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Brasile – Parintins: il bello e il brutto della vita!

29/04/2009 - 4.35:   Il Centro di accoglienza di Parintins per moltissimi bambini e giovani che lo frequentano o lo hanno frequentato è un luogo particolare che non potranno mai dimenticare. In questi anni, dal 2000, quando è stato fondato, e ancor di più dal 2002, quando gli amici di ABC hanno cominciato ad aiutare la struttura garantendone il funzionamento con il loro sostegno finanziario, sono stati più di mille i bambini e i giovani che sono cresciuti tra le sue mura, al riparo dai pericoli che si incontrano nelle strade di Parintins. E così questo luogo è entrato a far parte della loro vita attraverso l'esperienza diretta e il ricordo conservato nella mente e nel cuore. Questo è importante perché qualcuno diceva che cultura "è quel che resta dopo aver dimenticato tutto" e quello che resta, in tutti loro, sono le sensazioni dei momenti felici, dei giochi comuni, delle mangiate, delle "ferie" passate insieme. E questo è il patrimonio collettivo di una comunità, quella del CESNG. Dalle nostre parti, dove abbiamo la fortuna di avere immensi patrimoni artistici, questo ruolo l'hanno sempre avuto le opere d'arte e i capolavori architettonici, a Parintins, invece, per quel che ci riguarda, questo ruolo lo hanno il Centro di accoglienza e, perché no, il fiume che tutto domina. Ma l'acqua del fiume, tutti i lunedì, è sostituita da quella della piscina. E' il momento più atteso della settimana, quando tutti, diligentemente rispettando il proprio turno, accompagnati da dom Giuliano, che per l'occasione dismette i panni di vescovo per indossare quelli dell'autista in bandana, se ne vanno in piscina. Lungo il viaggio ridono e cantano e scendono felici già quasi in mutande pronti a sguazzare in piscina. Il fiume è lì, a due passi, ma non è la stessa cosa, ed hanno ragione! Il viaggio è anche l’occasione per individuare i canterini più bravi che finiscono così nel coro di recente costituzione. Per ora è solo al femminile e la prova del fuoco è stata già superata e gli applausi ricevuti in occasione delle rappresentazioni teatrali sono stati meritati. Adesso manca soltanto una cosa: l'ingresso di qualche maschietto, anche se i maschietti preferiscono cimentarsi sul tatami nel judo. Queste atmosfere serene fanno quasi dimenticare la brutalità della realtà che, qualche volta, sconvolge la vita di questi bambini, le maternità precoci, le violenze sessuali, spesso paterne, le percosse, la fame… E a Natale, proprio per dare sollievo a queste realtà difficili, dopo avere esaminato le situazioni di centinaia di famiglie, gli educatori, insieme con Giuliano, sono andati a visitare 87 famiglie ed hanno consegnato altrettante ceste basiche di prodotti alimentari verificando anche le reali condizioni di questi nuclei familiari. E così, quei bambini, che non avrebbero avuto sicuramente niente per Natale, si sono ritrovati a poter festeggiare come gli altri, anzi più degli altri perché, non molto paradossalmente, chi poco ha più apprezza. Non potrà, invece, più apprezzare niente il fratello diciottenne di Aldair, uno dei bambini affidati, che è morto per colpa dell'AIDS. Nell'ultima relazione Naldilene, che ha sostituito Maria nella direzione del Centro, ha scritto: "vorremmo dire grazie a ciascuno di voi che sempre ci avete sostenuto in questo nostro lavoro. Vogliamo però anche ribadire la nostra promessa di continuare a lavorare sempre meglio per meritare la vostra fiducia".


   
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