<?xml version="1.0" encoding="windows-1252"?><rss version="0.91"><channel><title>A, B, C, Solidarieta' e pace</title><description>Notizie dai progetti in Brasile, Guinea Bissau, Serbia, Bosnia e Haiti</description><link>http://www.abconlus.it</link><language>it</language><item><title><![CDATA[Haiti - Port-au-Prince, sono passati più di due anni dal terremoto]]></title><description><![CDATA[Alle 16,53 di martedì 12 gennaio 2010 Haiti fu sconvolta da un terremoto magnitudo 7 con epicentro ad una quindicina di chilometri da Port-au-Prince. Leggendo i dati ufficiali forniti dai vari ministeri locali ripresi dall’OCHA, il dipartimento delle Nazioni Unite che si occupa di coordinare gli aiuti all’isola distrutta dal terremoto. Potremmo dire che le cose, a distanza di due anni, non sono cambiate molto. Infatti, non si riesce ancora a sapere il numero esatto dei morti e c’è chi parla di 200.000 e chi di 250.000, mentre molti corpi hanno trovato sepoltura sotto le macerie che sono ancora lì, rimosse soltanto in parte. I numeri sui quali si è un poco più precisi sono quelli delle abitazioni distrutte o lesionate (188.383, secondo il governo) e delle persone che vivono nelle miserabili tendopoli (ancora circa mezzo milione). Si sa qualcosa anche del denaro raccolto, mentre si sa poco di quanto ne sia stato utilizzato, di come e dei risultati conseguiti. Quasi tutti gli aiuti sono serviti non a ricostruire, piuttosto a “medicalizzare” una situazione tragica. Non c’è stata molta pianificazione, neanche tra le ONG, più o meno grandi, che sono state presenti o che lo sono tuttora sul territorio dove si incontra di tutto: c’è chi progetta di far superare psicologicamente il dramma del terremoto alla popolazione e chi si occupa, più concretamente, di farla mangiare e bere; chi velleitariamente vorrebbe convincere il governo haitiano ad essere buono e bravo e chi lavora negli ospedali e nelle infermerie locali; chi è lì per fare turismo estremo o darsi lustro con bei servizi fotografici, documentari, libri-diario più o meno patetici e narcisistici e chi ricostruisce le scuole e ne sostiene il funzionamento. L’impressione generale è che la tragica opportunità concessa dal terremoto di ricostruire il tessuto sociale, civile ed economico del Paese non verrà colta da nessuno.<br><br>
Intanto, Maurizio Barcaro, che aiutiamo nella gestione della scuola "Institution Mixte la Providence de Sibert" di Port-au-Prince, scrive: “La scuola funziona bene  e alla fine dello scorso anno scolastico sono stati 170 gli studenti che hanno superato l’esame di stato. Si tratta di una percentuale altissima da queste parti, l’85%. In pochi si fanno bocciare, ma possono ripetere l’anno anche due volte perché siamo perfettamente consapevoli di come loro e le famiglie vivano nelle baraccopoli vicine alla nostra scuola”. <br><br>
Ricordiamo che la scuola "Institution Mixte la Providence de Sibert"  è frequentata da 1.930 ragazzi. Per la precisione 1.300 della scuola primaria, 430 della secondaria (il liceo) e 200 che seguono  dei corsi professionali. E’ una piccola-grande città dello studio e della serenità che aiuta giovani e vecchi e che ogni giorno dà da mangiare a circa 1.000 persone. Occorre ricordare poi che nessuno paga per frequentare la scuola.
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=1131</link></item><item><title><![CDATA[Brasile - Parintins, il Rio Amazonas inonda la città]]></title><description><![CDATA[Molte delle famiglie dei bambini che frequentano il CENSG (Centro d’accoglienza Nossa Senhora das Graças) in questi giorni stanno vivendo momenti difficili a causa della piena del Rio Amazonas che li costringe in condizioni al limite della sopravvivenza. Le difficoltà sono tali che il prefetto della città, Bi Garcia, ha dichiarato lo stato di emergenza. La piena di quest’anno ha superato anche quella del 2009 che pure aveva eguagliato il livello storico del 1953 (29,69 metri) superandolo di 8 centimetri. Il municipio sta intervenendo spostando le famiglie più coinvolte dalla piena e con la costruzione di passaggi sopraelevati in legno. Oltre ai danni materiali ci sono quelli sanitari in quanto ogni anno, in corrispondenza della piena, aumentano le malattie soprattutto dei bambini. Aumenta anche il numero dei casi di morte per affogamento. <br><br>
Comunque, i giovani e i bambini che frequentano il CENSG hanno accettato la calamità naturale cogliendone gli aspetti più divertenti e rimpiangono soltanto, come se l’acqua gli mancasse in una città che è praticamente immersa nel Rio delle Amazzoni, il fatto che non sono potuti andare in piscina come abitualmente fanno il lunedì.
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=1130</link></item><item><title><![CDATA[Italia - 5 per mille: pubblicati elenchi con indicazione scelte e importi]]></title><description><![CDATA[Nei giorni scorsi, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, sono stati pubblicati gli elenchi degli ammessi e degli esclusi al 5 per mille 2010 con l’indicazione delle scelte e degli importi. “A, B, C, solidarietà e pace - ONLUS” ha avuto 525 scelte per un importo di 19.343,20 euro. Per noi sono molti, anche se ci sarebbe piaciuto avere un numero maggiore di scelte, magari anche a scapito dell’importo, perché avrebbe significato un aumento dell’attenzione a quel che facciamo. Pazienza! Andrà meglio, da questo punto di vista, in futuro.<br><br> 
Negli anni passati, facendo un rapido riepilogo, l’esito del 5 per mille è stato il seguente: 2007, 305 scelte per un importo di 14.861,31 euro; 2008, 578 scelte per un importo di 24.592,86 euro; 2009, 551 scelte per un importo di 22.651,35 euro; 2010, 525 scelte per un importo di 19.343,02 euro.
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=1129</link></item><item><title><![CDATA[Bosnia / Serbia - Un ossimoro: il ricordo del domani.. da ricostruire! ]]></title><description><![CDATA[Eh… già! Dodici anni dai bombardamenti della Nato, venti anni dall’inizio dell’assedio di Sarajevo… Di ricorrenza in ricorrenza si va verso il futuro, celebrando la nostra sopravvivenza e la gioia di essere ancora qui, ma anche con l’esigenza di capire cosa ci aspetta e cosa potremmo fare per cambiare quello che sarà, o dovrebbe essere. E dunque il ricordo sembrerebbe far lezione al futuro. E allora, per noi, il ricordo del domani da costruire, passa attraverso la nostra piccola storia in Bosnia e Serbia, quella dei 22 viaggi, degli oltre centomila chilometri percorsi, spesso di fretta, con la pioggia, la neve, il sole, delle migliaia di persone incontrate, delle innumerevoli storie, spesso brutte poche volte belle! 
E dove ci conduce questa nostra piccola storia fatta anche di discrezione, doverosa quando interferisci nella vita degli altri?<br><br>
Sempre abbiamo sostenuto, forse sbagliando, che era meglio passare velocemente nelle città e nelle vite delle persone aiutando ma senza infierire sull’orgoglio ferito della gente! Ma forse abbiamo sbagliato e siamo stati presuntuosi e ingiusti, degli “snob” al contrario. Abbiamo cioè trascurato, anche se non completamente, la possibilità di capire e conoscere meglio, non la storia e la cultura “grandi” che si possono studiare sui libri come e quando vogliamo, piuttosto quel che non si trova quasi mai sui libri: l’armonia degli affetti, il sapore della gratitudine, la gioia di donare, la consapevolezza dei drammi, la condivisione delle esperienze, la possibilità dell’ascolto, la fragilità delle esistenze! Questa superficialità ci ha ostacolato nell’informare quanti ci sono vicini, perché se non conosci non puoi raccontare e non puoi far capire quel che, insieme, si sta facendo. Non riesci a fare intuire alle centinaia di amici italiani, che per anni hanno aiutato, e continuano a farlo, i loro amici serbi, quanto sia stato e sia importante il loro aiuto, che non è solo quello concreto del denaro delle borse di studio. E l’avresti dovuto fare a maggior ragione per opportunismo, per convincere tutti che è importante proseguire con quest’esperienza di solidarietà internazionale.  <br><br>
E allora? Sei arrabbiato con te stesso quando ti viene in mente la donna che a Rogatica, in Bosnia, ti parla con un italiano stentato e tu, che hai fretta, la liquidi con poche parole deludendo chissà quante ore di studio. Senza capire che lei voleva, semplicemente, manifestarti la sua gratitudine parlandoti nella tua lingua. Che guaio! Da diventare rossi di vergogna. Sei preso dall’organizzazione, dalla possibilità di evitare l’errore, tampinato dalle situazioni e così spesso ti sfugge la cosa più importante: le persone, che devono avere priorità su tutto il resto. Ed ancora: se è vero che ciascuno è padrone del suo tempo e che il tempo è cosa preziosa, la cosa più altruistica che tu possa fare è condividerlo con gli altri. E non l’avevi capito! <br><br>
Deriva forse da questa inconsapevolezza il disagio che ci accompagnava nei viaggi? Può essere. Se così fosse, ci abbiamo messo dodici anni per comprenderlo! Pazienza.. e, come direbbe un appassionato dei luoghi comuni, meglio tardi che mai. In qualche modo faremo ammenda!

]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=1128</link></item><item><title><![CDATA[Guinea Bissau - Colpo di stato, la CEDEAO ha deciso di inviare una forza militare per stabilizzare la situazione]]></title><description><![CDATA[I capi degli sati della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (CEDEAO) hanno deciso ieri sera di inviare un contingente militare in Guinea Bissau ed hanno dato 72 ore ai golpisti per rientrare nelle caserme e rispettare le richieste di ripristinare l’ordine democratico, nonché di liberare tutti i prigionieri politici a cominciare dal presidente della Repubblica, Raimundo Pereira, e dal Presidente del consiglio, Carlo Gomes Junior.<br><br>
I dirigenti della CEDEAO hanno deciso che il contingente da inviare in Guinea Bissau avrà il compito di facilitare il ritiro della Missione di Assistenza Tecnica e Militare dell’Angola dalla Guinea Bissau, dare assistenza alla stabilizzazione del processo di transizione dopo il colpo di stato del 12 aprile e preparare la riforma del settore della difesa e sicurezza . <br><br>
Nei giorni scorsi, il Comando Militare guineense aveva detto che “qualsiasi forza di sicurezza internazionale  che entri nel Paese sarà considerata ‘invasora’”. <br><br>
La situazione è difficile e, il Comando Militare, ha annunciato che non sarà possibile pagare  lo stipendio dei dipendenti pubblici perché non ci sono soldi.
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=1127</link></item><item><title><![CDATA[Serbia - ABC, ristrutturazione della scuola “Dragisa Mihajlovic”]]></title><description><![CDATA[“Dragisa Mihajlovic”, questo il nome della scuola di Kraujevac che, per iniziativa dell’associazione “Non bombe ma solo caramelle”, con la quale collaboriamo nella cittadina centro amministrativo del distretto di Šumadija, è stata  ristrutturata anche con il nostro aiuto.
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La scuola “Dragisa Mihajloic” è una scuola primaria di periferia, nel quartiere di Male Pcelice, in prossimità dell’ospedale psichiatrico. Non è grande, circa 600 metri quadrati con sei aule. Cinque delle sei aule sono occupate da circa 150 alunni su due turni,  mattina e pomeriggio, e da 25 piccoli, dai 5 ai 6 anni, in una classe preparatoria. La sesta aula è, invece, quella di informatica con i computer dono di Telekom Serbija. <br><br>


Erano mesi che la direzione del plesso scolastico aveva scritto chiedendo aiuto alle associazioni italiane presenti sul territorio con i loro progetti di solidarietà per ristrutturare la scuola, soprattutto i pavimenti delle aule e i bagni dei bambini. Con il lavoro di coordinamento svolto da Gilberto Vlaic, di “Non bombe ma solo caramelle”, è stato possibile definire un accordo tra diverse associazioni italiane (Non bombe ma solo caramelle, “A, B, C, solidarietà e pace ALJ Bologna, Associazione Zastava Brescia, Un ponte per…, Mir Sada) che ha permesso di iniziare i lavori.
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Agli indispensabili lavori di rifacimento dei bagni e dei pavimenti hanno partecipato anche molti genitori e gli stessi alunni consentendo così un notevole risparmio delle spese. Quando, tra un paio di settimane, i lavori saranno terminati, i bambini potranno seguire le lezioni senza correre il rischio di inciampare nel pavimento sconnesso e potranno anche andare tranquillamente nei nuovi bagni che hanno sostituito quelli indecorosi che erano stati costretti ad usare per mancanza di possibilità economiche del municipio.
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=1126</link></item><item><title><![CDATA[Brasile - Parintins, una casa per la famiglia di Dona Ilza e i suoi sedici figli]]></title><description><![CDATA[A distanza di quasi un anno riprendiamo una notizia dello scorso maggio nella quale raccontavamo di uno stanziamento di 3.500 euro destinati all’ampliamento dell’abitazione di dona Ilza, mamma di 16 figli. Ma nel cuore dell’Amazzonia brasiliana, per le popolazioni locali, i cablocos, ovvero gli uomini che vengono dalla foresta, il concetto di tempo è relativo e si dilata a seconda delle priorità che mutano ogni giorno. E così, un lavoro che si sarebbe dovuto realizzare in un paio di mesi, è stato quasi ultimato in un anno! Comunque, dopo la ristrutturazione, anche se parziale, Marco e Matteo, il “fanalino di coda” della famiglia, hanno ora la possibilità di vivere meglio. <br><br>

I due bambini frequentano il Centro di accoglienza Nossa Senhora das Graças e sono arrivati cinque anni fa nella cittadina amazzonica dalla foresta dopo aver venduto le poche povere cose che avevano. Quando dona Ilza è arrivata a Parintins con gli ultimi figli, mentre alcuni se li era persi lungo il cammino della vita, chi a vivere in un’altra città per lavoro, chi a voler restare nella foresta, ha subito pensato di comprare un pezzetto di terra per costruire una casa in via numero 6 nel bairro Itauana, vicino al CENSG. Ma i soldi erano pochi e così l’acquisto è stato fatto a rate. Quando è intervenuta ABC con il suo aiuto restavano da pagare ancora circa duemila Reais e la “casa” costruita era un semplice “tapirì”, una tettoia inclinata, in uso nella foresta, chiusa su tre lati. <br><br>

Ma il papà dei 16 figli? Lui lavora  sulle barche che trasportano merci da un punto all’altro del più grande fiume del mondo, il Rio delle Amazzoni. E meno male che a casa non c’è quasi mai perché le poche volte che gli capita di fermarsi il risultato è spesso un’altra gravidanza della signora Ilda.  <br><br>

Ma cosa è stato fatto per la famiglia? Oltre a saldare il residuo del debito per l’acquisto della terra, è stata scavata una fossa biologica, costruiti due bagni e ristrutturato il vecchio spazio abitativo ampliandolo e ricavandone altre due stanze. Restano 1.500 euro che saranno utilizzati per ingrandire ulteriormente la casa e rifinire quello che è possibile.
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=1125</link></item><item><title><![CDATA[Guinea Bissau - Accordo fatto, epitaffio di uno Stato]]></title><description><![CDATA[Mentre il nostro container è per mare diretto a Bissau, sperando che arrivi  e che i nostri amici locali possano prendere tutto il materiale spedito, i partiti di opposizione della Guinea Bissau, quasi nessuno dei quali rappresentato nel Parlamento, hanno sottoscritto un accordo con il Comando Militare. Nell'accordo, tra l'altro, si stabilisce la creazione di un Consiglio Nazionale di Transizione che durerà in carica due anni per occuparsi della gestione del  Paese fino alle prossime elezioni presidenziali e legislative del 2014.  
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A leggere il testo digitalizzato e pubblicato sul sito di “Didinho” (http://www.didinho.org/), un giornalista guineense residente in Portogallo, vengono i brividi. Del lungo documento riportiamo soltanto due articoli: 
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“Artigo 5” <br>
a) o Comando Militar declara exinta a Assembleia Nacional Popular (il Comando Militare dichiara estinta l’Assemblea Nazionale Popolare, il Parlamento, ndr.); <br>
b) o Comando Militar declara a destituição do Presidente da Repùblica Interino e do Governo (il Comando Militare dichiara la destituzione del Presidente ad interim e del Governo)”. 
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“Artigo 7” <br>
Os Partidos Politico, signatàrios acordaram em manter a Chefia Militar vigente (I partiti politici firmatari sono d’accordo nel mantenere la dirigenza militare attuale).
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Vengono i brividi a leggerlo,dicevamo, perché sembra di leggere l'epitaffio di uno Stato ormai morto!
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Adesso tutto è chiaro: Antonio Indjai, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, che in questi giorni si era defilato, sembrerebbe essere l’uomo che, insieme a qualche politico, presumibilmente quelli che hanno sottoscritto l’accordo, ha deciso tutto, probabilmente ispirato da quel che sta capitando nel Mali. <br><br>

E ora? Noi non siamo degli analisti geopolitici e non sappiamo quindi esprimere una valutazione attendibile, possiamo però dire, con poca perspicacia, che per vedere come andranno le cose occorrerà aspettare la decisione degli organismi internazionali. Per ora sembrerebbero intenzionati ad inviare una forza di pace, ma il Comando Militare guineense ha già annunciato che “qualsiasi forza di sicurezza” sarà considerata “invasora”. E se gli organismi internazionali non interverranno? La situazione è difficile e non possiamo dimenticare che il PAIGC, al quale appartenevano Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio esautorati e che ha la maggioranza dei voti del popolo guineense, è il partito che ha conquistato l’indipendenza dal Portogallo. Non è poi irrilevante osservare che non tutti quelli che parteciparono alla lotta di liberazione (1963-1974) sono nell’Esercito attuale e molti di loro sono ancora vivi e vegeti!
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=1124</link></item><item><title><![CDATA[Italia - 5 per mille, ogni tanto una notizia buona!]]></title><description><![CDATA[Un paio di giorni fa si è saputo che la delega fiscale del governo prevede la stabilizzazione del 5 per  mille. Questo vuol che ogni anno non ci si dovrà più preoccupare se la misura fiscale sarà riconfermata o meno dal governo in carica. Meno  male! Ogni tanto una buona notizia per molti,  ma specialmente  per  il mondo delle associazioni medio-piccole per le quali il  5 per mille è una fonte indispensabile di sopravvivenza o, quantomeno, una possibilità in più per realizzare i loro progetti. <br><br>

Intanto, già da qualche mese, è cominciata la “caccia” ai contribuenti: pubblicità in televisione, sui giornali, su internet… Siamo forse un poco invidiosi e pensiamo che, in fin dei conti, se continuano a farla, vuol dire che è una “politica” vincente e che i soldi spesi per  la promozione ritornano in qualche modo sotto forma di scelte fatte dai contribuenti. <br><br>

Per parte nostra, caparbiamente, per non dire ottusamente, continuiamo a non fare pubblicità e ad affidarci unicamente ai nostri sostenitori ai quali rinnoviamo l’invito a ricordarsi di noi al momento della presentazione della loro dichiarazione dei redditi. <br><br>
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=1123</link></item><item><title><![CDATA[Guinea Bissau - Colpo di Stato, una storia senza lieto fine?]]></title><description><![CDATA[A Mansoa, proprio davanti ai nostri hangar, si sono acquartierati dei militari anche con delle mitragliatrici. Evidentemente sorvegliano la strada che da Bissau porta a Mansoa e verso il nord del Paese.<br><br>
Intanto, ieri, nel corso di una riunione svoltasi nella capitale tra il Comando Militare e la coalizione delle forze di opposizione sembrerebbe essere stato sottoscritto un accordo per il quale è stata decisa la dissoluzione delle istituzioni e definita una transizione, di durata biennale, al termine della quale verranno organizzate le elezioni generali. <br><br>
Mentre l’ex presidente del consiglio Carlos Gomes Junior e l’ex presidente della Repubblica ad interim Raimundo Pereira resteranno per ora in carcere, non si sa bene, invece, che fine verrà fatta fare al PAIGC, il partito che ha vinto le elezioni e che praticamente governa il Paese, poche volte bene e molte volte male, da molti anni. <br><br>
Che dire! Non ci sono parole! Speriamo che i firmatari dell’accordo si rendano conto, il prima possibile, che stanno spingendo il Paese verso l’autodistruzione. <br><br>
A New York, oggi, ci sarà una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU proprio sulla crisi di Bissau al fine di valutare i termini di un’eventuale missione da dispiegare nella ex colonia portoghese. Infine, per il 26 aprile prossimo, la CEDEAO (Comunità Economia dei Paesi dell’Africa Occidentale) ha convocato un vertice straordinario dei 15 Stati membri dell’organismo regionale per valutare la situazione sia in Guinea Bissau che in Mali.
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=1122</link></item><item><title><![CDATA[Guinea Bissau - Colpo di stato, ultim’ora (2)]]></title><description><![CDATA[-	L’Ufficio politico del PAIGC ha condannato ieri il golpe e accusato i leader dell’opposizione di coinvolgimento nel colpo di stato. Sempre nel comunicato, stilato lunedì scorso e reso noto soltanto ieri, esprime anche l’esigenza che venga reso pubblico l’accordo segreto che, secondo i militari, esisterebbe tra la Guinea Bissau e l’Angola. Quest’accordo avrebbe causato - secondo fonti del Comando militare - il colpo di stato.<br><br>

-	In un messaggio al Paese i vescovi della Guinea Bissau hanno manifestato la loro preoccupazione per i recenti sviluppi e detto che il colpo di Stato ha peggiorato la già grave situazione interna del Paese dell’Africa Occidentale. Nel messaggio i vescovi “condannano questa opzione militare e tutte le forme di violenza intraprese per risolvere i nostri problemi” e richiamano tutti al “rispetto della Repubblica e delle istituzioni democraticamente elette”. I vescovi esortano infine il “ricorso alla via del dialogo come strada maestra per rinsaldare riconciliazione, giustizia e armonia sociale”. <br><br>

-	Fonti di Radio Sol Mansi hanno riferito alla MISNA - agenzia di stampa missionaria - che a Bissau i militari hanno autorizzato le radio private a riprendere le loro trasmissioni ammettendo di aver commesso un errore a chiuderle. La mancanza di informazioni, hanno ammesso gli stessi vertici dell’esercito, ha contribuito ad aggravare la situazione e spinto una parte della popolazione di Bissau, soprattutto donne e bambini, a dirigersi nei villaggi di origine. <br><br>

-	Il presidente della Repubblica di Capo Verde, Jorge Carlos Fonseca, ha detto ieri che quali che siano le decisioni prese dalla comunità internazionale per risolvere la crisi politica nella Guinea Bissau, dovranno essere “ferme, realiste e decise”. Ha spiegato di avere ricevuto un messaggio dal Presidente dell’Angola, Jorge Carlos Fonseca, che auspica una soluzione che sia durevole e che tuteli gli interessi superiori dei guineensi, che rispetti il processo di democrazia e che passi attraverso la risoluzione del problema dell’esercito in quanto i militari devono rispettare il potere politico legittimato dal voto popolare.
 
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=1120</link></item><item><title><![CDATA[Guinea Bissau - Colpo di stato, ultim’ora]]></title><description><![CDATA[-	L’Unione Economia Africana ha sospeso oggi la Guinea Bissau come membro dell’organizzazione. La decisione resterà in vigore fino a quando non sarà ristabilito l’ordine costituzionale nel Paese.<br><br>

-	Il Comando Militare probisce tutte le manifestazioni e avvisa che ci saranno conseguenze per chi non rispetterà l’ordine. <br><br>

-	Il partito Uninão para a Mudança (UM), guidato da Agnelo Regalla, non rappresentato nel Parlamento della Guinea Bissau, che si è ritirato dalla trattativa tra i partiti d’opposizione e  i militari per la formazione di un Consiglio Nazionale di Transizione, in un comunicato ha proposto che nel prossimo mese di novembre, precedute da un censimento elettorale, si svolgano insieme le elezioni presidenziali e legislative nel Paese. <br><br>

-	Dalla mattina alla tarda notte di ieri si è svolto un incontro della delegazione della CEDEAO (la Comunità economica dei paesi dell’Africa Occidentale) con il Comando militare e i partiti di opposizione che stanno trattando per formare un Consiglio Nazionale di Transizione. Alla riunione ha partecipato anche il presidente del Consiglio imprigionato Carlo Gomes Junior che, alla fine della riunione, è stato ricondotto nella sua prigione di Bissau. Nel corso dell’incontro la delegazione della CEDEAO ha reiterato la richiesta di liberazione immediata di Carlos Gomes Junior, del presidente della Repubblica ad interim Raimundo Pereira e di tutti i prigionieri, nonché il ristabilimento dell’ordine costituzionale. <br><br>

-	In un comunicato divulgato la scorsa notte, l’UM (il partito União para a Mudança), dice que “i recenti avvenimenti occorsi al Paese” sono da attribuirsi in buona parte anche alla “all’arroganza, alla prepotenza, alla testardaggine e al deficit di dialogo” manifestate nell’esercizio del potere da parte di alcuni dei più alti rappresentanti del governo. <br><br>

-	Josè Ramos-Horta, Presidente della Repubblica di Timor-Est, ha detto di essere stato contattato dal Comando militare della Guinea Bissau e di essere pronto, se sarà invitato a farlo dalla comunità internazionale, precisamente dalla CPLP (Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese), ad assumere la guida di una missione di mediazione nel Paese dell’Africa Occidentale. 
]]></description><link>http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=1119</link></item></channel></rss>
