo per aiutare le famiglie a riparare o ricostruire le loro casette. Non potendo aiutare tutti, passata la fase dell’emergenza, sarà necessario definire esattamente una graduatoria delle priorità d’intervento. E’ quello che stiamo facendo !  
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=943</link></item><item><title><![CDATA[Brasile – Parintins, le ferie come occasione per riflettere sulle scelte di vita!]]></title><description><![CDATA[Il Centro d’accoglienza Nossa Senhora das Graças non chiude mai. Non chiude a Natale, il primo giorno dell’anno e nemmeno l’estate. Quando arrivano le vacanze “estive”, a gennaio-febbraio, le scuole sono chiuse e allora il CENSG organizza sempre qualche iniziativa per far trascorrere ad un certo numero dei bambini e giovani che lo frequentano un periodo diverso in un luogo non abituale.  Quest’anno è toccato ad un gruppo di una cinquantina di adolescenti, maschi e femmine. Da quelle parti, ma non solo, gli esempi positivi non sono molti e quest’anno si è approfittato di questa convivenza per far capire ai giovani, con esempi positivi, che nella vita ci possono essere scelte buone, anche se difficili e impegnative. E così, guidati da alcuni film che hanno accompagnato gli incontri, questi giovani, dai 12 ai 18 anni, si sono confrontati con dei film sulla vita di Madre Teresa di Calcutta, di San Vincenzo e, in ultimo, di San Damiano di Molokai, patrono dei diritti umani. Alle rappresentazioni cinematografiche sono seguiti, sempre, incontri con i protagonisti, ovvero con le suore di Madre Teresa, le vincenzine e con alcune suore del PIME che si occupano di hanseniani.
Testimonianze viventi di scelte difficili e dure, di esperienze di vita che esprimono l’amore per gli altri e la dedizione specialmente verso i più poveri e i malati, che hanno stimolato moltissime domande dei giovani che hanno partecipato intensamente a quest’incontro. <br>
A pensarci bene, però, noi avremmo inserito nella rassegna anche un altro santo: San Benedetto. Perché? Intanto perché è un italiano, poco conosciuto dalle nostre parti, poi perché è nero e, infine, perché era un umile converso. Stiamo parlando non di San Benedetto da Norcia, piuttosto di Benedetto il Moro (1526-1589) che, figlio di schiavi etiopi, venne liberato quando aveva 12 anni. Diventò eremita e poi francescano e fu anche il frate cuoco nel convento di Santa Maria di Gesù di Parma. La vita lo portò ad essere poi cuoco dei crudeli padroni delle colonie agricole brasiliane e lì cominciarono a circolare racconti e canti popolari che avevano come soggetto Benedetto difensore degli schiavi, capo dei neri, alleato della principessa Isabella per l’abolizione della schiavitù, difensore dei bambini neri, ecc. tanto da trasformarlo, dopo la sua canonizzazione del 1807, nel più popolare dei santi brasiliani fra le popolazioni di origine africana. Ci sia consentito un omaggio alla cuoca del CENSG, dona Maria, e alle altre cuoche del Centro: San Benedetto, o anche San Ditino come lo chiamano in molti affettuosamente, è ricordato come santo dei neri, ma anche come patrono delle cuoche. 
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=942</link></item><item><title><![CDATA[Italia - Il 21 marzo prossimo l’XI Assemblea annuale dei soci]]></title><description><![CDATA[L'Assemblea ordinaria annuale dei soci di quest'anno è indetta in prima convocazione per sabato 20 marzo alle ore 24 e in seconda convocazione per <br><br>
<center><b>domenica 21 marzo 2010 alle ore 11. </b></center><br><br>

L’indisponibilità dell’abituale sala del CESV, in procinto di traslocare, ci ha obbligato a spostare il luogo del nostro incontro. <br><br>

<b>L’Assemblea si svolgerà in Roma, via Palestro 68, presso il Comitato Italiano per l’UNICEF.</b> Prevediamo di finire alle 13 circa. <br><br>

Ordine del giorno: <br><br>

·	Esposizione e approvazione del “Bilancio sociale 2009”, che sostituisce le relazioni delpresidente e dell’amministratore: esposizione e votazione; <br><br>
·	Bilancio consuntivo del 2009 e preventivo 2010: illustrazione e votazione; <br><br>
·	Elezione dei Revisori dei conti; <br><br>
·	Varie ed eventuali. <br><br>

Alleghiamo il Bilancio patrimoniale 2009, il Rendiconto di gestione 2009, il Preventivo 2010, la relazione dei Revisori dei conti, il “Bilancio sociale 2009”, 6 bollettini di conto corrente postale due biglietti per il 5 per mille (il nostro numero di Codice Fiscale è: <b>97160930588</b>). <br><br>

Sempre a proposito di numeri, ricordiamo a tutti che abbiamo cambiato banca e che l’L’IBAN attuale è:   <br><br>

<b>IT 97 T 05584 03245 000000000512 (nove zeri più 512)</b> <br><br>

Vi aspettiamo in Assemblea e grazie a tutti per averci sostenuto in questi anni. <br><br>

Un cordiale saluto. ABC<br><br>
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=940</link></item><item><title><![CDATA[Bosnia / Serbia – Kragujevac, Fiat: lavorate, poi vi diremo per quale salario! ]]></title><description><![CDATA[A stare alle notizie che si trovano in rete l’accordo tra Fiat e Zastava sta dando i suoi frutti. 
Infatti, secondo l’istituto di analisi Jado Dynamics, che ha valutato le vendite di nuove vetture nel 2009, il marchio Fiat è stato l'unico, in Europa Centrale e Orientale, ad aver registrato un incremento delle vendite rispetto al 2008, con un +10,1%. Questo è certamente positivo, ma lo sarebbe di più se i mille operai assunti con contratto a tempo indeterminato lo scorso primo febbraio conoscessero la loro busta paga. Infatti, sul contratto che hanno firmato non è indicata la loro retribuzione. E’ stata fatta loro soltanto la generica promessa: “gli stipendi non saranno minori di quelli che avevate”, mentre, sulle loro teste pende il “periodo di prova”. Un ricatto bell’e e buono, una museruola per operai che lavorano nel settore da decenni. Adesso i mille assunti, mentre tutti gli altri stanno fuori, hanno la loro tuta a marchio Fiat e la promessa di Marchionne che a partire al 2011 verrà prodotto il nuovo modello di mini car made in Fiat. Ora hanno un lavoro ed è permesso loro di dire soltanto: “Grazie Fiat per averci fatto lavorare!”, null’altro. Alla faccia del primato dell’uomo e dei diritti di chi lavora. Se questa è l’”etica” della produzione verrebbe da dire: abbasso le nuove forme di schiavitù e di caporalato internazionale! 
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=939</link></item><item><title><![CDATA[Guinea Bissau, chi può e sa ci aiuti. Secondo aggiornamento!]]></title><description><![CDATA[Con in tasca il progetto per installare un impianto fotovoltaico da 4,5 KVA a Mansoa andiamo avanti per la nostra strada che è sempre piena di curve. Difficoltà logistiche obiettive ci hanno, infatti, portato a decidere di rinviare l’installazione del fotovoltaico e di risolvere il problema della mancanza di energia elettrica nell’hangar di Mansoa con l’acquisto di un gruppo elettrogeno da 15KVA con motore diesel Isuzu 3 cilindri. Il generatore è costato 6.000 euro. Nei prossimi giorni, poi, definiremo l’acquisto dell’inverter e di quattro batterie che garantiranno la luce serale e notturna. Il fotovoltaico, in questo momento, resta una bella idea e, speriamo, nel medio periodo di poter riuscire a definire la sua installazione in Guinea Bissau. Sarebbe, probabilmente, il primo così “grande” (4,5 KW) e, soprattutto, significativo in una realtà dove la foresta, trasformata in carbone e piantagioni di cajù, sta scomparendo rapidamente . <br><br>

Intanto, a Mansoa, le pompe che avevamo acquistato lo scorso anno sembrano essersi fermate, così come l’acqua dei pozzi. Anche le donne, che si abituano presto alle condizioni migliori, si lamentano perché, a Infandre, devono riprendere ad attingere l’acqua per irrigare l’orto a mano. Insomma, si conferma la legge di   Murphy: “se qualcosa può andare storto, lo farà”, ma abbiamo visto di peggio!
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=938</link></item><item><title><![CDATA[Italia – ABC nelle scuole, SAD: “magari un giorno saremo noi ad aver bisogno di loro!”]]></title><description><![CDATA[Continua l’attività di ABC nelle scuole. Non sono moltissime, ma abbastanza! Tra le altre, una delle più attente è la scuola media “G.B. Piranesi - U. Betti” di Roma. Gli alunni della IIP ci chiamano un paio di volte l’anno per parlare con noi dei progetti e dei giovani che aiutano. Riportiamo di seguito gli elaborati, che si commentano da soli, degli alunni della IIP sull’argomento “Sostegno a distanza e solidarietà”.<br><br>

<b>Il Prof. Carlo Baiocco ha proposto alla classe di aiutare, attraverso il nostro contributo, uno o due bambini che abitano in altre parti del mondo. Il progetto, che si chiama “A,B,C”, ci è stato presentato da un signore che lavora nell’associazione, il quale ci ha fatto vedere delle foto sulla vita che si svolge in alcuni paesi poveri del mondo. Il nostro aiuto  permetterà a questi bambini di mangiare, di curarsi, andare a scuola, vestirsi e costruire scuole, pozzi per l’acqua ed ospedali. Io sono molto contenta di aver adottato due bambini perché almeno riesco a farli mangiare tutti i giorni, riesco a farli studiare ed a curarsi. Sono davvero molto soddisfatta di questa scelta ed ancor più di condividerla con tutta la mia classe. <br>
              									 Valentina Ciammola
 <br><br>
 
“A,B,C” è una forma d’amore che ci permette di aiutare le persone più sfortunate e che aiuta anche noi a cambiare. Penso che, guardando i video che ci ha portato il sig. Franco Della Marra, la classe si sia resa conto dei veri problemi, che non sono la perdita a picchetto, le figurine, le unghie ed i vestiti per le ragazze, bensì la fame e la povertà che invadono ormai tutti i continenti. Comunque non vorrei essere monotona ed esprimermi con i soliti aggettivi perché “A,B,C” come le altre associazioni di solidarietà, non ha bisogno di aggettivi celebrativi, bensì di amore e di fratellanza. 
Martina Castellani
 <br><br>
 
 
 Il giorno in cui il sig. Franco Della Marra è venuto a parlarci di questo progetto che stavamo iniziando, sono rimasta esterrefatta e commossa nel sentire le sue parole… Sapere che qualcuno in questo mondo vive in questo modo mi fa “schifare” me stessa e gli altri, per il semplice motivo che io non mi sento affatto superiore a questa gente, ma addirittura inferiore! Osservavo le foto che ci venivano mostrate, molte volte con dei bambini senza bei vestiti, senza scarpe, con una casa fatta di fango, delle foto con uno sfondo “vuoto”… Ma la cosa che osservavo più attentamente su quelle foto era il volto di ogni singolo ragazzo: osservavo gli occhi, l’espressione ed i loro sorrisi “trovati” non so dove; sì, proprio i sorrisi! Quelli, più di qualunque altra cosa, mi hanno colpito, perché ho pensato che allora si può essere felici senza tutto questo materialismo che oggi ci governa, si può essere felici senza vestiti, casa e scarpe, sempre se queste cose non ti abbiano già “coperto” la vista dalle cose più importanti!… Ed io che ho tutto (forse anche troppo!) mi “schiarisco” la vista dando a chi ha troppo poco! Dando a questi bambini e ragazzi quel poco che a loro può davvero cambiare la vita! Do a questa gente, sempre pensando con affetto e cuore aperto alla loro normale semplicità ad al mio anormale mondo che ha creato il troppo ricco e il troppo povero! Qui c’è qualcuno che ha veramente troppo! Ed allora vorrei solo che tutti avessero ciò che devono avere, nell’equilibrio giusto e perciò inizio dando ciò che posso dare, nella ferma convinzione, però, che davvero:…. potrei e vorrei fare e dare molto di più! <br>
Nicoletta Valentini
<br><br>
Questo progetto di A.B.C. è un‘iniziativa meravigliosa, perché ci coinvolge tutti e ci orienta a dare un aiuto alle persone in difficoltà. Ogni trimestre mandiamo dei soldi a due bambini, africani e brasiliani per aiutarli a vivere meglio. I loro genitori sono persone molto povere a cui manca un tetto ed anche da mangiare e noi inviamo i soldi per aiutare i loro figli, ragazzi come noi, a vivere in maniera più dignitosa. Credo che questo progetto sia d’insegnamento a tutti noi perché, comunque, ci rende consapevoli della qualità e, soprattutto, della dignità della vita delle persone meno fortunate  di noi e ci fa riflettere sul fatto che con un semplice gesto, che a noi pesa poco, insieme a tanti piccoli altri gesti, si può veramente contribuire a cambiare e migliorare situazioni difficili e rendere tutti, noi e loro, più felici! <br>
               Daniele De Santis
<br><br> 
 
Il progetto dell’Adozione a distanza è un progetto in cui noi alunni ci impegniamo a versare una piccola cifra per far star meglio alcune famiglie che vivono in paesi poveri. Quando Franco Della Marra ci ha fatto vedere quei video, mi sono molto rattristato ed ho pensato a quanto siamo fortunati noi. Spero che anche da grande, possa continuare il progetto A, B, C o progetti simili. Il progetto mi ha fatto riflettere che al mondo c’è tanta gente egoista che non dà neanche un piccolo contributo poiché pensa solo a se stessa. Mi ha fatto invece molto piacere sentire le notizie che persone famose fanno belle azioni di beneficenza. Insomma da oggi ho un motivo in più per essere contento di me stesso! <br>
Alessandro Solazzi
 <br><br>
 
 
Sono contento che il Professore abbia deciso di sostenere il progetto ABC “Solidarieta’ e Pace”, perchè questi bambini hanno veramente bisogno di aiuto. Sono ancora più contento, se penso che queste due famiglie riusciranno a vivere un po’ più normalmente grazie ad un piccolo sforzo che facciamo noi della seconda P per loro. Mi  sono  piaciuti  i   filmati  e  le  foto  che  ci  ha  portato  il  signor  Della  Marra  e, ripensandoci bene, mi vergogno, perchè noi, che abbiamo tutto, vogliamo sempre di più e ci lamentiamo di quello che abbiamo, mentre loro, pur essendo meno fortunati di noi, riescono a divertirsi con quel poco che hanno. <br>
               Simone Bacci
 
 <br><br>
 
 Il progetto dell’adozione a distanza consiste nel donare cinque\dieci euro ogni tre mesi per aiutare due bambini meno fortunati di noi. Il signor Della Marra ci ha spiegato la situazione in cui vivono ed anche tutti i progetti che l’associazione attua nei loro confronti. Con questo progetto potremo conoscere due nuovi amici; comunicheremo con loro attraverso le lettere e ci invieremo: pagelle, disegni, foto e molto altro. Essi, che non hanno neanche il necessario, non si lamentano ed, anzi, si fanno bastare quello che hanno, mentre noi, invece, che abbiamo tutto, non ci accontentiamo mai perché vogliamo sempre avere di più; la cosa più importante che abbiamo è la vita e non dovremmo mai dimenticare di fare del bene per gli altri! <br>
Michela Forgione
<br><br> 
Il progetto mi piace molto; siamo riusciti ad adottare due ragazzi; una ragazza che vive in Brasile ed un ragazzo che vive in Africa; spero che riusciremo a dargli tutte le cose che non hanno mai avuto e che, con il nostro contributo, riescano a costruire scuole e case a questi bambini ed a dare loro del cibo. Sarei stata ancora più contenta se avessimo potuto donare  loro alcuni oggetti come giochi e vestiti. Questi ragazzi da oggi sono per noi nuovi compagni di classe! Mi piace molto il fatto che loro ci possano mandare delle letterine e che noi le si possa leggere e rispondere. Spero che, quando diventeranno grandi, si ricorderanno quello che noi abbiamo fatto per loro e che, magari, un giorno, chissà, ci si possa anche incontrare! <br>
Beatrice Nuovo
<br><br>
 L' ”A,B,C” è un progetto a noi proposto dal prof. Carlo Baiocco. Si tratta di un'adozione a distanza. Con la classe abbiamo deciso di aiutare i bambini in difficoltà, aiutarli nei bisogni primari, quali le vaccinazioni, il cibo e l'istruzione. Per noi è un esperienza straordinaria, perché con una piccola donazione, possiamo far crescere i bambini in modo migliore. Noi siamo fortunati, abbiamo ricevuto le vaccinazioni necessarie, non dobbiamo preoccuparci per il cibo e spendiamo molti soldi in stupidaggini. Quindi, donare pochi euro è un gesto d'amore e, se non ci fosse indifferenza da parte di molte persone, si potrebbe aumentare davvero...........il Valore della vita nostra e di quella degli altri! <br>
Valentina Ruberto 
<br><br>
Quest'anno, la nostra classe ha accolto l'iniziativa di adottare a distanza due bambini che purtroppo non si possono comprare del cibo e non hanno l'opportunità di andare a scuola. Questo progetto mi piace perchè so di aiutare due bambini che sono in situazione di bisogno. Sono davvero contenta di partecipare, dando il mio piccolo contributo che permetterà loro di mangiare e studiare. Questi poveri bambini, secondo me, oltre che di denaro avrebbero  bisogno anche di amore, di "coccole" e di vivere in un ambiente sereno, dove non esista lo sfruttamento minorile, la guerra, i maltrattamenti e la cattiveria. Spero tanto, nei prossimi mesi, di poter conoscere questi due bambini attraverso le loro foto e lo scambio di lettere. <br>
Giulia Martinini
 <br><br>
Il progetto che facciamo consiste in un piccolo versamento fatto ogni tre mesi, che può cambiare una vita e dare a quei ragazzi moltissimo. Questi ragazzi hanno gli stessi nostri diritti, ma loro, al contrario di noi, non possono usufruire di ciò che la vita dovrebbe concedere. Loro muoiono di fame ed invece noi stiamo qui a sprecare il cibo ed a fregarcene; ma non ci vergogniamo? L'adozione a distanza è un bellissimo gesto; con esso gli si dà una casa, una scuola ed una nuova vita! L'entusiasmo e la soddisfazione che ho per questo progetto è unica; voglio far capire agli altri che noi “bianchi” non siamo diversi ma semplicemente un po’ più fortunati! Noi, che abbiamo tutto e più di tutto, con l'adozione riusciamo a dare ad alcuni ciò che non hanno. Noi, che abbiamo il superfluo, cerchiamo di donare a loro un po’ del necessario!  Non vedo l’ora di leggere le loro lettere e, quando arriveranno, sarà un’esperienza bellissima; sono fiera di donare e sono sicura che, insieme alla mia classe, ci riuscirò con la forza di sempre!  <br>
Laura Filiberto
<br><br>

 
 
ABC è un progetto molto edificante ed ha uno scopo bellissimo, quello di aiutare le persone sfortunate; spero davvero che riusciremo nell'impresa, anche perchè sarei molto felice se, con i nostri soldini, possano davvero vivere un po’ meglio. Questi ragazzi vivono in condizioni molte brutte e spesso non sanno nè scrivere nè leggere. Quindi, se riuscissimo ad aiutarli con il nostro contributo, sarei molto felice. Spero che riusciremo ad adottare altri bambini, in modo che possano tornare a sorridere ed a gioire insieme a noi. Penso che sarebbe bello se ogni famiglia adottasse minimo due bambini poichè penso che ciò, oltre ad aiutare le persone in difficoltà, possa anche far riflettere le persone molto egoiste, in modo da far cambiare il loro comportamento. <br>
Andrea Serbaroli
<br><br> 
Penso che l'adozione a distanza fatta tramite "A, B, C, - Solidarità e Pace" sia stata un'ottima occasione in più per contribuire ad aiutare due bambini/adolescenti che, purtroppo, non hanno tutto quello che abbiamo noi. Spero tanto che con il nostro contributo si possano continuare a costruire nuovi pozzi, case, scuole e tante altre strutture per far vivere meglio le comunità in cui vivono i "nostri" due ragazzi. <br>
 Laura Roccasalvo
<br><br>
Il progetto dell'Adozione a distanza, da parte mia, è proprio una cosa fatta con il cuore. Io,  quando vedo persone bisognose, mi commuovo ed esse mi fanno molta pena, ma, se ripenso a quello che faccio ogni tre mesi, donando appena 10 euro, mi ritorna il sorriso. Quando è venuto Franco Della Marra e ci ha fatto vedere quei video e le immagini, dentro di me ho sentito un'emozione molto forte! Mi piacerebbe continuare il progetto con la classe per tutta la terza media e continuarlo anche in futuro a livello personale. Sono altresì molto contento che persone famose ed il mio calciatore preferito, Francesco Totti, siano molto sensibili a questi problemi e contribuiscono con somme consistenti ad aiutare popolazioni che hanno bisogno anche tramite le fondazioni che si occupano di solidarietà ed anch'io, nel mio piccolo, oggi, mi sento orgoglioso di poter contribuire.
Oltre all'adozione a distanza, penso che sarebbe ancora più bello se, chi se lo può permettere economicamente, facesse l'adozione vera e propria di un bambino, dandogli anche una famiglia reale! <br>

                                                                                                                                     Leonardo Mattei
 
 <br><br>
Questo progetto consiste nell'inviare un piccolo contributo ad alcune famiglie, che abitano in paesi poveri.
La mia idea su questo progetto è che, pur essendo un buona iniziativa, sia organizzato male.
Ovvero, a mio parere, invece di mandare soldi in Africa e di usare quei soldi per sfamare i poveri, dovrebbero trasferirli qui in Italia, trovando loro anche un lavoro. Così, forse, essi potrebbero, da subito, vivere sicuri, in quanto potrebbero davvero riavere una dignità! <br>
Gabriele Zoroddu
<br><br> 
 
 Mi piace l'idea di adottare a distanza due bambini in paesi poverissimi quali il Brasile e la Guinea Bissau. Abbiamo la possibilità di far diventare la loro vita da misera a normale, permettendo loro di mangiare, di ricevere un'istruzione e di vivere un po’ meglio.
Spero che questi bambini, una volta adulti, riescano poi a trovare un posto nel mondo del lavoro e, ricordando l'aiuto ricevuto, a loro volta aiutino coloro che ne hanno bisogno.
Tante volte penso che ci sono tanti altri bambini che aspetterebbero un aiuto e mi dispiace tanto che io non possa aiutarli tutti! L'unica cosa che posso ed ho intenzione di fare, ora, è parlarne con tanta altra gente in modo che molti altri bambini ricevano, a loro volta, l’aiuto che gli spetta! <br>
Damiano Mazzei<br><br>
Il progetto "Adozione a distanza" è un iniziativa realizzata grazie al nostro professore Carlo Baiocco. Con questo progetto si aiutano i bambini di  paesi che vivono in condizioni di miseria. Esso consiste nell'adottare due bambini a distanza; ogni trimestre diamo dei soldi che vengono inviati ad un’associazione  che, a sua volta, li usa per costruire pozzi e scuole e per comprare cibo e medicinali. Sono fiero di partecipare a questo progetto perché, con poco, riesco a fare ed a rendere felici due bambini che sono meno fortunati di me!. <br>
Valerio De Angelis
<br><br> 

]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=937</link></item><item><title><![CDATA[Haiti – Port-au-Prince, dal caos poco a poco entra la luce]]></title><description><![CDATA[Riceviamo da Maurizio Barcaro : « Anche noi abbiamo cominciato a fare qualcosa di concreto per aiutare la nostra gente. Passate le prime 2-3 settimane dove anche noi cercavamo di sopravvivere con quel poco che avevamo, ora c'e da rimboccarsi le maniche e cominciare ad agire.<br><br>
L'organizzazione che gia ci forniva cibo da cuocere per la mensa della scuola, aveva offerto di sostenere i bambini con del cibo da distribuire e cosi abbiamo fatto ben sapendo che forse potevamo avere grossi problemi di sicurezza.
Hanno dato cibo per 2000 famiglie (sacchi gia preparati con 10kg di riso, 3kg di fagioli, 2lt di olio, 2 scatole di sardine e un sacchetto di sale) e in fretta ci siamo organizzati per distribuirlo. In tre giorni abbiamo dato il cibo a tutti i nostri bambini di tutte le scuole, comprese le professionali e informatica. E stato un lavoraccio lungo e faticoso ma ne e valsa la pena e lo rifaremo ogni mese credo da ora in poi e non so per quanto. <br><br>
Tutto e andato bene, ovviamente a tratti c’era una grossa folla un po ‘focosa’ ma mai abbiamo rischiato, quindi, anche senza armata Americana si puo fare qualcosa. 
Nei ritagli di tempo ho inviato alle varie organizzazioni che sostengono i nostri bambini informazioni ‘succinte’ ed essenziali sulla situazione dei bambini.
In generale e un sollievo sapere che sono quasi tutti vivi e stanno bene. Alcuni sono feriti in modo non troppo grave : escoriazioni, contusioni, qualcuno con arti fratturati, uno si e preso una pallottola nei primi giorni dopo il terremoto, quando c’erano i saccheggi in citta e 6 risultano scomparsi. Non erano a casa al momento del terremoto e non si e piu saputo nulla di loro. Le famiglie non sanno se sono morti o meno e continuano a cercarli disperati. Un padre ha la speranza che i suoi 2 figli possano trovarsi da qualche parte in Repubblica Domenicana……
<br><br>
Un buon numero di bambini sono partiti per le provincie con le loro famiglie e non abbiamo idea di quando ritorneranno ma spero che, visto l'eccezionalita della situazione, i nostri adottanti  continueranno a sostenerli fino alla fine dell'anno e poi, se non ritornano, daremo loro altri bambini in adozione, se accettano.
Sicuramente per il prossimo anno ci sara una grande necessita, tante famiglie  hanno perso tutto e non hanno certo mezzi per 'rifarsi' in qualche mese. Quindi, se ci sono richieste di persone che vorrebbero sostenere un bambino di Haiti, sarebbe buono di non rifiutarle ma si potrebbe suggerire a chi si offre di sostenere un bambino di darci un po di tempo per fare il punto della situazione e poi partire con nuove adozioni.
 
<br><br>
Prospettive per i prossimi mesi sono tante. Abbiamo gia ricominciato a costruire il muro di cinta dell'altra scuola, la San Camillo, e siamo a buon punto per ricevere dei tendoni che si possono adattare a classe. C'e un cortile molto spazioso alla San Camillo percio potremo mettere le tende nel cortile, riparare la scuola (che non ha subito danni gravi alla struttura portante) e entro 2-3 settimane potremo gia essere in grado di funzionare mettendo insieme praticamente le due scuole primarie al mattino e fare il liceo di pomeriggio.
<br><br>
Nel frattempo, c'e molto piu lavoro da fare qui, alla scuola La Providence dove c'e un'ala (quella della sala di informatica) che dovremo buttarla giu perche la struttura portante e seriamente danneggiata. Ecco.....diciamo che sto contando i soldi che entrano per vedere se possiamo fare qualcosa velocemente. Poi ci sono ancora i miei anziani nel cortile...........Penso che adatteremo 5-6 sale di classe della scuola La Providence per mettere gli anziani dentro mentre ricostruiamo le loro casette. Ma il problema di base e la coordinazione di fondi gia raccolti e a venire........e poi resta il problema delle banche che fin'ora non possono dare piu di 2000 US$ alla volta, il che vuol dire che ogni giorno devo andare anche in banca. 
Allora, diciamo che le priorita sono riaprire le scuole e dare una sistemazione agli anziani e sostenere le famiglie con cibo se possibile. Nella distribuzione dei giorni scorsi abbiamo distribuito 2000 sacchi di viveri per un totale di circa 7000 persone, e non e poca cosa per noi che non abbiamo esercito o Nazioni Unite ad aiutarci.
<br><br>
In tanti vogliono sapere quali sono le necessita prioritarie nell’immediato futuro ed ecco una lista di priorita :
<br><br>
** Acquisto cibo per sostegno d'urgenza di famiglie dei bambini<br>
** Ricostruzione completa case anziani<br>
** Sostegno per acquisto letti, materassi, comodini, sedie ecc.....per gli anziani<br>
** Sostegno di anziani<br>
** Riparazione scuola « Sibert »<br>
** Ricostruzione completa sala informatica al piano con ambulatorio ottico e medico sotto e un deposito per la scuola<br>
** Ricostruzione laboratori professionali<br>
** Sostegno a spese per stipendi professori liceo<br>
** Sostegno per mensa bambini appena la scuola riapre<br>
** Acquisto cucina a gas per mensa scuola<br>
** Acquisto materiale scolastico per i bambini che hanno perso tutto<br>
**Ricostruzione muri di cinta in vari punti della scuola e della casa<br>
**Fondo di urgenza per aiutare delle famiglie a ricostruire o riparare le baracche o case. <br><br>

Ecco, queste sono fra le necessita senza entrare nei dettagli di nuovi progetti che probabilmente vedranno la luce nel corso dell'anno e cioe: corso di saldatura e artigianato, ambulatorio ottico, sostegno scolare per piu bambini e ho anche un qualcosa in mente per accogliere orfani ma e troppo presto per parlarne.
<br><br>
Che altro.............diciamo che ora la situazione e un po meno tragica per tutti. La capitale e disseminata di tendopoli di fortuna, tende fatte da vecchie lenzuola, pezzi di cartone e legni incrociati, che pero ho notato sono attrezzate con gabinetti mobili e grosse cisterne d'acqua e in piu ricevono cibo tutti i giorni.  Dio solo sa per quanto tempo questa povera gente sara obligata a vivere cosi perche non vedo come si potrebbe costruire case in breve tempo per 500.000 famiglie.  Ho la sensazione che i problemi siano appena cominciati.  Da dopo il terremoto la fortuna  -se cosi si puo dire- e stata che la pioggia non e ancora caduta ma appena lo fara sara un disastro per questa povera gente. <br><br>

La cosa incredibile con gli Haitiani e che hanno una capacita innata di far fronte a difficolta e sofferenze.  Dopo i pianti e la disperazione dei primi giorni, ora la vita va avanti, non si vede disperazione o tristezza in giro. I mercatini sono tornati un brulichio di voci e colori e la gente e sorridente e allegra in qualsiasi situazione. 
C’e grande preoccupazione fra i giovani. In effetti per loro tanti obbiettivi e progetti futuri sono partiti in fumo in pochi secondi. 75% delle scuole della capitale sono crollate o inagibili, scuole di tutti I tipi: elementari, licei, professionali, corsi tecnici e universita……..la struttura scolastica in generale e in ginocchio. Il futuro……..i giovani di ora anche in Haiti hanno una visione piu ampia di come va il mondo e sanno bene che l’educazione e indispensabile e quindi sono preoccupati e scoraggiati. Ecco perche credo sia una priorita che possiamo riaprire le scuole e spero che ci riusciremo entro breve. <br><br>
La lunga notte del 12 Gennaio continua ma bisogna dare qualche piccolo barlume di speranza in qualche modo percio la presenza e importante ma ora bisogna lavorare duro per riaprire e rimettere in funzione tutto.
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=936</link></item><item><title><![CDATA[Haiti – Terremoto, informazioni sui bambini affidati]]></title><description><![CDATA[Maurizio Barcaro e gli insegnanti della « Sibert » nei giorni passati sono andati alla ricerca di tutti gli alunni della scuola per verificare le condizioni di salute e abitative. Di seguito riportiamo l’elenco completo degli affidati con le diverse situazioni constatate. Per alcuni di loro non è stato possibile, al momento, avere notizie. Intanto tecnici stanno valutando il lavoro che sarà necessario fare per consolidare la scuola e ricostruire quello che il terremoto ha distrutto, mentre decine di famiglie vivono accampate all’interno della scuola insieme ai vecchi che hanno avuto le loro piccole case distrutte. 
<br><br>
Ecco l’elenco degli alunni affidati : <br><br>

Acceus Feraldo, sta bene, casa intatta<br>
Albert Elmina, sta bene, casa danneggiata<br>
Alexandre Maudeline, sta bene, casa danneggiata, zia deceduta<br>
Avril Miralda, bene, casa inagibile, zia morta, dorme fuori<br>
Beaujeux Schnider, bene, casa danneggiata<br>
Cadestin Melissa, ferita ma non grave alla testa, casa quasi crollata<br>
Casseus Jean Yvelet, bene, casa danneggiata, 2 zii deceduti<br>
Cayes Josue, sta bene, casa inagibile, dorme in tenda di fortuna<br>
Chery Shelove, bene, casa inagibile<br>
Clergeot Fabienne, bene, casa crollata, dormono in tenda di fortuna<br>
Coq Valencia, sta bene, casa danneggiata, sorella ferita con braccio rotto<br>
Delva Wiline, qualche ferita superficiale, casa molto fissurata<br>
Dieujuste James Louca , in provincia con famiglia<br>
Dorsainvil Sandiamie, bene, casa crollata, zio deceduto<br>
Dufrent Lovely, bene, fratello ferito<br>
Dumezil Davidson, bene, casa non ha nulla, mamma un braccio rotto<br>
Duvois Monita, sta bene, casa danneggiata, tenda di fortuna per la notte<br>
Edouarzin Samuel, sta bene, casa inagibile, mamma gamba rotta<br>
Edume Anderson, bene, casa danneggiata<br>
Emmanuel Manise, fratturata, casa inagibile<br>
Esaie Andral, bene, casa non troppo danneggiata<br>
Estanny Stephanie, partita in provincia con famiglia<br>
Exantus Richanlove, sta bene, casa danneggiata, dorme in tenda di fortuna<br>
Fabre Djennitha, ferita superficiale, casa non ha nulla<br>
Fedne Deslourdes, bene, nessun danno<br>
Fils Aime Henel, bene, casa crollata<br>
Fils-Aime Anchelo, partito in provincia, casa distrutta<br>
Fortilus Jean Jephte, distrutta, polso slogato, in provincia<br>
Gasparol Fritznel, in provincia con la famiglia, casa crollata<br>
Isemene Paul, bene, casa danneggiata, 2 cugini feriti<br>
Jean Jacques Jeff, per la provincia con famiglia<br>
Jean Medjina, non siamo riusciti ad avere informazioni<br>
Jean Patrickson, sta bene, casa crollata, dorme in tenda di fortuna<br>
Jean Steeve, piccole ferite, casa inagibile<br>
Jean Vanessa, bene, casa danneggiata<br>
Jerome Josue, bene, casa danneggiata<br>
Joseph Pierre Richard, sta bene, mamma ferita, casa inagibile<br>
Joseph Saintanne, non siamo riusciti ad avere informazioni<br>
Lamartiniere Misrose, sta bene, casa crollata, dorme in tenda di fortuna<br>
Louis Mac Mirline, bene, casa danneggiata<br>
Mathiew Benjamin, partito in provincia, casa crollata<br>
Merisier Williamson, bene, casa inagibile, zio deceduto<br>
Micarline Jean, sta bene, casa crollata, dorme in tenda di fortuna <br>
Moise James, non siamo riusciti ad avere notizie<br>
Moise Talitha, bene, casa crollata, dormono in teda di fortuna<br>
Mombrun Staelle, bene, casa crollata, 2 fratelli feriti<br>
Orius Israel, non siamo riusciti ad avere informazioni<br>
Pierre Antoine Judeline, bene, casa crollata, papa ferito<br>
Pierre Edith, casa distrutta, sta bene, partita in provincia<br>
Sanon Karine, bene, casa danneggiata, dorme in tenda<br>
Seraphin Daniella, sta bene, casa danneggiata, fratello e zio deceduti<br>
Success Jude Manley, non abbiamo notizie<br>
Thermilus Josue, bene, casa danneggiata<br>
Toussaint Reginald,  sta bene, casa inagibile<br>
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=935</link></item><item><title><![CDATA[Italia – Il sito e i disastri umanitari]]></title><description><![CDATA[Sarebbe stato meglio non avere avuto in queste prime settimane del 2010 tanti visitatori del nostro sito: 4.354 visite e 28.914 pagine sono stati il risultato di un terremoto, quello di Haiti. Infatti, molte persone hanno fatto riferimento a noi per avere informazioni su quel che stava capitando a Port-au-Prince  e “ABC” ha cercato di fare il suo dovere pubblicando, senza commenti, le notizie drammatiche che arrivavano dal nostro amico Maurizio Barcaro. Ma tra poche settimane, se non giorni, i mass-media si dimenticheranno di Haiti e, come è capitato per tante altre storie recenti, nessuno ne parlerà più. Ad Haiti prima stavano male adesso stanno peggio e l’unica speranza è nella Conferenza internazionale che dovrebbe svolgersi il prossimo marzo per decidere il futuro del Paese. Vedremo se si passerà dalle chiacchiere ai fatti, dalle raccolte dei fondi (senza che una loro buona parte resti incollata alle casse di qualche solerte “raccoglitore”) alla loro utilizzazione, dalle promesse e compromessi politici ai condizionamenti costruttivi. Ad Haiti c’è da ricostruire tutto, soprattutto la coscienza civile, la classe dirigente, politica e no, l’economia nazionale, la giustizia sociale. Insomma, il terremoto ha fornito ai grandi della Terra una tragica opportunità. Noi ci crediamo poco che sarà colta, ma anche se scettici meglio sperare! <br><br>

Intanto oggi abbiamo inviato altri 9.478 euro a Port-au-Prince, tutte le intere somme entrate. Si tratta del denaro versato da molti amici sul nostro conto corrente bancario nel mese di gennaio con la causale “Aiuti umanitari ad Haiti”. Quest’importo si va ad aggiungere agli 8.000 euro erogati il giorno dopo il terremoto ad Haiti. Per adesso ci limitiamo a dare il totale del denaro, ma a consuntivo daremo conto anche del suo utilizzo. <br><br>

Un’ultima cosa: a chi ama i numeri possiamo dire che il giorno 18 gennaio è stato il “Top Day” del nostro sito e ben 570 persone hanno visitato 3.508 pagine. Per la precisione, nel solo mese di gennaio 2010 ci sono stati 4.354 visitatori, in tutto il 2009 sono stati 9.903, 8.396 nel 2008, 6.715 nel 2007 e 1.801 nel 2006.
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=934</link></item><item><title><![CDATA[Haiti – Port-au-Prince, dignità, rispetto e sciacallaggio]]></title><description><![CDATA[Riceviamo da Port-au-Prince questa testimonianza scritta da Maurizio Barcaro:<br><br>
« Una sembianza di ‘normalita’ si sta facendo strada poco a poco nella capitale. Negozietti, banche, pompe di benzina piccoli mercatini rionali, donne che vendono della mercanzia e attivita varie hanno ripreso a funzionare. C’e perfino della gente che ritorna a dormire nelle case e il flusso di chi cerca di lasciare la capitale sta scemando con il passare dei giorni. Ma la psicosi resta. Ieri per esempio sono andato in banca, c’era molta gente e a un certo punto qualcuno dalla fila ha gridato qualcosa e si e messo a correre verso l’uscita. In un lampo tutti si sono messi a correre in panico verso l’uscita calpestando e spingendo chi stava davanti, un paio di persone sono rimaste ferite. La causa di questo fuggi fuggi ? Il tipo che e corso per primo ha detto di aver sentito la terra tremare, cosa che solo lui ha sentito. L’orrore di quei 42 secondi del 12 Gennaio pulsa ancora negli animi della gente, l’angoscia che qualcosa possa succedere in ogni momento. Nemmeno al gabinetto si va tranquillamente. <br><br>
L’aeroporto e ancora chiuso al traffico civile ed e tuttora diretto dagli Americani, cosa non proprio gradita dal governo Haitiano. Gli aiuti umanitari d’urgenza continuano ad arrivare e giorno dopo giorno sono piu ben distribuiti alla popolazione. Immagino che presto debbano pensare a cosa fare con le migliaia di persone senza tetto che ora dormono in tendopoli di fortuna un po ovunque nella capitale.
La distribuzione di viveri ha degli alti e bassi. A volte e ben organizzata con la gente in fila ordinatamente e con dei soldati che aiutano a mantenere l’ordine. A volte camion pieni di viveri sono presi d’assalto disordinatamente. Degli argentini sono dovuti fuggire a tutto gas ieri dopo aver cercato di ordinare invano la folla. E poi a volte, in certi punti di distribuzione organizzati da Haitiani o Americani, sacchetti preparati di viveri sono letteralmente gettati dai camion in mezzo alla folla……come gettare un pezzo di carne a un gruppo di cani rabbiosi, senza nessun rispetto per la dignita umana e vi lascio immaginare che scene che ne seguono. <br><br>
In catastrofi come quella che si e abbattuta su questo paese, avvengono cose eroiche, piccole storie a lieto fine, tanta tragedia e anche l’incredibile e pietosa bassezza umana. Da qualche giorno stanno sgombrando le macerie in diversi punti della citta, e il governo Haitiano  ha messo a disposizione camion e ruspe. L’orrore e che macerie e cadaveri sono gettati insieme in zone periferiche in cumuli grotteschi ricoperti alla bella e buona da un po di terra. Non ci si cura che so, di almeno avere la decenza di togliere i cadaveri e darne una sepoltura. Comprendendo l’emergenza del momento anche fosse comuni sarebbero state dignitose e cosi e stato fatto per le migliaia di cadaveri per le strade dei primi giorni. Ora no, ora si getta tutto insieme e questi cumuli alla periferia sono diventati punti di ristoro per cani, porci e topi.  Nel frattempo il Governo Haitiano, o diciamo quello che ne e rimasto, rappresentato dal Presidente e qualche ministro usa l’Aeroporto come base in quanto Palazzo Presidenziale e tutti i ministeri sono andati distrutti.  In un certo senso il Governo e in balia dell’invasione straniera e ha poca voce in capitolo per ora. Capisco il loro imbarazzo nel sentirsi ‘nudi’ di fronte al mondo, di essere incapaci di fare qualcosa di organizzato ma una catastrofe come questa avrebbe causato gravi problemi a qualsiasi paese’ricco’ (per cosi dire) figuriamoci in Haiti che era gia il paese piu povero dell’emisfero Americano. <br><br>
Anche al governo ora cominciano a parlare di soldi stanziati e raccolti in tutto il mondo e dicono che per ora non hanno ancora ricevuto un centesimo. Sono sicuro che c’e gia chi si sfrega le mani al pensiero di quello che dovrebbe arrivare, Haiti e un paese dove nepotismo e corruzione sono piaghe sociali da sempre. Ma non sono i soli……anche grandi e piccole ONG e gruppi Religiosi fanno a gomitate per spartirsi la torta. Ho sentito con le mie orecchie le bugie che dicono alcuni per rendere piu drammatica la loro situazione mentre con i miei occhi ho constatato la veridicita di queste bugie belle e buone.
Purtroppo l’essere umano e capace di atti nobili e eroici cosi come di ignobili bassezze senza morale o dignita condite da bei discorsi  intelligenti per giustificare il tutto. <br><br>
Nel frattempo i media parlano meno e meno di Haiti e spero proprio che tutto non finisca nel dimenticatoio in qualche settimana.  A causa del terremoto ci saranno sicuramente dei problemi sociali in piu e sarebbe veramente tragico se il mondo si ‘dimenticasse’ completamente di questa tragedia che ha lasciato una profonda ferita aperta in questo paese. Ci sono anche scene surreali in questi giorni. Ieri sera facevano vedere in televisione una folla enorme di gente che spontaneamente ballava e cantava nella piazza principale, volevano far sapere che sono ancora vivi malgrado tutto. Poi, sempre in televisione, su un canale che hanno riaperto, c’era un prete Voodoo, un Hougan, che pregava e invocava gli spiriti per il perdono e la protezione con tanto di tamburi, abiti e gesti di rito.  <br><br>
E una notte di luna piena e il silenzio e rotto solo dai rombi degli aerei che passano ogni 15-20 minuti. Siamo sempre accampati fuori. I bambini dormono da tempo, alcuni giovani giocano a domino in silenzio, il mio amico Juan siede non lontano e Williene malata da tempo, intona una specie di nenia soffusa e triste che l’aiuta a dimenticarsi del dolore che la perseguita sopratutto di notte. Una nenia che vale per tutto il paese sofferente. Il dolore e ben presente, la ferita profonda ma niente per ora potra guarire Haiti e allora si canta una nenia per dimenticarlo (il dolore)  anche se solo per pochi istanti.   
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=933</link></item><item><title><![CDATA[Haiti – Terremoto, domenica 24 Gennaio]]></title><description><![CDATA[Maurizio Barcaro, da Port-au-Prince, ci scrive :

« Da oggi sono sospese le ricerche per eventuali sopravvissuti sotto le macerie. Circa 130 persone sono state tratte in salvo, l’ultima ieri, un giovane di una 20ina d’anni. Da qualche giorno gli aiuti umanitari stanno raggiungendo anche la popolazione. Cibo, acqua, tende, latte, biscotti, medicinali vengono distribuiti con piu efficienza di giorno in giorno. La priorita ora sono le migliaia di persone ferite. Molti di loro sono feriti gravemente, richiedono amputazioni o hanno gravi septicemie  e le attrezzature ospedaliere non sono ancora adeguate ai casi.  Si parla gia di sgombro delle macerie ma non ancora di ricostruzione. <br><br>
C’e una equipe di Americani che sta gia riparando il porto di Port-au-Prince, cuore del commercio del paese, con la speranza che lo possano aprire al piu presto.
L’esodo verso le Provincie continua e lo stato appoggia  e sostiene la cosa, provvedendo al trasporto gratuito di chi vuole partire. <br><br>
Si calcola che 500.000 mila persone vivono in tendopoli in diversi spazi aperti della capitale, senza contare chi dorme per le strade. Le condizioni igienico sanitarie non sono certo buone ma danno basse le probabilite di epidemie diffuse anche perche non e mai piovuto dal giorno del terremoto. <br><br>
Da un paio di giorni si puo trovare gasolio senza difficolta nelle pompe de benzina mentre resta  difficile trovare benzina.  Le banche, quelle che sono agibili ovviamente, riapriranno domani e la speranza e che con dei soldi liquidi che torna in possesso della gente, anche il commercio potra riprendere il suo corso. Certo, con dei gravi handicap ma almeno e un’avvio. <br><br>
La situazione e tutt’altro che normale ma la vita va avanti e gli Haitiani hanno una grande capacita di trovare modi di sopravvivere. Lo fanno da decenni.
Noi stiamo tutti bene. Sempre accampati fuori, utilizzando le scorte con parsimonia ma va bene, ci sono segni che le cose miglioreranno nei prossimi giorni. Abbiamo cominciato a fare un po di lavoro per fare il quadro della situazione. Stiamo togliendo le macerie delle casette degli anziani, pulendo e sistemando i mattoni caduti ma ancora intatti, facendo ordine nel magazzino che e tutto per terra e sto cercando anche di trovare al piu presto tende e possibilmente lettini da campeggio almeno per gli anziani. Se piove sono guai per tutti e per i nostri anziani in particolare. 
<br><br>
Mentre scrivo ci sono urla di dolore di donne fuori nella stradina, urla che di solito annunciano un caro defunto, probabilmente qualcuno ferito che non e sopravvissuto, e un poco piu lontano si sente un gruppo pregare che chiede perdono per i peccati commessi, in tanti credono che il terremoto sia una punizione di Dio, e allora chiedono perdono e la Sua protezione.  Sotto la tettoia dove mi trovo fa un caldo infernale, e quasi la una del pomeriggio ed e tempo ora di andare a mangiare qualcosa. Il pomeriggio sara breve, verso le 17.30 comincia gia a far buio, aerei ed elicotteri passano in cielo ogni 5-10 minuti, la mobilizzazione e veramente massiccia.
Penso alla gente nelle tendopoli a quest’ora del pomeriggio. Tende fatte di fortuna con vecchie lenzuola…..uno dei mille disagi che devono sopportare, l’importante e essere ancora in vita dicono ».
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=932</link></item><item><title><![CDATA[Haiti - Una notte lunga otto giorni]]></title><description><![CDATA[EXODUS

La missione dista 4-5 Km dall’Aeroporto e da 4 giorni aerei cargo, sopratutto americani, arrivano e partono dalla Capitale in continuazione. L’aeroporto, che non e poi cosi grande e ha una sola pista, e congestionato da aerei che scaricano materiale e personale in continuazione.  Siamo al sesto giorno dal sisma e ancora la popolazione……..o i sopravvissuti come e il caso di dire,  e allo sbando. Aiuti materiali immediati (cibo e acqua) sono stati sporadici. I problemi logistici sono molti primo fra tutti la sicurezza nel distribuire i beni e stanno aspettando che entrino in azione  i soldati Americani in appoggio per garantire ordine e sicurezza.  Non c’e dubbio che la mobilitazione del mondo intero e massiccia e generosa ma le dimensioni di questa catastrofe sono cosi enormi che immagino che anche gli operatori umanitari non sanno proprio come coordinare gli aiuti.
Ne frattempo da tre giorni e cominciato un vero e proprio esodo di gente che lascia la citta per paesi di provincia. Con le poche possessioni che hanno e con qualsiasi mezzo possibile, ; bus, macchina, camion, nave e anche a cavallo o con degli asini , questa gente abbandona la citta con la speranza che almeno in provincia possano trovare cibo e acqua per poter vivere.
Parallelamente, anche sciacalli e approfittatori approfittano della situazione per derubare e saccheggiare di giorno e di notte. Sanno bene che la presenza della polizia e inesistente e quindi sono loro i padroni della citta per ora.<br><br>

Finora le emergenze sono state : salvare i sopravvissuti sotto le macerie, raccogliere e seppellire i cadaveri, medicare le migliaia di persone ferite e ora speriamo che cominceranno a portare cibo e acqua alla popolazione e poi si vedra immagino.
Siamo ancora allo stadio della « sopravvivenza », parlare di ricostruzione ora e irrisorio a questo stadio.   In citta e ancora l’apocalisse, tutte le strutture di base sono state colpite e per il commercio nessuno sa quando comincera a riprendere una sembianza di normalita. Il porto (dove arrivava il grosso dei beni di consumo) e distrutto, ci sono ancora macerie e cadaveri dappertutto e gli aiuti umanitari di prima necessita, benche siano arrivati in gran quantita e sono stoccati all’aeroporto, non hanno ancora raggiunto la popolazione bisognosa.
Tre quarti della citta e distrutta, la gente e accampata sulle strade e anche se si ha dei soldi e estremamente difficile trovare persino uova, riso, fagioli, olio ecc…..
<br><br>
E mezzogiorno ora, il sole impietoso e torrido,  incurante di quanto e successo continua a infierire sulla gente, degli elicotteri militari passano in continuazione nel cielo, i mei ragazzi e alcuni professori parlano nel cortile animosamente, i bambini giocano in una parte all’ombra del cortile, le donne lavano i panni sporchi e in cucina si prepara qualcosa da mangiare. La vita in Haiti non sara piu la stessa per nessuno, la speranza e che da una tale tragedia nasca qualcosa di positivo. Sono in Haiti dal 1994 e ho vissuto tante tragedie : colpi di stato, cicloni, incendi, sequestri, manifestazioni violente, miseria e poverta ma qualcosa come questo terremoto e inimmaginabile. La devastazione e assoluta.
Questo piccolo paese ha poco piu di 200 anni di storia, e forse il 2010  sara il giorno ricordato come la data della morte e rinascita di Haiti in futuro.
<br><br>






Mercoledi  20 Gennaio 2010
<br><br>
Risvegliarsi con la terra che trema a una magnitude, 6.1 della scala Richter, inferiore solamente alla scossa catastrofica del 12 Gennaio, che fu di 7.0 non e certo il ‘buongiorno’ migliore……..e in un’attimo torna l’ansia, il panico e la paura negli occhi di tutti. Non si sa ancora che cosa abbia causato questa scossa ma sicuramente, molte case ed edifici che erano in bilico saranno caduti. Per fortuna nessuno dorme in casa, neppure coloro che sono stati miracolati e la loro casa e ancora piu o meno intatta.  La panoramica della citta presenta una catastrofe di dimensione epica, sembra che per settimane ci siano stati massicci bombardamenti. Veri e propri campi profughi con tende di fortuna fatte di coperte, lenzuala, tende, occupano tutti i possibili spazi aperti o verdi della capitale e i ‘sopravvissuti’ vivono ammassati con tutte le problematiche che questo comporta in termine di igiene, sicurezza ecc……
<br><br>
C’e smarrimento negli occhi delle genti. La domanda e : come si potra mai ricostruire una citta quasi rasa al suolo ??  Certo, probabilmente io riusciro poco a poco a ricostruire o riparare i danni e a comprare il materiale andato perduto grazie all’aiuto di tante persone generose che si sono gia mobilizzate fin dal primo giorno. E come me anche le numerose attivita caritative presenti nella citta e dirette da organizzazioni internazionali riusciranno nell’intento………ma la Madame Sara…..e il signor ‘nessuno-sa-chi-e’ come potra ricostruirsi la sua piccola casetta, frutto di una vita di lavoro, o il piccolo negozietto aperto con molto sudore che permetteva di avere una vita appena decente ?    La donna di 70 anni e i bimbi tratti in salvo ieri dalle macerie dopo 7 giorni hanno del miracoloso e testimoniano la caparbiete di questa gente di fronte alle avversita.  Gli Haitiani sanno come soffrire. Nascono e vivono in sofferenza, direi quasi che sono cosi per dire ‘immuni’ alla sofferenza. Si ricostruira la citta, ne sono sicuro, e la mia speranza e che forse questa volta, visto che si partira da zero, forse e la volta buona che ci sara perfino un po di equo benessere per tutti, almeno lo spero proprio.
<br><br>Purtroppo a distanza di 8 giorni, gli aiuti umanitari essenziali : cibo, acqua, medicine non hanno ancora raggiunto la popolazione. I perche sono tanti ma e inutile criticare questa o quella nazione o cercarne la causa.  Io penso semplicemente che il disastro sia stato cosi totale e cosi esteso che sarebbe comunque difficile raggiungere fisicamente tutti i bisognosi e dare le cure appropriate in tutte le aree colpite allo stesso tempo.  
<br><br>Nel frattempo tanta gente continua ad abbandonare la citta per paesi di Provincia. Non so come, ma lo stato Haitiano ha messo a disposizione degli autobus gratis con diverse destinazioni di provincia e anche via mare, i pochi traghetti a disposizione, offrono un passaggio gratis a quanti vogliono andarsene e ovviamente e gia caos. Per le strade si vede gente che cammina dappertutto con valigie o cartoni o sacchi in mano. Anche chi non ha parenti in campagna e pronto a fuggire dalla citta. Molti dicono che un giorno torneranno e tanti altri cercheranno di rifarsi una vita nella loro nuova destinazione.
<br><br>
Da domani i miei insegnanti andranno alla ricerca di notizie dai nostri bambini e al piu presto faro sapere a tutti i nostri benefattori –tramite ovviamente le organizzazioni che coordinano le adozioni a distanza- qual’e la situazione.
Non vi nascondo che un moi grande desiderio sarebbe quello di cercare di trovare dei fondi anche per le famiglie dei nostri bambini. Non dico per ricostruire le case di quanti le hanno perdute, forse quello e un po troppo, ma almeno un fondo che possa aiutarli in qualche modo.  Come dicevo io riusciro poco a poco a ricostruire cio che e andato perduto ma queste famiglie saranno presto dimenticate. Il mondo risponde con generosita ora a questa emergenza sotto la spinta dell’emozione del momento ma fra 2-3 mesi cosa succedera ?  <br><br>
Una volta donato cibo, acqua, curato i feriti e realizzato qualche progetto a corto termine, il grosso di questo ‘esercito’ di volontari e soccorristi di tutto il mondo se ne andra e lasceranno le solite grandi organizzazioni a sbrigare tutto cio che riguarda progetti a lungo termine. Queste organizzazioni stanno nel frattempo raccogliendo milioni di dollari, probabilmente sosterranno dei progetti da pubblicizzare in pompa ma la mia indole un po realistica e forse un po cinica,mi dice che per queste povere famiglie cambiera ben poco.   <br><br>
Noi abbiamo circa 1500 bambini e studenti fra scuole primarie, secondaria, professionali e di informatica, e in piu abbiamo anche i nostri 30 anziani. Ci siamo presi l’impegno di essere vicini a loro e di accompagnarli possibilmente fino all’eta adulta e quindi mi sembra normale che non possiamo abbandonarli in un tale momento. <br><br>
La quiete della notte avvolge la citta ora e il suo silenzio e rotto dai canti e cori delle genti che prima di dormire pregano affinche Dio li protegga fino al mattino e dagli aerei che incessantemente atterrano e decollano da Port-au-Prince. 
Non posso evitare di pensare ai tanti che dormono ora non certo per la fatica ma spossati dal dolore e dalla pena. E come se avessi davanti la Pieta di Michelangelo, Maria che tiene fra le braccia il corpo senza vita di Gesu. Non c’e anima che non abbia perso qualcosa o qualcuno nella capitale, non c’e ninna-nanna che li possa far dormire con un sorriso, non c’e lieto fine a questa lunga notte cominciata 8 giorni fa. 
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=931</link></item></channel></rss>